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FOTO DELLA
SETTIMANA
Nome comune:
Foca
Nome Inglese:
Seal
Nome scientifico:
Otariidae
Specie: Arctocephalinae
Categoria:
Mammiferi
Commento: questo
bellissimo esemplare di foca
si lancia in banco di sardine
durante la "Sardine Run"
del 2002. (Aliwal Shoal -
Sud Africa 2002)
Autore: Charles
Maxwell
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RICETTA
DELLA SETTIMANA
A
cura di:
Andrea Beccaria
Carpaccio di tonno
Ingredienti per quattro persone:
300 g di tonno freschissimo
a trance,
Rucola, prezzemolo, limone,
olio extravergine di oliva,
pepe verde in grani, sale.Preparazione:
Tagliate a fettine sottili
il trancio di tonno, mettetelo
in una pirofila.
Fate un emulsione con 2 cucchiai
di succo di limone e 3 cucchiai
di olio extra vergine d’oliva,
quindi aggiungete un pizzico
di sale e il prezzemolo finemente
tritato, quindi ricopriteci
le fette di tonno e aggiungete
il pepe verde in grani.
Lasciate riposare in frigorifero
per circa 30 minuti, quindi
adagiate le fette di tonno
su un grande piatto da portata
su cui avrete messo uno strato
di rucola. Decorate a piacere
con qualche fettina di limone
e qualche grano di pepe verde
e servite.
BUON APPETITO!!!!
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ULTIM'ORA
E CURIOSITA'
Un pesce che fa buon
sangue
I malati di emofilia e i pazienti
colpiti da gravi emorragie conseguenza
di incidenti, potrebbero trovare
nuove speranze nella tilapia
o pesce San Pietro, un pesce
d'acqua dolce comunemente allevato
per finire in padella. Norman
Maclean della Università
di Southampton (Inghilterra)
è infatti riuscito a
mettere a punto una versione
transgenica della tilapia in
grado di produrre una proteina
nota come fattore VII, fondamentale
nei processi di coagulazione
del sangue.
Proteina antiproiettile. Tale
proteina, normalmente prodotta
dall'organismo umano, viene
utilizzata nella cura di alcune
forme di emofilia, ma il suo
utilizzo si sta pian piano allargando
anche ad altri tipi di terapia.
I medici statunitensi in Iraq
per esempio stanno utilizzando
il fattore VII per curare le
emorragie interne sui militari
colpiti da proiettili e schegge.
Pesci con l'interruttore. Maclean
e il suo gruppo hanno aggiunto
una sorta di interruttore genetico
derivato dalla tilapia al gene
umano deputato alla produzione
delle proteina. In questo modo
hanno fatto sì che il
gene si attivi nel fegato del
pesce modificato liberando il
fattore VII nel suo sangue.
Attualmente il sistema consente
di avere una resa di 500 nanogrammi
di proteina per millilitro di
sangue, ma i ricercatori sono
convinti di raggiungere una
produzione 10 volte superiore
nel giro di un anno.
Fino ad oggi questa proteina
poteva essere estratta direttamente
dal sangue umano, ma il processo
non era immune dal rischio di
trasmissione di malattie. In
alternativa il fattore VII poteva
essere ricavato dalle cellule
di criceti geneticamente modificati,
ma tale sistema implicava costi
per i pazienti che potevano
superare i 10.000 euro per iniezione.
La tilapia invece, è
un pesce che può essere
allevato con facilità.
Secondo i ricercatori sono più
di 20 le proteine che possono
essere ricavate da pesci geneticamente
modificati. Il loro impiego
potrebbe consentire il trattamento
di malattie che colpiscono fegato
e polmoni, o addirittura tumori.
(Notizia aggiornata al 14 settembre
2004)
Fonte: Fcous |
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Settembre
è il mese delle
occasioni! Per chi
non è ancora
partirto sono tantissime
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Andrea Beccaria |
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NOVITA’
ED OFFERTE – A
cura di Banzigo
Viaggi |
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CORSO
FOTOSUB – A cura
di Simi Annibale |
Tratto dal sito Bloob.it,
il primo Portale Turistico
Subacqueo in Italia
Fenomeni Ottici
sott'acqua - La fotografia
Macro
Si intendono per convenzione
quelle immagini che abbiano
un rapporto di riproduzione
compreso fra 2:1 e 1:6 :
esse sono immagini che rappresentano
un soggetto per intero o
un suo particolare, quasi
sempre isolato su un sfondo
scuro o colorato sempre
sfocato, che non deve distogliere
I ' attenzione dall' immagine
centrale che dovrà
occupare una buona parte
del fotogramma. Le ottiche
necessario per ottenere
questo genere di immagini
sono per le scafandrate
i medio/tele con funzione
macro, come il 105 mm. o
il 60mm., ambedue con rapporto
di riproduzione di 1:1;
volendo si possono utilizzare
anche quei 35 mm (grandangolari)
che abbiano in "funzione
macro", un rapporto
di riproduzione che rientri
nei parametri sopradescritti.
E ' possibile altresì
aumentare il rapporto di
riproduzione aggiungendo
lenti positive davanti alla
lente frontale dell' obbiettivo.
Visita il sito www.Bloob.it , potrai trovare
le schede descrittive
delle migliori immersioni
in Italia ed in più rubriche
di Biologia Marina, FotoSub
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L’ANGOLO DELL’ATTREZZATURA
– A cura di Claudio
Badessi in arte
“Mr Gadget” |
O-ring:
facciamo in modo che l’acqua
rimanga sempre dall’altro
lato…..
Bentrovati! Come avrete
capito dal titolo, in
questo articolo cercherò
di dare qualche consiglio
in modo da non avere sgradite
sorprese a causa di una
cattiva manutenzione/uso
delle guarnizioni (che
bello chiamarle in italiano…).
Soffermiamoci in particolar
modo su quelle presenti
sulle macchine fotografiche
/ torce, tralasciando
la parte erogatori per
i quali bisogna essere
più esperti ed
attrezzati.
Per prima cosa, una volta
tornati da una immersione
, rimuoviamo sale (o sabbia,
speriamo di no…) dagli
involucri, facendo molta
attenzione sulla parte
usata come apertura. Evitiamo
di usare un getto forte
di acqua direttamente
sulla parte che sigilla
ma preferiamo un buon
“ammollo” ed una leggera
spazzolata (con una pennello
molto morbido). E’ buona
norma asciugare bene l’oggetto
prima di aprirlo in modo
da evitare che residui
di acqua vadano accidentalmente
all’interno al momento
della apertura. A questo
punto, possiamo anche
aprire e togliere la pellicola
e/o le batterie, controllando
bene che non ci siano
appannamenti o piccoli
residui di sporco. Togliamo
gli O-ring, stando bene
attenti a non “pizzicarli”
con oggetti appuntiti;
per le guarnizioni grandi
si può usare l’angolo
di una carta di credito
oppure utilizzare i polpastrelli
del pollice ed indice
avvicinandoli a contratto
dell’O-ring per creare
una sorta di “ponticello”
e rimuoverlo facilmente.
Puliamo bene l’O-ring
e la sua sede, guardando
bene che non ci siamo
danni (piccoli tagli,
crepe o non si sia sformato),
nel caso sostituitelo
senza pensarci molto.
Mi viene in mente di dare
anche una controllata
ai contatti elettrici
per controllare che non
ci siano tracce di ossido,
in caso rimuovetele al
più presto, proteggendo
poi i contatti stessi
con un buon prodotto per
contatti elettrici (avrei
qualche nome ma non si
può fare pubblicità
!!). Quando si andrà
a rimontare l’ o-ring,
lubrificatelo con un grasso
siliconico (adatto a quel
tipo di materiale) quel
tanto che basta per farlo
diventare lucido ed evitate
di metterne troppo perché
potreste facilitare l’ingresso
di acqua e “catturerete”
tutta la sporcizia.
Nel prossimo qualche altro
consiglio per quando riponiamo
le attrezzature per molto
tempo o le portiamo in
viaggio. A presto!
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IL
LIBRO CONSIGLIATO
– A Cura di Libreria
Nautica Clypper
Cuore Atlantico
Marcio Ferrari Pag.
222 - 2004
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Dal cuore dell'Atlantico
emerge un angelo di legno.
E' un giorno di bonaccia
del 1858 e il comandante
Luigi Perasso non sa ancora
che il suo destino è
già legato a quella
misteriosa polena affondata
quattro anni prima nel viaggio
inaugurale della nave che
la ospitava. è l'inizio
di una storia d'amore e
di morte, di avventure e
di passioni, che si consuma
in un mondo d'acqua, da
Montevideo a Genova, da
porto Santo alla Corsica,
per concludersi in un museo,
dove lo sguardo grottesco
della donna di legno guida
ancora la sorte di chi lo
incrocia. è la polena
a muovere i fili che tengono
unite due generazioni a
cavallo tra Ottocento e
Novecento, sullo sfondo
delle grandi trasformazioni
dell'ingegneria navale,
nei porti chiassosi del
Mediterraneo e dell'Atlantico,
tra le case che odorano
di salmastro e i silenzi
del tempo che scorre lento
davanti al mare.
Per tutti i nostri clienti
tessera annuale con sconto
in convenzione del 10%.
LIBRERIA NAUTICA CLYPPER
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