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Newsletter #11 - anno 2004
Banzigo Viaggi - Scubatravel

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FOTO DELLA SETTIMANA


FOTO DELLA SETTIMANA

Nome comune: Pesce Pagliaccio Rosa
Nomi Inglesi: Pink Anemone Fish, Pink Clown Fish
Genere: Amphiprion
Specie: Amphiprion perideraion
Categoria: Pesci ossei
Commento: Specie indopacifica vive in associazione con attinie appartenenti per lo più al genere Heteractis. Massima lunghezza 10 cm - (22 m., Athafari Thula, Atollo di Ari, Oceano Indiano - Maldive)




RACCONTI DI VIAGGIO

Rivista: Mondo Sommerso
Numero: Novembre 2004
Titolo: Il fascino di Raja Empat
Testo: Livio Di Prospero e Filippo Borghi

Quando ne ho sentito parlare per la prima volta, il loro nome suscitò in me fantasie d’altri tempi! “Raja Empat”, “Iran Jaya”, “L’Arcipelago dei Quattro Raja”; non so perché, ma davanti ai miei occhi avevo i vecchi film di Sandokan, dove un veliero si aggirava in un mare verde smeraldo tra isole ricoperte di lussureggianti foreste, abitate da popoli sconosciuti. Esisterà ancora un luogo così? La mia curiosità portava dritto alle immersioni… che sorprese poteva riservare un mare così incontaminato e lontano da tutto? .... >>>


RICETTA DELLA SETTIMANA
A cura di:
Andrea Beccaria

PESCESTOCCO ALLA MESSINESE

Origine: Italia
Tempo di Preparazione: 20 min.
Tempo di Cottura: 40 min.

INGREDIENTI PER 4 PERSONE:
- 1 kg di stoccafisso ammorbidito
- 300 gr di patate
- 300 gr di pomodori
- 50 gr di capperi
- 50 gr di pinoli
- una manciata di olive
- 2 cipolle
- 2 coste di sedano
- 1 bicchiere di olio di oliva
- sale
- pepe1. Sbucciate le cipolle, affettatele. Mondate il sedano, tagliatelo a dadetti e unitelo alle cipolle. In una casseruola, fate scaldare l'olio; unitevi le verdure tagliate e fatevele rosolare per bene. Sbollentate i pomodori per 1 min., pelateli, tagliateli a dadetti e uniteli al soffritto. Bagnate con un mestolino d'acqua calda.2. Tagliate a pezzetti uniformi lo stoccafisso; unitelo al sugo quando avrà ripreso il bollore, aggiungete le patate sbucciate e tagliate a spicchietti, le olive, i capperi e i pinoli. Salate leggermente, pepate, mescolate e cuocete per 30 min. su fiamma moderata. Durante la cottura, mescolate di tanto in tanto e unite qualche cucchiaiata d'acqua se dovesse asciugare troppo.

BUON APPETITO!!!!

ULTIM'ORA E CURIOSITA'


SYDNEY - Delfini proteggono i nuotatori da grande squalo bianco. E' accaduto in Nuova Zelanda ad un bagnino. L'uomo si allenava nel nuoto con la figlia 15/enne e due sue amiche a 100 metri dalla riva a Ocean Beach, sulla costa nord-est, quando un branco di sette delfini li ha circondati costringendoli a radunarsi, tracciando attorno a loro cerchi sempre piu' stretti. Quando il bagnino, di nome Rob Howes, ha cercato di allontanarsi dal gruppo, due dei delfini piu' grandi lo hanno respinto indietro. L'uomo ha finalmente capito perche': uno squalo bianco di tre metri si stava dirigendo verso di loro a circa due metri di profondita'.''Sono rimasto impietrito'', ha detto Howe all'agenzia di stampa neozelandese Nzpa. ''Era ad appena due metri da me. L'acqua era cristallina e lo squalo era chiaro come il naso sulla mia faccia. Allora ho capito che i delfini avevano formato una barriera di protezione attorno a noi''.

Un altro bagnino, Matt Fleet, era in ricognizione in un gommone di salvataggio quando ha notato l'inconsueto comportamento dei delfini. Quando si e' tuffato per raggiungere il gruppo, ha visto lo squalo e ha raggiunto gli altri dietro la 'barriera'. I delfini hanno continuato a circondare i cinque per circa 40 minuti, continuando a battere con la coda sulla superficie dell'acqua, prima di permettere che tornassero a riva. Solo allora i due bagnini hanno rivelato alle ragazze la presenza dello squalo. L'episodio e' avvenuto tre settimane fa, ma Howe e Fleet dicono di non averne parlato con nessuno finche' non hanno potuto confrontare tra loro quello che avevano visto. Secondo la studiosa di mammiferi marini Rochelle Constantine, dell'universita' di Auckland, i delfini sono sempre all'erta in presenza di squali, e la loro reazione altruistica e' normale. ''Amano aiutare gli indifesi'', ha detto. ''Battere la coda sull'acqua e' la loro maniera di comunicare e potrebbe essere stata una funzione di gruppo per mantenere la barriera protettiva''.

Un'altra esperta di mammiferi marini, Olga Visser del gruppo ambientalista Orca Research, ha detto che vi sono stati diversi casi nel mondo di delfini che hanno protetto dei nuotatori. ''Devono aver percepito che quei quattro erano in pericolo e sono intervenuti per proteggerli. E comunque, non e' raro che i delfini attacchino gli squali per proteggere se stessi e la prole''.

23-NOV-04 Fonte: ANSA

 
Ciao amici, l'anno sta finendo e tanti di voi hanno già prenotato la loro vacanza vacanza. Per chi non l'avesse ancora fatto ricordiamo che a tutti coloro che prenoteranno un viaggio per il 2005 e lo confermerà entro il 31 dicembre riceveranno uno sconto di 50 €. Inoltre per chi conferma una delle nostre offerte in newsletter in risposta a questa mail riceverà ulteriori 50 € di sconto!Cosa apettate ancora a sciverci? Un solo click e poi a preparare l'attrezzatura.
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Andrea Beccaria
Per evadere tutte le vostre la Banzigo Viaggi ha prolungato l'orario di apertura.
Saremo a vostra disposizione dal lunedì al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 ed il sabato solo via mail.
Speriamo così di poter accontentare tutti voi a trovare la vostra vacanza ideale.

NOVITA’ ED OFFERTE – A cura di Banzigo Viaggi

 

CORSO FOTOSUB – A cura di Simi Annibale


Tratto dal sito Bloob.it, il primo Portale Turistico Subacqueo in Italia
Fenomeni Ottici sott'acqua - La foto con il flash

Le fonti luminose disponibili sono:

1 ° gli illuminatori a luce continua
2° i lampeggiatori elettronici

I primi interessano esclusivamente le riprese video, pertanto ci interesseremo esclusivamente dei secondi di cui parleremo nel presente capitolo.
I moderni lampeggiatori hanno delle caratteristiche tali da consentire la gestione del flusso luminoso in funzione delle varie esigenze di utilizzazione che potranno essere in "automatico TTL", o in "manuale" selezionando potenze che vanno fino a 1/16 della massima. Questa è espressa in watt per secondo e determina il numero guida (in aria ed in acqua) che in pratica è il valore che ci interessa maggiormente. Altra importante funzione è rappresentata dal "servo flash" (slave) che consente l'attivazione del flash non connesso alla fotocamera, nel momento in cui un emissione luminosa proveniente dal flash principale, colpisce un dispositivo a fotocellula. Anche l'angolo di campo del cono luminoso avrà una grande importanza poiché più sarà ampio, più grande sarà la copertura luminosa, e quindi l'ottimale impiego con le ottiche grandangolari. Altra caratteristica da non sottovalutare per la giusta resa cromatica delle immagini, sarà la "temperatura di colore" dell' emissione luminosa, che peraltro potrà essere modificata con l'applicazione di "bottoni " di pellicola colorata trasparente sul vetro frontale del lampeggiatori L'alimentazione di queste apparecchiature è ottenuta da batterie di pile a secco che, se ricaricabili, consentono una notevole economia di esercizio.
esercizio.Per poter funzionare, il flash deve essere collegato attraverso un cavo "sincro " e un connettore stagno alla fotocamera. Il cavo dovrà essere del tipo "spiralato " per evitare piegamenti che a lungo andare ne potrebbero provocare la rottura. Il connettore dovrà avere caratteristiche compatibili con le
funzioni del lampeggiatore e della fotocamera: ed è proprio sui tipi e sulle caratteristiche di quest' ultima che verterà
l'argomento del capitolo successivo.

Visita il sito www.Bloob.it , potrai trovare le schede descrittive delle migliori immersioni in Italia ed in più rubriche di Biologia Marina, FotoSub ed Annunci di compra/vendita.

BIOLOGIA MARINA

Ciao a tutti fedeli amici della Banzigo Viaggi, eccoci di nuovo insieme sulla magnifica newsletter del mio (e anche vostro.. non è vero???!!) tour operator preferito; mi devo scusare con voi se la mia pausa estiva si è protratta più del dovuto, ma prima di ricominciare un monotono anno lavorativo ho “dovuto” assolutamente provare, come ogni anno a settembre, una delle destinazioni che ogni mese la Banzigo viaggi vi propone… fate lo stesso anche voi!! Comunque eccomi di nuovo a casa davanti al mio pc per parlarvi questa volta del magnifico mondo dei Delfini.
Come molti di voi sapranno, si tratta di mammiferi marini e non di pesci, ossia di animali della Classe mammiferi che si sono adattati completamente alla vita in mare, nel quale vivono, mangiano e si riproducono.
L’Ordine di appartenenza è quello dei cetacei: nel mar mediterraneo sono presenti 21 specie di cetacei, e mentre 13 di esse sono visibili solo occasionalmente, perché di passaggio, le altre 8 sono qui residenti e quindi caratteristiche proprio del nostro mare. Le tre specie di DELFINI regolarmente presenti nel mar mediterraneo sono il Delfino comune, la Stenella striata e il Tursiope. Il primo, nome scientifico Delphinus delphis è lungo circa 2 metri, si rinviene sia in mare aperto che in prossimità della costa e si nutre per lo più di pesce. La seconda, Stenella coeruleoalba, lunga anch’essa fino a 2 metri è invece un cetaceo che più comunemente vive in mare profondo, cibandosi di pesci, cefalopodi e crostacei planctonici. In ultimo il Tursiope, Tursiops troncatus arriva ad una lunghezza anche di 3 metri e vive in gruppi isolati vicino alla costa ed essendo una specie molto adattabile, si ciba indifferentemente di pesce, cefalopodi o crostacei. Tutte e tre queste specie di Delfini sono menzionate nel libro rosso degli animali d’Italia, testo che racchiude le specie a rischio di estinzione: Il Delfino comune è tra quelli in maggior pericolo, la Stenella è quella a minor rischio. Le attività che minacciano la vita di questi meravigliosi mammiferi sono innumerevoli e possono comprendere azioni di cui l’uomo si rende direttamente responsabile o semplicemente eventi dovuti al cambiamento negli anni del nostro ecosistema. Tra le cause di morte direttamente imputabili all’uomo, possiamo ricordare la possibilità che questi animali possano venire involontariamente catturati dalle reti dei pescatori di tonni o di pesce spada, o che possano venire a morte a seguito di collisione con imbarcazioni molto grandi. Tra le cause legate alla degradazione ambientale invece, bisogna ricordare che il mar mediterraneo è un mare chiuso e che sulle sue coste abitano un gran numero di persone: tutto questo contribuisce all’aumento dell’inquinamento, alla conseguente diminuzione delle prede per questi animali, all’ingente inquinamento acustico al quale questi animali sono molto sensibili. Per ultimo, e non a caso, vorrei richiamare la vostra attenzione su un problema che per fortuna non ci appartiene, ma che vale la pena ricordare. Una della principali cause di morte di questi animali in alcuni paesi (vedi Isole Solomon) è dovuta alla “Cattura deliberata per il commercio delle carni”. A tal proposito, per quelli di voi che non sono facilmente impressionabili e che magari con l’occasione hanno voglia di vedere finalmente i due volti della Banzigo viaggi e cioè Livio e Andrea vi consiglio di sintonizzarvi su Marco Polo, canale satellitare di viaggi di Sky il giorno 4 novembre. Perché i due nostri amici sono stati ospiti della trasmissione televisiva "Il Milione" proprio in occasione della puntata dedicata ai delfini. L’intento della trasmissione è quello di denunciare questo inammissibile commercio di carne e la speranza è che, incentivando il turismo nelle destinazioni dedite a questa pratica, si possa convincere gli abitanti del luogo, che preservare la vita di queste creature splendide sarebbe per loro di certo molto più remunerativo, in quanto i delfini andrebbero a rappresentare la maggiore fonte di attrazione per turisti provenienti da ogni parte del mondo! I filmati che verranno mandati in onda saranno molto forti, quindi magari niente bambini… almeno a loro lasciamo immaginare un mondo migliore!

L’ANGOLO DELL’ATTREZZATURA – A cura di Claudio Badessi in arte
“Mr Gadget”

Manteniamo gli erogatori.

Ciao e ben ritrovati a tutti. In questo numero parliamo di come mantenere gli erogatori efficienti e di come evitare il formarsi delle incrostazioni.
Mi sembra superfluo (ma lo faccio lo stesso) raccomandarvi di far controllare periodicamente da un buon centro specializzato gli erogatori nella loro completezza,
chiedendo di farvi dare le parti sostituite (sono sempre utilissime in caso di emergenza durante un viaggio).
Per quanto riguarda la manutenzione post tuffo, la cosa migliore, a mio giudizio, è lasciare gli erogatori “a mollo” in acqua tiepida un paio di ore per far sciogliere i residui di sale. Vi consiglio di non lasciarli molto perché, specialmente se utilizzate un recipiente non molto alto, con l’evaporazione dell’acqua, se si vengono a scoprire parti dell’attrezzatura, su di queste si viene a creare dei bruttissimi depositi di calcio (problema tipico di molte zone, qui a Roma si sente, anzi si vede).
Dopo questa azione, bisognerebbe, proprio per evitare il ristagno del calcio, sciacquare il tutto con dell’acqua distillata (la rubiamo dalla tanica del ferro da stiro della moglie!!) con uno spruzzatore che riesca a far penetrare l’acqua in tutte le parti.
In ultimo, dato che abbiamo la bombola a portata di mano (!), colleghiamo il primo stadio e facciamo uscire aria dagli erogatori per pulire ulteriormente le parti interne. Alla fine, una bella asciugatura con il “soffiettino-pistolino” manuale da attaccare alla frusta del gav riuscirebbe a rimuovere del tutto i residui d’acqua (attenzione a non soffiare direttamente sulla membrana del secondo stadio, potrebbe danneggiarsi).
Questa, state pensando voi, è una serie di azioni “idilliache” (e chi ha il tempo di farle tutte??) e, vi confesso che anche io non riesco ad attuarle tutte le volte che usciamo in mare, ma averle in mente non guasta, magari si riesce a trovare qualche minuto da dedicare agli erogatori e salvarli dall’effetto “spigola sotto sale” (vi assicuro che tanti erogatori che arrivano ai centri di assistenza gli assomigliano proprio !!!).
A presto.


IL LIBRO CONSIGLIATO – A Cura di Libreria Nautica Clypper

Guida alla Barriera Corallina
Gli invertebrati del reef
di Alessandro Mancini
© 2003, Editoriale Olimpia, 128 pp., € 18,00

L’ecosistema della barriera corallina è uno dei più affascinanti e complessi del nostro pianeta. La sua biodiversità non ha eguali e lo rende assolutamente unico: essa si manifesta non solo con gli animali più celebrati e vistosi, come i temibili squali o i variopinti pesci angelo, ma anche e soprattutto con le migliaia di invertebrati che popolano gli innumerevoli anfratti del reef. Grazie al turismo di massa, dopo essere stati a lungo esotici e inaccessibili paradisi terrestri, atolli, scogliere marginali e barriere vere e proprie sono oggi alla portata di tutti. Molti vi si avventurano con maschera e boccaglio, pochi però conoscono davvero l’incredibile scenario della fauna corallina che li circonda. Quanti sanno distinguere un corallo molle da un’orecchia d’elefante, o un anemone da un cerianto? E quanti sono in dubbio tra animale e vegetale di fronte a una colorata spugna o alla delicata e variopinta corolla di un verme polichete? Questo manuale è dedicato a tutti coloro che – naturalisti, subacquei, snorkelisti o acquariofili – amano il mondo delle scogliere coralline e vogliono saperne di più, soprattutto per ciò che riguarda la fauna cosiddetta invertebrata, cui appartengono primi fra tutti i «mattoni» e al tempo stesso gli «ingegneri» del reef: i coralli e le loro preziosissime alghe simbiotiche.

Per l’Editoriale Olimpia Alessandro Mancini (Roma, 1957) ha pubblicato Il libro dei pesci marini tropicali, Il libro dei pesci tropicali d’acqua dolce, Guida agli invertebrati marini tropicali, Piante acquatiche e palustri, Il terrario, Acquario marino tropicale, L’acquario tropicale d’acqua dolce, Tartarughe di terra e d’acqua dolce. Biologo marino ed esperto di acquariologia, vive e lavora a Roma.

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