
FOTO DELLA SETTIMANA
Nome comune:
Megattera
Nome Inglese:
humpback whale
Nome scientifico:
Megaptera novaeangliae
Genere: Balenotteridi
(Balaenopteridae)
Specie: Cetacei
(Cetacea)
Categoria:
Mammiferi (Mammalia)
Commento:
Megaptera significa “grandi
ali” ed è riferito
alle enormi pinne pettorali,
le più grandi tra i
Cetacei. Gli adulti hanno
una lunghezza media di circa
13 m, con un valore massimo
di 18. Il peso sembra oscillare
tra le 25-30 t.
Nikon FM e obbiettivo 80/200
mm. - Sainte Marie - Madagascar
- 09/02
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RICETTA
DELLA SETTIMANA
A
cura di:
Andrea Beccaria
Due ricette per un antipasto
ligure
1. Frittata di bianchetti
2. Frittelle di bianchetti
Per
chi non lo sapesse i bianchetti
sono le acciughe
e le sardine appena nate,
quasi trasparenti. Dopo
la
cottura assumono un colore
bianchiccio.
FRITTATA DI BIANCHETTI
Ingredienti per
8 persone:
400
g di bianchetti
4 uova
maggiorana
1 cucchiaio di farina
2 cucchiai di vino bianco
sale e pepe
Sbattete
le uova mescolando assieme
la farina, il vino,
la maggiorana il sale ed
il pepe. Una volta che l'impasto
e' pronto
aggiungete i bianchetti.
Friggete in abbondante olio
caldo.
FRITTELLE
DI BIANCHETTI
Ingredienti per
2 persone:
200
g di bianchetti
2 cucchiai farina
1 bicchiere di latte
1 uovo
prezzemolo e sale
Insieme
al tuorlo amalgamate la
farina, quindi il latte,
il sale
e infine l'albume montato
a neve. Cospargete di prezzemolo
e quindi
aggiungete i bianchetti.
Friggete in olio caldo e
abbondante.
BUON APPETITO!!!!
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ULTIM'ORA
E CURIOSITA'
Nasce l'ospedale
per tartarughe
Un
ospedale per tartarughe.
Nascerà a Oltremare,
il nuovo parco tematico
che tra poco aprirà
i battenti sulla "collina
di Aquafan" a Riccione.
Il parco ospiterà
uno dei piu' grandi e moderni
centri d'Italia dedicato
al rettile marino e realizzato
grazie alla collaborazione
con la Fondazione Cetacea,
garante dei contenuti scientifici
e didattici del parco. Il
nuovo Ospedale delle Tartarughe
di Oltremare sorgerà
in prossimità del
percorso del delta del Po
e la zona delle patologie
meno gravi sarà visibile
al pubblico.
L'Ospedale sarà l'erede
naturale di quello nato
nel 1993 al Delphinarium
di Riccione e potrà
contare sull'esperienza
dei collaboratori che hanno
lavorato nelle vasche-ospedale
dell Delphinarium e e del
Delphinursery di Cattolica.
Conterrà sei vasche
dotate di riscaldamento,
filtraggio e possibilità
di isolamento per quarantene
e interventi particolari
nei confronti della specie
ad alto rischio di conservazione.
Nella nuova struttura potranno
essere "ricoverate"
fino a 15 tartarughe contemporaneamente.
A dirigerla sarà
il biologo Marco Affronte,
già responsabile
scientifico della Fondazione
Cetacea. Con lui, uno staff
composto da due veterinari
(uno interno al parco e
uno esterno, esperto di
rettili) e volontari, soprattutto
studenti universitari prossimi
alla laurea. In attesa del
nuovo Ospedale delle Tartarughe
di Oltremare, l'attività
di recupero della Fondazione
continua: nel prossimo fine
settimana infatti, verranno
rilasciate a Rimini altre
tre tartarughe, provenienti
da diverse parti d'Italia
(Ancona, Cesenatico e Venezia)
e pronte a rituffarsi in
mare, guarite e completamente
recuperate.
Bloody, Marinella e Zen
- questi i nomi delle tre
tartarughe - vanno così
ad aggiungersi alla lunga
lista di recuperi che in
questi 15 anni di attività
della Fondazione Cetacea,
ha visto rilasciare, previa
marcatura e dopo un periodo
di degenza, quasi 200 esemplari
di tartaruga comune, la
"Caretta caretta".
Cetacea, onlus ufficialmente
riconosciuta dalla Regione
Emilia-Romagna, opera dal
1988 per la tutela del mare
e delle sue risorse, e costituisce
un punto di riferimento
per l'area costiera dell'alto
Adriatico, uno spazio di
alimentazione di estrema
importanza per la Caretta
caretta.
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Finalmente
sta arrivando l'estate
e siamo tutti in fermento
per decidere dove
trascorrere le prossime
vacanze estive. Le
località più
belle stanno velocemente
esaurendo le disponibilità,
quindi non pensateci
su troppo! Purtroppo
agosto è il
mese privilegiato
per partire, ma non
sottovalutate le tantissime
offerte per giugno
e luglio, senza poi
dimenticare che uno
dei mesi migliori
per partire è
anche settembre. |
Tra le novità e le offerte
troverete alcune tra le tante
destinazioni che abbiamo in
catalogo, con prezzi davvero
vantaggiosi, e poi chi prenota
con almeno 60 giorni di anticipo
avrà ricosciuto uno
sconto di 100 euro a coppia!
Cosa aspettate ancora a partire!
Rimanere collegati, c'è
sempre l'offerta che state
cercando!
Andrea Beccaria |
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NOVITA’
ED OFFERTE – A
cura di Banzigo
Viaggi |
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CORSO
FOTOSUB – A cura
di Simi Annibale |
Tratto
dal sito Bloob.it, il
primo Portale Turistico
Subacqueo in Italia
Fenomeni
Ottici sott'acqua - L'Attenuazione
In acqua, anche nelle
migliori condizioni di
visibilità, vi
è sempre una perdita
di luminosità determinata
da due diversi fenomeni:
l'assorbimento e la diffusione.
Per assorbimento si intende
la trasformazione delle
radiazioni luminose in
energia termica; per diffusione
si intende invece il fenomeno
causato dai numerosissimi
corpuscoli in sospensione
che sott' acqua assorbono,
ed in parte deviano, la
luce in ogni direzione,
causando un effètto
molto simile a quello
che la nebbia provoca
in aria.
Questi due ultimi fenomeni,
porteranno pertanto ad
una perdita di luminosità,
proporzionale alla profondità,
fino a raggiungere la
completa ESTINZIONE della
luce: tanto per dare dei
riferimenti approssimativi
ma pur sempre validi,
nelle migliori condizioni
di trasparenza dell'acqua.avremo
una perdita di luminosità
pari ad un 1/2 appena
sotto la superficie, ad
1/4 a dieci metri di profondità,
a 1/8 a venti metri e
cosi di seguito sino al
buio completo.
Visita il sito www.Bloob.it , potrai trovare
le schede descrittive
delle migliori immersioni
in Italia ed in più rubriche
di Biologia Marina, FotoSub
ed Annunci di compra/vendita.
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Continua
la rassegna sulle specie
classificate in estinzione
nell’ambito del
nostro bellissimo Mar
Mediterraneo. Oggi proveremo
a parlare delle SPUGNE,
quelle fantastiche concrezioni
che ci capita di incontrare
sott’acqua e che
facciamo un’ immensa
fatica a immaginare come
degli animali. Ho detto
“proveremo”
perché, durante
la trattazione, vi renderete
conto quanto complicata
sia la loro struttura,
quindi cercherò
di raccontarvi di questi
strani animali nel modo
più chiaro possibile!
Appartengono al Phylum
Poriferi, termine mutuato
dal greco che significa
“portatrici di fori”.
Sono esseri così
particolari che al momento
della classificazione
sono stati inseriti in
una categoria a parte
i Parazoi a differenza
di tutti gli altri, i
Metazoi.
La
loro caratteristica forma,
incuriosisce l’osservatore
perché può
assumere morfologia diversa,
da globosa a tubulare
o anche ramificata, sempre
a carattere incrostante
e si espande verso l’alto
o verso il basso. Il fatto
che non si muova, ha fatto
credere per tanti anni
che si trattasse di un
vegetale, fino al 1976
anno in cui un naturalista
inglese la classificò
definitivamente come animale.
Le specie sono numerosissime,
si pensa da 5000 a 10000,
di cui la maggior parte
marine, infatti una sola
famiglia, gli Spongilidi,
vivono in acque dolci.
La forma è sacciforme
e la cavità interna
è definita spongocele:
l’esterno è
rivestito da cellule epiteliali
dette pinacociti che ricoprono
l’animale. Queste
cellule sono interrotte,
a tratti, da pori detti
ostii, che attraversano
l’animale a tutto
spessore allo scopo di
mettere in comunicazione
l’esterno con la
cavità interna.
Le cellule che vengono
attraversate dagli ostii
sono i porociti e hanno
la caratteristica di contrarsi,
quindi di rendere più
o meno pervio il poro
stesso. Inoltre la spugna
comunica con l’esterno
grazie ad un’apertura
dorsale detta osculo,
che di fatto funziona
da sifone esalante. All’interno
dello spongocele, particolari
flagelli, i coanociti,
con i loro movimenti producono
una corrente di acqua,
che fa entrare nell’animale
particelle organiche microscopiche
che sono poi fagocitate.
La loro alimentazione
è quindi a base
di organismi unicellulari,
batteri e detriti organici
finissimi. L’osculo
in certe specie è
in grado di allargarsi
e restringersi, grazie
a strutture simili alle
nostre cellule muscolari,
dette miociti. Tra i coanociti
e lo strato cellulare
esterno, sono contenuti,
in una sostanza gelatinosa,
vari elementi cellulari
tra cui quelli deputati
alla riproduzione. In
base alle spicole scheletriche
le spugne sono divise
in quattro classi:
- CALCISPONGEE: con spicole
calcaree, non superano
i 10 cm, vivono vicino
alle coste.
- SCLEROSPONGEE: con spicole
silicee, sono un gruppo
ristretto e vivono in
ambienti tropicali, possibilmente
al riparo della luce.
- HYALOSPONGEE: dette
anche spugne vitree, vivono
a grande profondità.
- DEMOSPONGEE: con scheletro
siliceo o corneo, sono
il 90% delle spugne conosciute,
tra cui la classica spugna
da bagno.
Sono presenti un po’
in tutti i mari, dalle
basse profondità
fino a centinaia di metri.
Crescono quasi tutte su
diversi tipi di substrato,
per lo più rocciosi,
tranne alcune che vivono
libere e le possiamo
rinvenire anche sul carapace
di alcuni crostacei. Sono
amanti delle acque limpide
e molto calme, perché
l’eccessiva sospensione
potrebbe danneggiare il
loro apparato di filtrazione.
Hanno una crescita molto
più rapida degli
altri organismi marini,
i quali a volte possono
rimanere soffocati dalla
massa corporea della stesse
spugne. La riproduzione
può essere vegetativa,
attraverso la comparsa
di gemme sul corpo dell’animale
che poi si staccano e
danno origine ai nuovi
individui. La riproduzione
sessuata però è
di gran lunga la più
frequente: essa avviene
attraverso la produzione
di gameti. I sessi nella
spugna sono sempre separati,
tranne qualche caso di
ermafroditismo, e non
possedendo le gonadi,
producono spermi che una
volta liberati e trasportati
dalla corrente, raggiungono
un altro individuo che
possiede i gameti femminili
e qui vengono fecondate
le uova. Queste ultime
restano nel corpo del
genitore fino ad un certo
punto dello sviluppo,
momento in cui si staccheranno
dalla madre per avere
una fase planctonica,
al termine della quale
si fisseranno al substrato
per diventare adulti.
La spugna per eccellenza
presente nel Mar mediterraneo
è la Espugna Officinalis,
che nel suo corpo è
priva di residui e questo
ne determina la eccezionale
morbidezza. I romani infatti,
già dai tempi antichi
la utilizzavano non solo
come spugna da bagno,
ma anche come imbottitura
per elmi e corazze. Sempre
i romani la usavano a
scopo terapeutico (da
qui il nome officinalis)
per curare la gotta ,
molti anni prima che fossero
scoperti gli ormoni tiroidei,
questo grazie alle sue
ceneri, eccezionalmente
ricche di iodio.
Ciao a tutti cari utenti
della newsletter del mitico
Banzigo viaggi, scusatemi
se il mio articolo questa
volta si è dilungato
un po’, ma non sono
riuscita a fare di meglio…
come sapete non sono né
biologa né giornalista
e per comprendere e cercare
di spiegare questo complesso
animale che è la
spugna, ho iniziato a
leggere di lei una settimana
fa.. e non sono ancora
sicura di aver capito
tutto.. perdonatemi e…
alla prossima!!!
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L’ANGOLO
DELL’ATTREZZATURA
– A cura di Claudio
Badessi in arte
“Mr Gadget” |
Parliamo
dei coltelli…
…. Specialmente
di come si fa presto a
perderli. Parlo (anzi
scrivo) in questo modo
perché la scorsa
settimana, passata alle
Isole Brothers, mi ha
visto “seminare” il mio
coltello nel fondale oceanico
della Grande Brothers.
Purtroppo, quando si entra
in acqua per rovesciamento
dal gommone con mare mosso,
può capitare che
il coltello si impigli
nel tientibene e “spacchi”
di netto la custodia,
lasciando un bellissimo
pezzo di plastica attaccato
al polpaccio ed il coltello
che va in picchiata sul
fondo… Non mi soffermo
sul posizionamento del
coltello (direte: mettilo
sul jacket!!) ma vado
a fare qualche considerazione
sull’oggetto stesso.
Chiaramente, andando a
comprare il sostituto,
la prima cosa che ho controllato
è che la parte
esterna del contenitore
fosse ben collegata con
la parte interna (per
essere chiaro, ho preferito
delle viti passanti) e
che il bloccaggio/sbloccaggio
del coltello fosse sicuro
e facile da manovrare.
Anche la qualità
dell’acciaio deve essere
molto buona a scapito
di una lama che al primo
taglio perde il filo ed
è molto difficile
rifarlo. Personalmente
ho comprato un set di
pietre di varia grana
che, dopo aver lubrificato
la superficie ed utilizzando
un apposito attrezzo,
permette di arrotare la
lama scegliendo anche
l’inclinazione del filo:
consiglio di non andare
al di sotto dei 25 – 30
gradi altrimenti la lama
diventa molto delicata
ed al primo taglio di
un qualcosa di più
resistente, va a farsi
benedire.
Appena arrivato a casa,
l’ho tutto smontato (preferite
quelli smontabili), ho
ingrassato le viti che
fissano l’impugnatura,
la molla di sgancio e
tutta la parte di acciaio
con del grasso al litio
che resiste molto bene
in acqua di mare e permette
di mantenerlo senza punti
di ruggine per molto tempo.
Questo non toglie che
come backup copierò
il coltello che ho visto
a molti subacquei professionisti
fatto da un coltello da
cucina (tipo Kaimano).
La costruzione è
molto semplice: si prende
un coltello da cucina
con seghetto (quando sono
nuovi tagliano molto…),
si va dal ferramenta e
si compra un pezzo di
tubo di gomma (tipo per
annaffiare il giardino)
dove il coltello si possa
incastrare bene. Se ne
compra tanto per incastrarne
la lama più altri
5 cm dove, successivamente,
si farà un foro
per poterci passare un
moschettone ed agganciare
sul jacket nella posizione
più consona o,
meglio, sulla cintura
dei piombi. E’ vero che
non ha una chiusura di
sicurezza ma, in caso
di perdita, “affonderanno”
solo pochi euro e non
decine e, con una passata
di grasso, sono molto
resistenti.
Colgo
l’occasione per ringraziare
sinceramente, da parte
mia e di tutto il gruppo,
Andrea e Livio ( i signori
“Banzigo” ) per aver organizzato
la crociera alla Isole
Brothers in modo puntuale,
dandoci l’opportunità
di fare un viaggio veramente
indimenticabile……
A presto!
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IL
LIBRO CONSIGLIATO
– A Cura di Libreria
Nautica Clypper
Il cerchio
celtico - Den
Keltiska Ringen
1992 – Traduzione
dallo svedese
di Katia De Marco
- Postfazione
di Paolo Lodigiani
I ed.: Maggio
2000
pp. 416 – € 18,50
- Lire 36.000
- ISBN 88-7091-087-3
|
Una
storia dei giorni nostri,
un thriller marinaro ambientato
negli anni Novanta che
ci porta al Nord, in epiche
traversate di mari in
tempesta, dalla Danimarca
alla Scozia, tra venti
scatenati e onde che si
ergono come muri d’acqua,
in inseguimenti e fughe
a vela, in compagnia di
Ulf e Torben e il loro
Rustica, sulle tracce
di MacDuff e Mary e del
misterioso Cerchio Celtico,
quell’organizzazione segreta
che in Irlanda, Scozia,
Paesi Baschi e Bretagna
persegue con ogni mezzo
il sogno di liberazione
del popolo celtico.
Per tutti i nostri clienti
tessera annuale con sconto
in convenzione del 10%.
LIBRERIA NAUTICA CLYPPER
- Via M. Bragadin, 42
- 00136 Roma - www.librerianautica.it
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