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Newsletter #4 - anno 2004
Banzigo Viaggi - Scubatravel

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FOTO DELLA SETTIMANA


Nome comune: Granchio porcellana, Granchio simbionte, Granchio dell'attinia
Nome Inglese: Porcelain crab
Genere:Neopetrolisthes
Specie: Neopetrolisthes maculatus
Categoria: Granchi
Commento: Specie dal carapace arrotondato e liscio con grosse chele di dimensioni uguali. Vive spesso in coppia, commensale di molte specie di attinie. La femmina ha dimensioni circa doppie rispetto al maschio e raggiunge i 3 cm. Nikon F90X e obbiettivo 105 mm. Micro - Mabul - Malesia 2003
Autore: Antonio Perso


RICETTA DELLA SETTIMANA
A cura di:
Andrea Beccaria

Scampi su vellutata di pinoli

Ingredienti per 4 persone

200 g di pinoli sgusciati
2 bicchieri di latte
12 scampi
1 spicchio d'aglio
1/2 bicchiere d'olio
sale, pepe, erba cipollina per guarnire

Cuocete gli scampi a vapore, sgusciatelie mettete da parte le code. Passate i pinoli al mixer col latte, l'aglio e metà dell'olio. Aggiungete acqua bastante ad avere una consistenza cremosa, frullate ancora e mettete il passato in pentola. Scaldate fino a far prendere bollore, regolate di sale e pepe, unite l'olio rimasto e spegnete il fuoco. Versate nei piatti, dispoente sopra gli scampi in modo decorativo e completate con abbondante erba cipollina fresca.

BUON APPETITO!!!!

ULTIM'ORA E CURIOSITA'


I pesci degli abissi gracidano per amore

Muto come un pesce, recita l'adagio. Ma recita male, perché i pesci sanno emettere suoni. E lo fanno sia i pesci piccoli che popolano le acque basse e costiere, come alcune specie californiane che gracchiano durante la notte a pelo d'acqua, sia quelli che vivono ad alte profondità, come è stato casualmente scoperto dal Naval Undersea Warfare Center di Newport in Usa.
Durante una ricerca per registrare con gli idrofoni i suoni dei capidogli (che come è noto non sono pesci, ma mammiferi) hanno captato un inusuale gracidare proveniente da un pesce che si aggirava a circa 600 metri di profondità. È la prima volta che viene raccolto il suono di un pesce che vive lontano dalle coste e al disotto dei 500 metri di profondità.
Gli studiosi non sono ancora riusciti a identificare la specie, ma ritengono che il gracidio sia una sorta di richiamo sessuale per trovare un partner nell'oscurità.
Cantare senza corde vocali. Secondo i biologi marini, il meccanismo con cui i pesci degli abissi più profondi riescono a "parlare" potrebbe essere simile a quello utilizzato da altri pesci che sfregano alcuni muscoli sulle pareti della vescica natatoria. Un po' come strofinare un bastoncino lungo una ringhiera di ferro.

(Notizia aggiornata al 28 aprile 2004)
Fonte: FOCUS

 
Con la primavera tantissime sono le possibilità di viaggio e di scoperta di nuovi itinerari. In Malesia oltre alle già collaudate Sipadan e Layang Layang si sono aggiunte Mabul, Kapalai e Lankayan e tra breve sarà on-line anche Mataking, l'ultima arrivata nelle famose perle del Borneo Malese.
In Indonesia tra le novità il Minahasa Lagoon Resort, una bellissima struttura perfettamente integrata con la natura affacciata sul Parco Marino di Bunaken. E' termitata la ristrutturazione del Cha Cha Dive
Resort e aspetta i nuovi clienti nei rinnovatissimi Bungalow tutti fronte mare direttamente sull'Isola di Bunaken.
Grazie ad un novo volo Air Europe da Milano ora sarà possibile avere maggiore disponibilità per l'Honduras.
Nuove destinazioni stanno per essere aggiunte in catalogo, rimani collegato!
Andrea Beccaria

NOVITA’ ED OFFERTE – A cura di Banzigo Viaggi

 

CORSO FOTOSUB – A cura di Simi Annibale

Tratto dal sito Bloob.it, il primo Portale Turistico Subacqueo in Italia
Assorbimento selettivo della luce

Prima di entrare nel vivo dei problemi inerenti le riprese subacquee, è bene conoscere, se pur in maniera sommaria alcune leggi di fisica che regolano il comportamento della luce sott' acqua.
Si pensa che per poter effettuare corrette riprese di fotografia subacquea, la luce non sia mai sufficiente e che siano pertanto indispensabili sorgenti di luce artificiale come lampeggiatori o illuminatori; ciò non è del tutto giusto, in quanto alle profondità operative del sommozzatore sportivo, di luce ce n'è quasi sempre a sufficienza, tant'è che la luce artificiale serve quasi esclusivamente a ricreare i veri colori che scompaiono a causa dell'ASSORBIMENTO SELETTIVO DELLA LUCE.
E' questo il fenomeno ottico che nella pratica ci interessa maggiormente in quanto , man mano che aumenta la profondità,! colori, uno alla volta, scompaiono selettivamente: alla profondità di 40—50 metri, il nostro scenario sottomarino sarà illuminato da una luce soffusa monocromatica VERDE- AZZURRO -VIOLA tendente sempre più a divenire BLU con l'aumentare della profondità.
Tenterò in poche righe di chiarire cosa succede: la luce bianca è la sintesi dei colori ROSSO ARANCIO GIALLO VERDE BLU VIOLETTO, e ciò è facilmente dimostrabile facendo passare un raggio di luce attraverso un prisma, o più semplicemente osservando un arcobaleno.
Ogni colore possiede una propria lunghezza d'onda e conseguentemente una propria frequenza di oscillazione, una inversamente proporzionale all'altra. Il ROSSO possiede la più grande lunghezza d' onda e la minor frequenza, il VIOLETTO, che è l'ultimo colore visibile dello spettro, la più corta lunghezza d'onda e la maggior frequenza. Dipendono infatti da queste diverse caratteristiche i differenti gradi di assorbimento da parte dello strato d' acqua che funge infatti da filtro cromatico.
Ma l'assorbimento selettivo dei colori non dipende esclusivamente dalla profondità, ma anche dalla distanza che si frappone fra il soggetto ed il nostro occhio: avremo ad esempio lo stesso assorbimento con un oggetto posto ad un metro di distanza dal nostro obbiettivo e a tre metri di profondità, e lo stesso oggetto posto ad un metro di profondità e tre metri distante dal nostro occhio od obbiettivo. In ambedue i casi lo spessore della massa d' acqua sarà la stesso, ma {'immagine scattata ad un metro di distanza tra oggetto- obbiettivo sarà qualitativamente migliore rispetto a quella scattata a tre metri perché, essendo minore la massa d' acqua che si interpone tra oggetto-obbiettivo.saranno meno evidenti gli effetti negativi causati dal fenomeno dell' ATTENUAZIONE, fenomeno che verrà trattato in seguito.
Anche l' emissione luminosa dei lampeggiatori e degli illuminatori, che peraltro si rende indispensabile per ricreare i veri colori del mondo sommerso, è anch'essa soggetta al fenomeno dell'ASSORBIMENTO SELETTIVO DELLA LUCE, e di ciò bisognerà tenerne conto.
Tutto quanto sopra esposto non è totalmente valido per il nostro occhio: infatti mentre la pellicola registra, attraverso I ' obbiettivo, ciò che resta dei colori in funzione della profondità, il nostro occhio che costituisce un"unicum" indissolubile con il cervello, elabora le immagini secondo le informazioni che giungono dalla memoria, e pertanto potrà costruire delle immagini (colori) che non rappresentano la realtà della visione sottomarina.
Visita il sito www.Bloob.it , potrai trovare le schede descrittive delle migliori immersioni in Italia ed in più rubriche di Biologia Marina, FotoSub ed Annunci di compra/vendita.

BIOLOGIA MARINA

Nella newsletter del mese passato vi avevo promesso che avrei passato in rassegna tutte le specie che erano state dichiarate a rischio e che facevano parte invece del ricco patrimonio floro-faunistico del nostro bellissimo mare. Oggi parleremo di una specie che molti di noi conosce perché, una volta allontanata dal suo habitat, va a costituire ornamento per le scollature di belle donne perché utilizzato prevalentemente per la realizzazione di gioielli, ma che almeno nei nostri mari si è davvero in pochi che si è avuto il piacere di vederlo in vita: parliamo del Corallo rosso. Questo non perché sia una specie che cresce solo a profondità inaccessibili per un’ immersione ricreativa, ma perché il corallo presente a fondali di circa 15 metri è stato oggetto di razzie da parte dell’uomo. Ancora oggi, che si trova a profondità che possono anche toccare i cento metri, viene pescato da subacquei esperti, professionisti del settore che si spingono a profondità impensabili per noi comuni mortali: mi è capitato di incontrare alcuni “corallari” in una traversata che ho fatto un paio di anni fa per andare in Tunisia con la barca a vela e fermandomi parlare con loro, non vi nascondo che, nonostante la mia contrarietà a tale tipo di pesca, sono rimasta estasiata ad ascoltare i loro racconti.

CORALLIUM RUBRUM - Corallo rosso -

CLASSE Antozoi
ORDINE Gorgonacei
FAMIGLIA Corallidi

Il corallo rosso è distribuito in tutto il Mediterraneo e si spinge fino alle acque dell’Atlantico orientale, ad arricchire i fondali anche di Portogallo e Canarie. Lo rinveniamo su fondali rocciosi, all’ombra e per questo anche in grotte e anfratti riparati, a profondità dai 15 fino anche ai 100 metri. Si presenta come una sorta di albero dotato di ramificazioni poste su due piani e dalle quali si dipartono delle estroflessioni chiamate polipi, di colore bianco formati da otto tentacoli pinnati.
Il colore classico del corallo è il rosso, ma possiamo trovare diverse sfumature che vanno dal rosso scurissimo quasi nero, fino al bianco che è molto raro. E’ dotato di uno scheletro calcareo, che anche se all’apparenza può sembrare molto duro, è in realtà fragile ed è rivestito da uno strato di tessuto molle chiamato cenosarco. Le dimensioni possono toccare anche i 20-30 cm.
Il corallo ha una riproduzione sessuata che avviene attraverso della larve: esse hanno dapprima una fase embrionale che dura circa un mese, con alcuni giorni di vita planctonica, poi finalmente si fissano al substrato, ma seguendo però delle regole dettate dalle loro strette esigenze: l’illuminazione deve essere scarsa, l’acqua deve avere una salinità il più possibile costante ma soprattutto non deve essere agitata. Questo ci spiega il ritrovamento di questa meraviglioso esemplare prevalentemente in grotte o zone riparate laddove può crescere liberamente ma orientandosi verso il basso, per evitare che i sedimenti lo soffochino o ne limitino lo sviluppo.
Il corallo ha una crescita molto lenta, si è visto che guadagna ogni 10 anni massimo 3-4 cm, e questo ci spiega perché è stato ascritto tra le specie a rischio di estinzione.

Ciao amici subacquei, arrivederci al prossimo numero…


L’ANGOLO DELL’ATTREZZATURA – A cura di Claudio Badessi in arte
“Mr Gadget”

Il meglio dalle pile ricaricabili

Le pile ricaribili, “dolore” di tutti gli apparati portatili che fanno parte della nostra vita quotidiana (dal telefonino alle torce sub…). Nello specifico vorrei spendere due parole sugli accumulatori al Nickel-Cadmio e Nickel-Metalidrato, tralasciando quelli al Litio e al piombo. Come oramai tutti sanno, le prime pile ricaricabili utilizzavano, come materiale costruttivo, il NiCd ed avevano il grosso difetto di avere “l’effetto memoria”, cioè ricordavano quanto erano state scaricate nel precedente utilizzo e non permettevano di sfruttare la carica rimanente, specialmente quando venivano caricate continuamente per più di una giornata senza una scarica completa. Ma perché si viene (o meglio veniva, dato che le NiCd sono state soppiantate dalle Ni-Mh) a formare questo sgradevole effetto? Il materiale con cui si costruiscono gli accumulatori sono dei cristalli molto fini. Negli accumulatori nuovi, questi cristalli rimangono piccoli ottenendo così una grande superficie di contatto. Quando inizia l’effetto memoria, i cristalli si aggregano diminuendo così la superficie di contatto e, di conseguenza, la capacità. Oltre questo fenomeno, ce ne sono altri dovuti a formazione di composti tra i metalli, ma vediamo agli effetti pratici cosa avviene: c’è un abbassamento della tensione dovuto al fatto che solo la parte attiva della batteria (quella cioè che abbiamo scaricato e ricaricato) fornisce energia mentre la parte non attiva cambia le caratteristiche fisiche ed aumenta la sua resistenza.
Ma esiste un metodo evitare che qualche parte si “addormenti”? La risposta è si !! Bisogna fargli fare “esercizi” di carica e scarica una volta al mese e, attuata questa manovra, non daranno problemi anche se “maltrattate”.
Anche le batterie al NiMh hanno un effetto memoria, ma con un grado minore di degrado. Per questi tipi di accumulatori, bisognerà prevedere un “esercizio” di carica e scarica ogni tre mesi, questo perché la vita di questi accumulatori è più breve di quella al NiCD e quindi non conviene “sovra-allenarli”.
A valle di questo piccolo articolo (che chiaramente non esaurisce tutti gli argomenti) vorrei dare 5 consigli:
• Non lasciare mai un pacco batterie (Nicd o Nimh) più di una giornata sotto carica
• Fate un ciclo di scarica completa ogni mese (è sufficiente lasciarle nell’apparato acceso e farle “morire”)
• Non scaricare completamente le batterie ad ogni uso. Questo non “stresserà” inutilmente le batterie.
• Evitate che le batterie si scaldino. Un buon carica batteria dovrebbe far salire la temperatura di poco solo alla fine della carica.
• Usate dei carica batteria di qualità (meglio se intelligenti, cioè che riescano a rilevare la carica completa e “staccarre” automaticamente).

A presto!

IL LIBRO CONSIGLIATO – A Cura di Libreria Nautica Clypper
Luciano Cajelli - Claudio Ziraldo
Il Tempo della Luce
pag. 240, genere LIBRI FOTOGRAFICI E ILLUSTRATI, 2004, € 100,00

Una giornata raccontata attraverso le immagini, una serie di splendide fotografie subacquee che seguono lo scorrere del tempo nelle profondità marine. "Il Tempo della Luce" è un libro fotografico unico nel suo genere, non essendo un semplice portfolio di immagini subacquee; la sua lavorazione ha richiesto un lungo lavoro di ricerca, durato oltre dieci anni, ed appena uscito ha partecipato al concorso "Premio Orvieto Fotografia 2004", settore foto naturalistica, vincendo il primo premio assoluto. Il libro descrive con esattezza fotografica una giornata sotto la superficie del mare, le duecentoquaranta pagine seguono lo scorrere del tempo, le oltre duecento fotografie sono state scattate nei quattro momenti che compongono le ventiquattro ore del giorno: alba, giorno, tramonto e notte. Ogni Tempo ha la sua Luce, i suoi colori e le sue caratteristiche specifiche, non solo nella composizione cromatica, ma anche per il tipo di soggetto marino ritratto, diversissimo a seconda del momento in cui è stata fatta l’immersione. Graficamente, le immagini sono state impaginate seguendo uno schema riconducibile al concetto di meridiana, le fotografie e il testo sono collocate in un settore preciso della pagina, e attraverso la loro posizione è possibile risalire al momento della giornata in cui la foto è stata scattata. Le immagini ritraggono la flora e la fauna sottomarina senza l'ausilio di ritocchi digitali, le foto sono naturali, frutto della sensibilità e della tecnica dei due autori, spesso sono l'esito di lunghi momenti di attesa, cercando lo scatto giusto. Alla fine del libro, per ogni fotografia è stata redatta una scheda tecnica, in cui è possibile trovare informazioni biologiche e scientifiche, indicazioni del luogo in cui la foto è stata scattata, oltre che le attrezzature e le tecniche di ripresa utilizzate.
Per tutti i nostri clienti tessera annuale con sconto in convenzione del 10%.
LIBRERIA NAUTICA CLYPPER - Via M. Bragadin, 42 - 00136 Roma - www.librerianautica.it

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