
FOTO DELLA SETTIMANA
Nome comune:
Granchio porcellana, Granchio
simbionte, Granchio dell'attinia
Nome Inglese:
Porcelain crab
Genere:Neopetrolisthes
Specie: Neopetrolisthes
maculatus
Categoria:
Granchi
Commento:
Specie dal carapace arrotondato
e liscio con grosse chele
di dimensioni uguali. Vive
spesso in coppia, commensale
di molte specie di attinie.
La femmina ha dimensioni circa
doppie rispetto al maschio
e raggiunge i 3 cm. Nikon
F90X e obbiettivo 105 mm.
Micro - Mabul - Malesia 2003
Autore: Antonio
Perso
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RICETTA
DELLA SETTIMANA
A
cura di:
Andrea Beccaria
Scampi su vellutata
di pinoli
Ingredienti
per 4 persone
200
g di pinoli sgusciati
2 bicchieri di latte
12 scampi
1 spicchio d'aglio
1/2 bicchiere d'olio
sale, pepe, erba cipollina
per guarnire
Cuocete
gli scampi a vapore, sgusciatelie
mettete da parte le code.
Passate i pinoli al mixer
col latte, l'aglio e metà
dell'olio. Aggiungete acqua
bastante ad avere una consistenza
cremosa, frullate ancora
e mettete il passato in
pentola. Scaldate fino a
far prendere bollore, regolate
di sale e pepe, unite l'olio
rimasto e spegnete il fuoco.
Versate nei piatti, dispoente
sopra gli scampi in modo
decorativo e completate
con abbondante erba cipollina
fresca.
BUON APPETITO!!!!
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ULTIM'ORA
E CURIOSITA'
I pesci degli abissi
gracidano per amore
Muto
come un pesce, recita l'adagio.
Ma recita male, perché
i pesci sanno emettere suoni.
E lo fanno sia i pesci piccoli
che popolano le acque basse
e costiere, come alcune
specie californiane che
gracchiano durante la notte
a pelo d'acqua, sia quelli
che vivono ad alte profondità,
come è stato casualmente
scoperto dal Naval Undersea
Warfare Center di Newport
in Usa.
Durante una ricerca per
registrare con gli idrofoni
i suoni dei capidogli (che
come è noto non sono
pesci, ma mammiferi) hanno
captato un inusuale gracidare
proveniente da un pesce
che si aggirava a circa
600 metri di profondità.
È la prima volta
che viene raccolto il suono
di un pesce che vive lontano
dalle coste e al disotto
dei 500 metri di profondità.
Gli studiosi non sono ancora
riusciti a identificare
la specie, ma ritengono
che il gracidio sia una
sorta di richiamo sessuale
per trovare un partner nell'oscurità.
Cantare senza corde vocali.
Secondo i biologi marini,
il meccanismo con cui i
pesci degli abissi più
profondi riescono a "parlare"
potrebbe essere simile a
quello utilizzato da altri
pesci che sfregano alcuni
muscoli sulle pareti della
vescica natatoria. Un po'
come strofinare un bastoncino
lungo una ringhiera di ferro.
(Notizia aggiornata al 28
aprile 2004)
Fonte: FOCUS
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Con
la primavera tantissime
sono le possibilità
di viaggio e di scoperta
di nuovi itinerari.
In Malesia oltre alle
già collaudate
Sipadan e Layang Layang
si sono aggiunte Mabul,
Kapalai e Lankayan
e tra breve sarà
on-line anche Mataking,
l'ultima arrivata
nelle famose perle
del Borneo Malese.
In Indonesia tra le
novità il Minahasa
Lagoon Resort, una
bellissima struttura
perfettamente integrata
con la natura affacciata
sul Parco Marino di
Bunaken. E' termitata
la ristrutturazione
del Cha Cha Dive |
Resort e aspetta i nuovi clienti
nei rinnovatissimi Bungalow
tutti fronte mare direttamente
sull'Isola di Bunaken.
Grazie ad un novo volo Air
Europe da Milano ora sarà
possibile avere maggiore disponibilità
per l'Honduras.
Nuove destinazioni stanno
per essere aggiunte in catalogo,
rimani collegato!
Andrea Beccaria |
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NOVITA’
ED OFFERTE – A
cura di Banzigo
Viaggi |
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CORSO
FOTOSUB – A cura
di Simi Annibale |
Tratto
dal sito Bloob.it, il
primo Portale Turistico
Subacqueo in Italia
Assorbimento selettivo
della luce
Prima di entrare nel vivo
dei problemi inerenti
le riprese subacquee,
è bene conoscere,
se pur in maniera sommaria
alcune leggi di fisica
che regolano il comportamento
della luce sott' acqua.
Si pensa che per poter
effettuare corrette riprese
di fotografia subacquea,
la luce non sia mai sufficiente
e che siano pertanto indispensabili
sorgenti di luce artificiale
come lampeggiatori o illuminatori;
ciò non è
del tutto giusto, in quanto
alle profondità
operative del sommozzatore
sportivo, di luce ce n'è
quasi sempre a sufficienza,
tant'è che la luce
artificiale serve quasi
esclusivamente a ricreare
i veri colori che scompaiono
a causa dell'ASSORBIMENTO
SELETTIVO DELLA LUCE.
E' questo il fenomeno
ottico che nella pratica
ci interessa maggiormente
in quanto , man mano che
aumenta la profondità,!
colori, uno alla volta,
scompaiono selettivamente:
alla profondità
di 40—50 metri, il nostro
scenario sottomarino sarà
illuminato da una luce
soffusa monocromatica
VERDE- AZZURRO -VIOLA
tendente sempre più
a divenire BLU con l'aumentare
della profondità.
Tenterò in poche
righe di chiarire cosa
succede: la luce bianca
è la sintesi dei
colori ROSSO ARANCIO GIALLO
VERDE BLU VIOLETTO, e
ciò è facilmente
dimostrabile facendo passare
un raggio di luce attraverso
un prisma, o più
semplicemente osservando
un arcobaleno.
Ogni colore possiede una
propria lunghezza d'onda
e conseguentemente una
propria frequenza di oscillazione,
una inversamente proporzionale
all'altra. Il ROSSO possiede
la più grande lunghezza
d' onda e la minor frequenza,
il VIOLETTO, che è
l'ultimo colore visibile
dello spettro, la più
corta lunghezza d'onda
e la maggior frequenza.
Dipendono infatti da queste
diverse caratteristiche
i differenti gradi di
assorbimento da parte
dello strato d' acqua
che funge infatti da filtro
cromatico.
Ma l'assorbimento selettivo
dei colori non dipende
esclusivamente dalla profondità,
ma anche dalla distanza
che si frappone fra il
soggetto ed il nostro
occhio: avremo ad esempio
lo stesso assorbimento
con un oggetto posto ad
un metro di distanza dal
nostro obbiettivo e a
tre metri di profondità,
e lo stesso oggetto posto
ad un metro di profondità
e tre metri distante dal
nostro occhio od obbiettivo.
In ambedue i casi lo spessore
della massa d' acqua sarà
la stesso, ma {'immagine
scattata ad un metro di
distanza tra oggetto-
obbiettivo sarà
qualitativamente migliore
rispetto a quella scattata
a tre metri perché,
essendo minore la massa
d' acqua che si interpone
tra oggetto-obbiettivo.saranno
meno evidenti gli effetti
negativi causati dal fenomeno
dell' ATTENUAZIONE, fenomeno
che verrà trattato
in seguito.
Anche l' emissione luminosa
dei lampeggiatori e degli
illuminatori, che peraltro
si rende indispensabile
per ricreare i veri colori
del mondo sommerso, è
anch'essa soggetta al
fenomeno dell'ASSORBIMENTO
SELETTIVO DELLA LUCE,
e di ciò bisognerà
tenerne conto.
Tutto quanto sopra esposto
non è totalmente
valido per il nostro occhio:
infatti mentre la pellicola
registra, attraverso I
' obbiettivo, ciò
che resta dei colori in
funzione della profondità,
il nostro occhio che costituisce
un"unicum" indissolubile
con il cervello, elabora
le immagini secondo le
informazioni che giungono
dalla memoria, e pertanto
potrà costruire
delle immagini (colori)
che non rappresentano
la realtà della
visione sottomarina.
Visita il sito www.Bloob.it , potrai trovare
le schede descrittive
delle migliori immersioni
in Italia ed in più rubriche
di Biologia Marina, FotoSub
ed Annunci di compra/vendita.
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Nella
newsletter del mese passato
vi avevo promesso che
avrei passato in rassegna
tutte le specie che erano
state dichiarate a rischio
e che facevano parte invece
del ricco patrimonio floro-faunistico
del nostro bellissimo
mare. Oggi parleremo di
una specie che molti di
noi conosce perché,
una volta allontanata
dal suo habitat, va a
costituire ornamento per
le scollature di belle
donne perché utilizzato
prevalentemente per la
realizzazione di gioielli,
ma che almeno nei nostri
mari si è davvero
in pochi che si è
avuto il piacere di vederlo
in vita: parliamo del
Corallo rosso. Questo
non perché sia
una specie che cresce
solo a profondità
inaccessibili per un’
immersione ricreativa,
ma perché il corallo
presente a fondali di
circa 15 metri è
stato oggetto di razzie
da parte dell’uomo. Ancora
oggi, che si trova a profondità
che possono anche toccare
i cento metri, viene pescato
da subacquei esperti,
professionisti del settore
che si spingono a profondità
impensabili per noi comuni
mortali: mi è capitato
di incontrare alcuni “corallari”
in una traversata che
ho fatto un paio di anni
fa per andare in Tunisia
con la barca a vela e
fermandomi parlare con
loro, non vi nascondo
che, nonostante la mia
contrarietà a tale
tipo di pesca, sono rimasta
estasiata ad ascoltare
i loro racconti.
CORALLIUM RUBRUM
- Corallo rosso -
CLASSE
Antozoi
ORDINE Gorgonacei
FAMIGLIA Corallidi
Il
corallo rosso è
distribuito in tutto il
Mediterraneo e si spinge
fino alle acque dell’Atlantico
orientale, ad arricchire
i fondali anche di Portogallo
e Canarie. Lo rinveniamo
su fondali rocciosi, all’ombra
e per questo anche in
grotte e anfratti riparati,
a profondità dai
15 fino anche ai 100 metri.
Si presenta come una sorta
di albero dotato di ramificazioni
poste su due piani e dalle
quali si dipartono delle
estroflessioni chiamate
polipi, di colore bianco
formati da otto tentacoli
pinnati.
Il colore classico del
corallo è il rosso,
ma possiamo trovare diverse
sfumature che vanno dal
rosso scurissimo quasi
nero, fino al bianco che
è molto raro. E’
dotato di uno scheletro
calcareo, che anche se
all’apparenza può
sembrare molto duro, è
in realtà fragile
ed è rivestito
da uno strato di tessuto
molle chiamato cenosarco.
Le dimensioni possono
toccare anche i 20-30
cm.
Il corallo ha una riproduzione
sessuata che avviene attraverso
della larve: esse hanno
dapprima una fase embrionale
che dura circa un mese,
con alcuni giorni di vita
planctonica, poi finalmente
si fissano al substrato,
ma seguendo però
delle regole dettate dalle
loro strette esigenze:
l’illuminazione deve essere
scarsa, l’acqua deve avere
una salinità il
più possibile costante
ma soprattutto non deve
essere agitata. Questo
ci spiega il ritrovamento
di questa meraviglioso
esemplare prevalentemente
in grotte o zone riparate
laddove può crescere
liberamente ma orientandosi
verso il basso, per evitare
che i sedimenti lo soffochino
o ne limitino lo sviluppo.
Il corallo ha una crescita
molto lenta, si è
visto che guadagna ogni
10 anni massimo 3-4 cm,
e questo ci spiega perché
è stato ascritto
tra le specie a rischio
di estinzione.
Ciao
amici subacquei, arrivederci
al prossimo numero…
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L’ANGOLO
DELL’ATTREZZATURA
– A cura di Claudio
Badessi in arte
“Mr Gadget” |
Il
meglio dalle pile ricaricabili
Le
pile ricaribili, “dolore”
di tutti gli apparati
portatili che fanno parte
della nostra vita quotidiana
(dal telefonino alle torce
sub…). Nello specifico
vorrei spendere due parole
sugli accumulatori al
Nickel-Cadmio e Nickel-Metalidrato,
tralasciando quelli al
Litio e al piombo. Come
oramai tutti sanno, le
prime pile ricaricabili
utilizzavano, come materiale
costruttivo, il NiCd ed
avevano il grosso difetto
di avere “l’effetto memoria”,
cioè ricordavano
quanto erano state scaricate
nel precedente utilizzo
e non permettevano di
sfruttare la carica rimanente,
specialmente quando venivano
caricate continuamente
per più di una
giornata senza una scarica
completa. Ma perché
si viene (o meglio veniva,
dato che le NiCd sono
state soppiantate dalle
Ni-Mh) a formare questo
sgradevole effetto? Il
materiale con cui si costruiscono
gli accumulatori sono
dei cristalli molto fini.
Negli accumulatori nuovi,
questi cristalli rimangono
piccoli ottenendo così
una grande superficie
di contatto. Quando inizia
l’effetto memoria, i cristalli
si aggregano diminuendo
così la superficie
di contatto e, di conseguenza,
la capacità. Oltre
questo fenomeno, ce ne
sono altri dovuti a formazione
di composti tra i metalli,
ma vediamo agli effetti
pratici cosa avviene:
c’è un abbassamento
della tensione dovuto
al fatto che solo la parte
attiva della batteria
(quella cioè che
abbiamo scaricato e ricaricato)
fornisce energia mentre
la parte non attiva cambia
le caratteristiche fisiche
ed aumenta la sua resistenza.
Ma esiste un metodo evitare
che qualche parte si “addormenti”?
La risposta è si
!! Bisogna fargli fare
“esercizi” di carica e
scarica una volta al mese
e, attuata questa manovra,
non daranno problemi anche
se “maltrattate”.
Anche le batterie al NiMh
hanno un effetto memoria,
ma con un grado minore
di degrado. Per questi
tipi di accumulatori,
bisognerà prevedere
un “esercizio” di carica
e scarica ogni tre mesi,
questo perché la
vita di questi accumulatori
è più breve
di quella al NiCD e quindi
non conviene “sovra-allenarli”.
A valle di questo piccolo
articolo (che chiaramente
non esaurisce tutti gli
argomenti) vorrei dare
5 consigli:
• Non lasciare mai un
pacco batterie (Nicd o
Nimh) più di una
giornata sotto carica
• Fate un ciclo di scarica
completa ogni mese (è
sufficiente lasciarle
nell’apparato acceso e
farle “morire”)
• Non scaricare completamente
le batterie ad ogni uso.
Questo non “stresserà”
inutilmente le batterie.
• Evitate che le batterie
si scaldino. Un buon carica
batteria dovrebbe far
salire la temperatura
di poco solo alla fine
della carica.
• Usate dei carica batteria
di qualità (meglio
se intelligenti, cioè
che riescano a rilevare
la carica completa e “staccarre”
automaticamente).
A presto!
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IL
LIBRO CONSIGLIATO
– A Cura di Libreria
Nautica Clypper
Luciano Cajelli
- Claudio Ziraldo
Il Tempo
della Luce
pag. 240, genere
LIBRI FOTOGRAFICI
E ILLUSTRATI,
2004, € 100,00
|
Una
giornata raccontata attraverso
le immagini, una serie
di splendide fotografie
subacquee che seguono
lo scorrere del tempo
nelle profondità
marine. "Il Tempo
della Luce" è
un libro fotografico unico
nel suo genere, non essendo
un semplice portfolio
di immagini subacquee;
la sua lavorazione ha
richiesto un lungo lavoro
di ricerca, durato oltre
dieci anni, ed appena
uscito ha partecipato
al concorso "Premio
Orvieto Fotografia 2004",
settore foto naturalistica,
vincendo il primo premio
assoluto. Il libro descrive
con esattezza fotografica
una giornata sotto la
superficie del mare, le
duecentoquaranta pagine
seguono lo scorrere del
tempo, le oltre duecento
fotografie sono state
scattate nei quattro momenti
che compongono le ventiquattro
ore del giorno: alba,
giorno, tramonto e notte.
Ogni Tempo ha la sua Luce,
i suoi colori e le sue
caratteristiche specifiche,
non solo nella composizione
cromatica, ma anche per
il tipo di soggetto marino
ritratto, diversissimo
a seconda del momento
in cui è stata
fatta l’immersione. Graficamente,
le immagini sono state
impaginate seguendo uno
schema riconducibile al
concetto di meridiana,
le fotografie e il testo
sono collocate in un settore
preciso della pagina,
e attraverso la loro posizione
è possibile risalire
al momento della giornata
in cui la foto è
stata scattata. Le immagini
ritraggono la flora e
la fauna sottomarina senza
l'ausilio di ritocchi
digitali, le foto sono
naturali, frutto della
sensibilità e della
tecnica dei due autori,
spesso sono l'esito di
lunghi momenti di attesa,
cercando lo scatto giusto.
Alla fine del libro, per
ogni fotografia è
stata redatta una scheda
tecnica, in cui è
possibile trovare informazioni
biologiche e scientifiche,
indicazioni del luogo
in cui la foto è
stata scattata, oltre
che le attrezzature e
le tecniche di ripresa
utilizzate.
Per tutti i nostri clienti
tessera annuale con sconto
in convenzione del 10%.
LIBRERIA NAUTICA CLYPPER
- Via M. Bragadin, 42
- 00136 Roma - www.librerianautica.it
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