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Newsletter #5 - anno 2004
Banzigo Viaggi - Scubatravel

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FOTO DELLA SETTIMANA

Nome comune: Megattera
Nome Inglese: humpback whale
Nome scientifico: Megaptera novaeangliae
Genere: Balenotteridi (Balaenopteridae)
Specie: Cetacei (Cetacea)
Categoria: Mammiferi (Mammalia)
Commento: Megaptera significa “grandi ali” ed è riferito alle enormi pinne pettorali, le più grandi tra i Cetacei. Gli adulti hanno una lunghezza media di circa 13 m, con un valore massimo di 18. Il peso sembra oscillare tra le 25-30 t.
Nikon FM e obbiettivo 80/200 mm. - Sainte Marie - Madagascar - 09/02


RICETTA DELLA SETTIMANA
A cura di:
Andrea Beccaria

Due ricette per un antipasto ligure
1. Frittata di bianchetti
2. Frittelle di bianchetti

Per chi non lo sapesse i bianchetti sono le acciughe
e le sardine appena nate, quasi trasparenti. Dopo la
cottura assumono un colore bianchiccio.

FRITTATA DI BIANCHETTI
Ingredienti per 8 persone:

400 g di bianchetti
4 uova
maggiorana
1 cucchiaio di farina
2 cucchiai di vino bianco
sale e pepe

Sbattete le uova mescolando assieme la farina, il vino,
la maggiorana il sale ed il pepe. Una volta che l'impasto e' pronto
aggiungete i bianchetti. Friggete in abbondante olio caldo.

FRITTELLE DI BIANCHETTI
Ingredienti per 2 persone:

200 g di bianchetti
2 cucchiai farina
1 bicchiere di latte
1 uovo
prezzemolo e sale

Insieme al tuorlo amalgamate la farina, quindi il latte, il sale
e infine l'albume montato a neve. Cospargete di prezzemolo e quindi
aggiungete i bianchetti. Friggete in olio caldo e abbondante.

BUON APPETITO!!!!

ULTIM'ORA E CURIOSITA'


Nasce l'ospedale per tartarughe

Un ospedale per tartarughe. Nascerà a Oltremare, il nuovo parco tematico che tra poco aprirà i battenti sulla "collina di Aquafan" a Riccione. Il parco ospiterà uno dei piu' grandi e moderni centri d'Italia dedicato al rettile marino e realizzato grazie alla collaborazione con la Fondazione Cetacea, garante dei contenuti scientifici e didattici del parco. Il nuovo Ospedale delle Tartarughe di Oltremare sorgerà in prossimità del percorso del delta del Po e la zona delle patologie meno gravi sarà visibile al pubblico.
L'Ospedale sarà l'erede naturale di quello nato nel 1993 al Delphinarium di Riccione e potrà contare sull'esperienza dei collaboratori che hanno lavorato nelle vasche-ospedale dell Delphinarium e e del Delphinursery di Cattolica. Conterrà sei vasche dotate di riscaldamento, filtraggio e possibilità di isolamento per quarantene e interventi particolari nei confronti della specie ad alto rischio di conservazione. Nella nuova struttura potranno essere "ricoverate" fino a 15 tartarughe contemporaneamente. A dirigerla sarà il biologo Marco Affronte, già responsabile scientifico della Fondazione Cetacea. Con lui, uno staff composto da due veterinari (uno interno al parco e uno esterno, esperto di rettili) e volontari, soprattutto studenti universitari prossimi alla laurea. In attesa del nuovo Ospedale delle Tartarughe di Oltremare, l'attività di recupero della Fondazione continua: nel prossimo fine settimana infatti, verranno rilasciate a Rimini altre tre tartarughe, provenienti da diverse parti d'Italia (Ancona, Cesenatico e Venezia) e pronte a rituffarsi in mare, guarite e completamente recuperate.
Bloody, Marinella e Zen - questi i nomi delle tre tartarughe - vanno così ad aggiungersi alla lunga lista di recuperi che in questi 15 anni di attività della Fondazione Cetacea, ha visto rilasciare, previa marcatura e dopo un periodo di degenza, quasi 200 esemplari di tartaruga comune, la "Caretta caretta". Cetacea, onlus ufficialmente riconosciuta dalla Regione Emilia-Romagna, opera dal 1988 per la tutela del mare e delle sue risorse, e costituisce un punto di riferimento per l'area costiera dell'alto Adriatico, uno spazio di alimentazione di estrema importanza per la Caretta caretta.

 
Finalmente sta arrivando l'estate e siamo tutti in fermento per decidere dove trascorrere le prossime vacanze estive. Le località più belle stanno velocemente esaurendo le disponibilità, quindi non pensateci su troppo! Purtroppo agosto è il mese privilegiato per partire, ma non sottovalutate le tantissime offerte per giugno e luglio, senza poi dimenticare che uno dei mesi migliori per partire è anche settembre.
Tra le novità e le offerte troverete alcune tra le tante destinazioni che abbiamo in catalogo, con prezzi davvero vantaggiosi, e poi chi prenota con almeno 60 giorni di anticipo avrà ricosciuto uno sconto di 100 euro a coppia! Cosa aspettate ancora a partire! Rimanere collegati, c'è sempre l'offerta che state cercando!
Andrea Beccaria

NOVITA’ ED OFFERTE – A cura di Banzigo Viaggi

 

CORSO FOTOSUB – A cura di Simi Annibale

Tratto dal sito Bloob.it, il primo Portale Turistico Subacqueo in Italia
Fenomeni Ottici sott'acqua - L'Attenuazione

In acqua, anche nelle migliori condizioni di visibilità, vi è sempre una perdita di luminosità determinata da due diversi fenomeni: l'assorbimento e la diffusione.
Per assorbimento si intende la trasformazione delle radiazioni luminose in energia termica; per diffusione si intende invece il fenomeno causato dai numerosissimi corpuscoli in sospensione che sott' acqua assorbono, ed in parte deviano, la luce in ogni direzione, causando un effètto molto simile a quello che la nebbia provoca in aria.
Questi due ultimi fenomeni, porteranno pertanto ad una perdita di luminosità, proporzionale alla profondità, fino a raggiungere la completa ESTINZIONE della luce: tanto per dare dei riferimenti approssimativi ma pur sempre validi, nelle migliori condizioni di trasparenza dell'acqua.avremo una perdita di luminosità pari ad un 1/2 appena sotto la superficie, ad 1/4 a dieci metri di profondità, a 1/8 a venti metri e cosi di seguito sino al buio completo.

Visita il sito www.Bloob.it , potrai trovare le schede descrittive delle migliori immersioni in Italia ed in più rubriche di Biologia Marina, FotoSub ed Annunci di compra/vendita.

BIOLOGIA MARINA

Continua la rassegna sulle specie classificate in estinzione nell’ambito del nostro bellissimo Mar Mediterraneo. Oggi proveremo a parlare delle SPUGNE, quelle fantastiche concrezioni che ci capita di incontrare sott’acqua e che facciamo un’ immensa fatica a immaginare come degli animali. Ho detto “proveremo” perché, durante la trattazione, vi renderete conto quanto complicata sia la loro struttura, quindi cercherò di raccontarvi di questi strani animali nel modo più chiaro possibile!
Appartengono al Phylum Poriferi, termine mutuato dal greco che significa “portatrici di fori”. Sono esseri così particolari che al momento della classificazione sono stati inseriti in una categoria a parte i Parazoi a differenza di tutti gli altri, i Metazoi.
La loro caratteristica forma, incuriosisce l’osservatore perché può assumere morfologia diversa, da globosa a tubulare o anche ramificata, sempre a carattere incrostante e si espande verso l’alto o verso il basso. Il fatto che non si muova, ha fatto credere per tanti anni che si trattasse di un vegetale, fino al 1976 anno in cui un naturalista inglese la classificò definitivamente come animale. Le specie sono numerosissime, si pensa da 5000 a 10000, di cui la maggior parte marine, infatti una sola famiglia, gli Spongilidi, vivono in acque dolci. La forma è sacciforme e la cavità interna è definita spongocele: l’esterno è rivestito da cellule epiteliali dette pinacociti che ricoprono l’animale. Queste cellule sono interrotte, a tratti, da pori detti ostii, che attraversano l’animale a tutto spessore allo scopo di mettere in comunicazione l’esterno con la cavità interna. Le cellule che vengono attraversate dagli ostii sono i porociti e hanno la caratteristica di contrarsi, quindi di rendere più o meno pervio il poro stesso. Inoltre la spugna comunica con l’esterno grazie ad un’apertura dorsale detta osculo, che di fatto funziona da sifone esalante. All’interno dello spongocele, particolari flagelli, i coanociti, con i loro movimenti producono una corrente di acqua, che fa entrare nell’animale particelle organiche microscopiche che sono poi fagocitate. La loro alimentazione è quindi a base di organismi unicellulari, batteri e detriti organici finissimi. L’osculo in certe specie è in grado di allargarsi e restringersi, grazie a strutture simili alle nostre cellule muscolari, dette miociti. Tra i coanociti e lo strato cellulare esterno, sono contenuti, in una sostanza gelatinosa, vari elementi cellulari tra cui quelli deputati alla riproduzione. In base alle spicole scheletriche le spugne sono divise in quattro classi:
- CALCISPONGEE: con spicole calcaree, non superano i 10 cm, vivono vicino alle coste.
- SCLEROSPONGEE: con spicole silicee, sono un gruppo ristretto e vivono in ambienti tropicali, possibilmente al riparo della luce.
- HYALOSPONGEE: dette anche spugne vitree, vivono a grande profondità.
- DEMOSPONGEE: con scheletro siliceo o corneo, sono il 90% delle spugne conosciute, tra cui la classica spugna da bagno.
Sono presenti un po’ in tutti i mari, dalle basse profondità fino a centinaia di metri. Crescono quasi tutte su diversi tipi di substrato, per lo più rocciosi, tranne alcune che vivono libere e le possiamo
rinvenire anche sul carapace di alcuni crostacei. Sono amanti delle acque limpide e molto calme, perché l’eccessiva sospensione potrebbe danneggiare il loro apparato di filtrazione. Hanno una crescita molto più rapida degli altri organismi marini, i quali a volte possono rimanere soffocati dalla massa corporea della stesse spugne. La riproduzione può essere vegetativa, attraverso la comparsa di gemme sul corpo dell’animale che poi si staccano e danno origine ai nuovi individui. La riproduzione sessuata però è di gran lunga la più frequente: essa avviene attraverso la produzione di gameti. I sessi nella spugna sono sempre separati, tranne qualche caso di ermafroditismo, e non possedendo le gonadi, producono spermi che una volta liberati e trasportati dalla corrente, raggiungono un altro individuo che possiede i gameti femminili e qui vengono fecondate le uova. Queste ultime restano nel corpo del genitore fino ad un certo punto dello sviluppo, momento in cui si staccheranno dalla madre per avere una fase planctonica, al termine della quale si fisseranno al substrato per diventare adulti. La spugna per eccellenza presente nel Mar mediterraneo è la Espugna Officinalis, che nel suo corpo è priva di residui e questo ne determina la eccezionale morbidezza. I romani infatti, già dai tempi antichi la utilizzavano non solo come spugna da bagno, ma anche come imbottitura per elmi e corazze. Sempre i romani la usavano a scopo terapeutico (da qui il nome officinalis) per curare la gotta , molti anni prima che fossero scoperti gli ormoni tiroidei, questo grazie alle sue ceneri, eccezionalmente ricche di iodio.
Ciao a tutti cari utenti della newsletter del mitico Banzigo viaggi, scusatemi se il mio articolo questa volta si è dilungato un po’, ma non sono riuscita a fare di meglio… come sapete non sono né biologa né giornalista e per comprendere e cercare di spiegare questo complesso animale che è la spugna, ho iniziato a leggere di lei una settimana fa.. e non sono ancora sicura di aver capito tutto.. perdonatemi e… alla prossima!!!

L’ANGOLO DELL’ATTREZZATURA – A cura di Claudio Badessi in arte
“Mr Gadget”

Parliamo dei coltelli…

…. Specialmente di come si fa presto a perderli. Parlo (anzi scrivo) in questo modo perché la scorsa settimana, passata alle Isole Brothers, mi ha visto “seminare” il mio coltello nel fondale oceanico della Grande Brothers. Purtroppo, quando si entra in acqua per rovesciamento dal gommone con mare mosso, può capitare che il coltello si impigli nel tientibene e “spacchi” di netto la custodia, lasciando un bellissimo pezzo di plastica attaccato al polpaccio ed il coltello che va in picchiata sul fondo… Non mi soffermo sul posizionamento del coltello (direte: mettilo sul jacket!!) ma vado a fare qualche considerazione sull’oggetto stesso.
Chiaramente, andando a comprare il sostituto, la prima cosa che ho controllato è che la parte esterna del contenitore fosse ben collegata con la parte interna (per essere chiaro, ho preferito delle viti passanti) e che il bloccaggio/sbloccaggio del coltello fosse sicuro e facile da manovrare. Anche la qualità dell’acciaio deve essere molto buona a scapito di una lama che al primo taglio perde il filo ed è molto difficile rifarlo. Personalmente ho comprato un set di pietre di varia grana che, dopo aver lubrificato la superficie ed utilizzando un apposito attrezzo, permette di arrotare la lama scegliendo anche l’inclinazione del filo: consiglio di non andare al di sotto dei 25 – 30 gradi altrimenti la lama diventa molto delicata ed al primo taglio di un qualcosa di più resistente, va a farsi benedire.
Appena arrivato a casa, l’ho tutto smontato (preferite quelli smontabili), ho ingrassato le viti che fissano l’impugnatura, la molla di sgancio e tutta la parte di acciaio con del grasso al litio che resiste molto bene in acqua di mare e permette di mantenerlo senza punti di ruggine per molto tempo.
Questo non toglie che come backup copierò il coltello che ho visto a molti subacquei professionisti fatto da un coltello da cucina (tipo Kaimano). La costruzione è molto semplice: si prende un coltello da cucina con seghetto (quando sono nuovi tagliano molto…), si va dal ferramenta e si compra un pezzo di tubo di gomma (tipo per annaffiare il giardino) dove il coltello si possa incastrare bene. Se ne compra tanto per incastrarne la lama più altri 5 cm dove, successivamente, si farà un foro per poterci passare un moschettone ed agganciare sul jacket nella posizione più consona o, meglio, sulla cintura dei piombi. E’ vero che non ha una chiusura di sicurezza ma, in caso di perdita, “affonderanno” solo pochi euro e non decine e, con una passata di grasso, sono molto resistenti.

Colgo l’occasione per ringraziare sinceramente, da parte mia e di tutto il gruppo, Andrea e Livio ( i signori “Banzigo” ) per aver organizzato la crociera alla Isole Brothers in modo puntuale, dandoci l’opportunità di fare un viaggio veramente indimenticabile……

A presto!

IL LIBRO CONSIGLIATO – A Cura di Libreria Nautica Clypper
Il cerchio celtico - Den Keltiska Ringen
1992 – Traduzione dallo svedese di Katia De Marco - Postfazione di Paolo Lodigiani
I ed.: Maggio 2000
pp. 416 – € 18,50 - Lire 36.000 - ISBN 88-7091-087-3

Una storia dei giorni nostri, un thriller marinaro ambientato negli anni Novanta che ci porta al Nord, in epiche traversate di mari in tempesta, dalla Danimarca alla Scozia, tra venti scatenati e onde che si ergono come muri d’acqua, in inseguimenti e fughe a vela, in compagnia di Ulf e Torben e il loro Rustica, sulle tracce di MacDuff e Mary e del misterioso Cerchio Celtico, quell’organizzazione segreta che in Irlanda, Scozia, Paesi Baschi e Bretagna persegue con ogni mezzo il sogno di liberazione del popolo celtico.
Per tutti i nostri clienti tessera annuale con sconto in convenzione del 10%.
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