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Newsletter #8 - anno 2004
Banzigo Viaggi - Scubatravel

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FOTO DELLA SETTIMANA


Nome comune: Foca
Nome Inglese: Seal
Nome scientifico: Otariidae
Specie: Arctocephalinae
Categoria: Mammiferi
Commento: questo bellissimo esemplare di foca si lancia in banco di sardine durante la "Sardine Run" del 2002. (Aliwal Shoal - Sud Africa 2002)
Autore: Charles Maxwell


RICETTA DELLA SETTIMANA
A cura di:
Andrea Beccaria

Carpaccio di tonno

Ingredienti per quattro persone:
300 g di tonno freschissimo a trance,
Rucola, prezzemolo, limone, olio extravergine di oliva, pepe verde in grani, sale.Preparazione:
Tagliate a fettine sottili il trancio di tonno, mettetelo in una pirofila.
Fate un emulsione con 2 cucchiai di succo di limone e 3 cucchiai di olio extra vergine d’oliva, quindi aggiungete un pizzico di sale e il prezzemolo finemente tritato, quindi ricopriteci le fette di tonno e aggiungete il pepe verde in grani.
Lasciate riposare in frigorifero per circa 30 minuti, quindi adagiate le fette di tonno su un grande piatto da portata su cui avrete messo uno strato di rucola. Decorate a piacere con qualche fettina di limone e qualche grano di pepe verde e servite.

BUON APPETITO!!!!

 

ULTIM'ORA E CURIOSITA'


Un pesce che fa buon sangue

I malati di emofilia e i pazienti colpiti da gravi emorragie conseguenza di incidenti, potrebbero trovare nuove speranze nella tilapia o pesce San Pietro, un pesce d'acqua dolce comunemente allevato per finire in padella. Norman Maclean della Università di Southampton (Inghilterra) è infatti riuscito a mettere a punto una versione transgenica della tilapia in grado di produrre una proteina nota come fattore VII, fondamentale nei processi di coagulazione del sangue.
Proteina antiproiettile. Tale proteina, normalmente prodotta dall'organismo umano, viene utilizzata nella cura di alcune forme di emofilia, ma il suo utilizzo si sta pian piano allargando anche ad altri tipi di terapia. I medici statunitensi in Iraq per esempio stanno utilizzando il fattore VII per curare le emorragie interne sui militari colpiti da proiettili e schegge.
Pesci con l'interruttore. Maclean e il suo gruppo hanno aggiunto una sorta di interruttore genetico derivato dalla tilapia al gene umano deputato alla produzione delle proteina. In questo modo hanno fatto sì che il gene si attivi nel fegato del pesce modificato liberando il fattore VII nel suo sangue.
Attualmente il sistema consente di avere una resa di 500 nanogrammi di proteina per millilitro di sangue, ma i ricercatori sono convinti di raggiungere una produzione 10 volte superiore nel giro di un anno.
Fino ad oggi questa proteina poteva essere estratta direttamente dal sangue umano, ma il processo non era immune dal rischio di trasmissione di malattie. In alternativa il fattore VII poteva essere ricavato dalle cellule di criceti geneticamente modificati, ma tale sistema implicava costi per i pazienti che potevano superare i 10.000 euro per iniezione. La tilapia invece, è un pesce che può essere allevato con facilità. Secondo i ricercatori sono più di 20 le proteine che possono essere ricavate da pesci geneticamente modificati. Il loro impiego potrebbe consentire il trattamento di malattie che colpiscono fegato e polmoni, o addirittura tumori.
(Notizia aggiornata al 14 settembre 2004)

Fonte: Fcous
 
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Andrea Beccaria

NOVITA’ ED OFFERTE – A cura di Banzigo Viaggi

CORSO FOTOSUB – A cura di Simi Annibale


Tratto dal sito Bloob.it, il primo Portale Turistico Subacqueo in Italia
Fenomeni Ottici sott'acqua - La fotografia Macro

Si intendono per convenzione quelle immagini che abbiano un rapporto di riproduzione compreso fra 2:1 e 1:6 : esse sono immagini che rappresentano un soggetto per intero o un suo particolare, quasi sempre isolato su un sfondo scuro o colorato sempre sfocato, che non deve distogliere I ' attenzione dall' immagine centrale che dovrà occupare una buona parte del fotogramma. Le ottiche necessario per ottenere questo genere di immagini sono per le scafandrate i medio/tele con funzione macro, come il 105 mm. o il 60mm., ambedue con rapporto di riproduzione di 1:1; volendo si possono utilizzare anche quei 35 mm (grandangolari) che abbiano in "funzione macro", un rapporto di riproduzione che rientri nei parametri sopradescritti. E ' possibile altresì aumentare il rapporto di riproduzione aggiungendo lenti positive davanti alla lente frontale dell' obbiettivo.

Visita il sito www.Bloob.it , potrai trovare le schede descrittive delle migliori immersioni in Italia ed in più rubriche di Biologia Marina, FotoSub ed Annunci di compra/vendita.

L’ANGOLO DELL’ATTREZZATURA – A cura di Claudio Badessi in arte “Mr Gadget”

O-ring: facciamo in modo che l’acqua rimanga sempre dall’altro lato…..


Bentrovati! Come avrete capito dal titolo, in questo articolo cercherò di dare qualche consiglio in modo da non avere sgradite sorprese a causa di una cattiva manutenzione/uso delle guarnizioni (che bello chiamarle in italiano…). Soffermiamoci in particolar modo su quelle presenti sulle macchine fotografiche / torce, tralasciando la parte erogatori per i quali bisogna essere più esperti ed attrezzati.
Per prima cosa, una volta tornati da una immersione , rimuoviamo sale (o sabbia, speriamo di no…) dagli involucri, facendo molta attenzione sulla parte usata come apertura. Evitiamo di usare un getto forte di acqua direttamente sulla parte che sigilla ma preferiamo un buon “ammollo” ed una leggera spazzolata (con una pennello molto morbido). E’ buona norma asciugare bene l’oggetto prima di aprirlo in modo da evitare che residui di acqua vadano accidentalmente all’interno al momento della apertura. A questo punto, possiamo anche aprire e togliere la pellicola e/o le batterie, controllando bene che non ci siano appannamenti o piccoli residui di sporco. Togliamo gli O-ring, stando bene attenti a non “pizzicarli” con oggetti appuntiti; per le guarnizioni grandi si può usare l’angolo di una carta di credito oppure utilizzare i polpastrelli del pollice ed indice avvicinandoli a contratto dell’O-ring per creare una sorta di “ponticello” e rimuoverlo facilmente.
Puliamo bene l’O-ring e la sua sede, guardando bene che non ci siamo danni (piccoli tagli, crepe o non si sia sformato), nel caso sostituitelo senza pensarci molto. Mi viene in mente di dare anche una controllata ai contatti elettrici per controllare che non ci siano tracce di ossido, in caso rimuovetele al più presto, proteggendo poi i contatti stessi con un buon prodotto per contatti elettrici (avrei qualche nome ma non si può fare pubblicità !!). Quando si andrà a rimontare l’ o-ring, lubrificatelo con un grasso siliconico (adatto a quel tipo di materiale) quel tanto che basta per farlo diventare lucido ed evitate di metterne troppo perché potreste facilitare l’ingresso di acqua e “catturerete” tutta la sporcizia.
Nel prossimo qualche altro consiglio per quando riponiamo le attrezzature per molto tempo o le portiamo in viaggio. A presto!


IL LIBRO CONSIGLIATO – A Cura di Libreria Nautica Clypper

Cuore Atlantico


Marcio Ferrari Pag. 222 - 2004

Dal cuore dell'Atlantico emerge un angelo di legno. E' un giorno di bonaccia del 1858 e il comandante Luigi Perasso non sa ancora che il suo destino è già legato a quella misteriosa polena affondata quattro anni prima nel viaggio inaugurale della nave che la ospitava. è l'inizio di una storia d'amore e di morte, di avventure e di passioni, che si consuma in un mondo d'acqua, da Montevideo a Genova, da porto Santo alla Corsica, per concludersi in un museo, dove lo sguardo grottesco della donna di legno guida ancora la sorte di chi lo incrocia. è la polena a muovere i fili che tengono unite due generazioni a cavallo tra Ottocento e Novecento, sullo sfondo delle grandi trasformazioni dell'ingegneria navale, nei porti chiassosi del Mediterraneo e dell'Atlantico, tra le case che odorano di salmastro e i silenzi del tempo che scorre lento davanti al mare.

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