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Newsletter #2 - anno 2004
Banzigo Viaggi - Scubatravel

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FOTO DELLA SETTIMANA

Nome comune: Stella Marina
Nome Inglese: Sea star, Starfish
Genere: Choriaster
Specie: Stelle marine
Categoria: Echinodermi
Commento: fotografato con Nikon F100 e obbiettivo 16 mm. Fish Eye a Nosy Be - Madagascar a settembre 2003
Località: Nosy Be è situata tra l'imbocco del canale del Mozambico e le Isole Comore, di fronte all' Isola madre Madagascar. Laghi vulcanici abitati da coccodrilli sacri, cascate d' acqua cristallina, inebriata dal profumo di vaniglia e jlang-jlang, avvolta da vegetazione endemica che, come gli animali che la popolano, solo qui ha potuto crescere indisturbata, rimanendo unica ed irripetibile, si presenta con il sorriso tipico dei suoi abitanti, ultimi nati di una razza famosa per avvenenza e simpatia.


RICETTA DELLA SETTIMANA
A cura di:
Andrea Beccaria

Terrine di pesce al Pomodoro

Ingredienti per 4 persone:

1,5 kg tra pescatrice, rombo, scorfani e triglie
500 g di calamaretti e seppioline
500 g di cipolle
500 g di pomodori maturi freschi
una manciata di prezzemolo tritato
un pizzico di origano
100 g di olio d'oliva
1 bicchiere di vino bianco secco
sale e pepe

Pulite i molluschi e tutto il pesce tagliando a fette
la pescatrice, il rombo e lo scorfano. Affettate fine-
mente le cipolle, pelate e sminuzzate i pomodori. In
un tegame di terracotta (o di ghisa smaltata) mettete
un filo d'olio sul fondo, quindi meta' delle cipolle
e dei pomodori, salate e pepate leggermente e distri-
buite i pezzi di pesce e i molluschi in modo da forma-
re un primo strato. Cospargete con le rimanenti cipol-
le e i pomodori e su questi ponete il pesce rimasto,
tornando a salare e a pepare in giusta misura. Cospar-
gete di prezzemolo tritato e di origano, irrorate con
il vino bianco e con l'olio rimasto e ponete sul fuoco
per la cottura che dovra' avvenire a fuoco bassissimo
e a tegame coperto, senza mai rigirare il composto.
Quando il liquido si sara' ben ristretto potrete servire
nello stesso tegame di cottura accompagnando con fette
di pane abbrustolito.

BUON APPETITO!!!!

ULTIM'ORA E CURIOSITA'

Salviamo le foreste marine

Pesci tropicali, spugne e coralli tra qualche decennio potrebbero diventare qualcosa di cui si trova traccia solo sui libri di scuola: alcune attività umane come la pesca e l'industria con il conseguente inquinamento delle acque, stanno infatti minacciando seriamente le barriere coralline, soprattutto quelle che si trovano nell'Oceano Atlantico. Queste ultime secondo stime recenti subiscono un degrado dell'80% in più rispetto agli ultimi 30 anni.
Errori di valutazione. Tradizionalemente i coralli dell'Atlantico presenti in una varietà di specie minore rispetto a quelle del Pacifico, sono considerati dagli scienziati meno importanti. Ma uno studio condotto da un gruppo internazionale di ricercatori marini, pubblicato su Nature, è destinato a rivoluzionare questa credenza.
Le analisi del DNA fatte su alcuni coralli presenti solo nell'Atlantico hanno dimostrato che un terzo delle specie atlantiche non è legato a quelle del Pacifico, come si pensava in passato. Circa 34 milioni di anni fa le due famiglie si sarebbero divise. Questa scoperta potrebbe cambiare radicalmente la classificazione morfologica dei coralli e con essa anche l'attuale sistema di conservazione e protezione. I coralli dell'Atlantico avrebbero infatti una maggiore biodiversità rispetto a quanto ritenuto finora.
La temperatura della barriera. Dall'Australia arriva anche un ulteriore allarme: i cambiamenti climatici porteranno a “breve”, nel giro di un secolo, al collasso definitivo della Grande Barriera corallina che si trova sulla costa orientale e che già nel 2050 sarà andata distrutta per il 95%. Per la ricostituzione dei 2000 chilometri di barriera australiana, dove attualmente abitano 1500 specie di pesci, ci vorranno dai 200 ai 500 anni.
Non c'è pace negli abissi. Mentre anche i coralli che abitano gli abissi più profondi sono minacciati dalla pesca con reti “a strascico” che rovina i fondali marini spesso popolati da coralli che hanno più di 2000 anni, contro questa pratica aggressiva si sono schierati scienziati marini di tutto il mondo.

(Notizia aggiornata al 27 febbraio 2004)
Fonte: FOCUS

 
Un caloroso saluto a tutti i nostri lettori che seguono con interesse la nostra News Letter. Colgo l'occasione per ringraziare tutti coloro che sono passati a trovarci al nostro Stand, durante l'EUDI Show di Genova, e rinnovo sin da ora l'invito a rincontrarci ancora nell'edizione del prossimo anno. Questa esperienza, per noi la prima, ci ha regalato momenti di grande soddisfazione, soprattutto nell'incontrare faccia a faccia i tanti clienti entusiasti del nostro lavoro.
Vi ringraziamo ancora e speriamo di non deludervi mai! Rimanete in rete sono tante ancora le novità in arrivo...
Andrea Beccaria

NOVITA’ ED OFFERTE – A cura di Banzigo Viaggi

 

CORSO FOTOSUB – A cura di Simi Annibale

Tratto dal sito Bloob.it, il primo Portale Turistico Subacqueo in Italia
La Rifrazione

La superficie dell' acqua, quando viene colpita da un raggio luminoso , si comporta quasi come uno specchio: lascia passare una certa quantità di luce,ed un' altra parte la
riflette, in misura proporzionale all'angolo di incidenza con la superficie dell' acqua. In pratica avremo la minor riflessione quando il sole sarà sul punto più alto dell' orizzonte e, conseguentemente, la maggiore quando sarà basso : questo fenomeno è facilmente intuibile osservando la superficie del mare od altra superficie liquida illuminata da una qualsiasi sorgente luminosa. Tanto per dare dei numeri, si pensi che con il sole a circa 50 gradi sull' orizzonte la riflessione arriva al 30%. Il fenomeno della riflessione si verifica anche sotto la superficie del mare( o della piscina),tant'è che una sorgente luminosa che incide la superficie dell'acqua(vista da sotto), con un angolo superiore a 48.5°, viene riflessa verso il fondo con lo stesso angolo di provenienza; se l'angolo è inferiore, fuoriesce dall'acqua e subisce il fenomeno della RIFRAZIONE.
Visita il sito www.Bloob.it , potrai trovare le schede descrittive delle migliori immersioni in Italia ed in più rubriche di Biologia Marina, FotoSub ed Annunci di compra/vendita.

BIOLOGIA MARINA

A chi di voi è mai capitato di incontrare, in una delle numerose immersioni nel Mediterraneo, il Pesce ago cavallino? Sono sicura che si contano sulle dita di… due mani!! Non per la rarità di questo esemplare nei nostri mari, ma per la sua eccezionale capacità di mimetizzazione, la quale fa sì che il suo avvistamento sia opera di un occhio particolarmente allenato o di un novello della subacquea, per la famosa legge della fortuna del principiante. Io appartengo a quest’ultima categoria e il destino mi ha voluto far incontrare tale simpatico e curioso pesce, quando ancora non distinguevo una gorgonia da un crinoide. Nascosto tra comuni cespugli di poseidonia, in una immersione in cui avevo perso la speranza di incontrare una qualsiasi testimonianza di vita, spuntava con il suo caratteristico muso a trombetta il pesce ago cavallino, quasi a spiarmi tra un nastro verde ed un altro, immobile, condizionato dalla leggera risacca a movimenti di andirivieni.
Non avrei mai immaginato che un essere così piccolo mi avrebbe provocato tanta emozione!

SYNGNATHUS TYPHLE Pesce ago cavallino

Classe Osteitti
Ordine Singnatiformi
Famiglia Singnatidi

Il Pesce ago cavallino, cugino stretto del più famoso Cavalluccio marino, è ben distribuito sia in Mediterraneo che in mari più lontani come l’Atlantico orientale e il Mar nero fino ad arrivare a Gibilterra. E’ presente su fondali di poseidonia ma anche sabbiosi, da quote modeste fino a toccare i 20-30 metri di profondità. E’ caratterizzato da un lungo corpo che tende a diventare più sottile verso la coda (da qui il nome Pesce ago) e può raggiungere i 35-40 cm di lunghezza. Il muso è costituito da una mascella inferiore ben sviluppata e la bocca ha una forma più squadrata rispetto a quella a trombetta, tipica del Cavalluccio marino. Mentre le pinne anali, pettorali e caudali sono poco sviluppate, la dorsale si estende da metà del corpo fino ad interessare 7-8 anelli. Il colore, data la sua capacità di mimetizzazione, può variare dal grigio-verde fino al bruno, con cenni di ocra, ed è tempestato da macchioline bianche e nerastre. I maschi sono facilmente distinguibili perché, nel periodo che va da Marzo a Luglio, possiedono la caratteristica borsa incubatrice, ripiena di uova e di embrioni, i quali vengono qui conservati per un periodo di incubazione di circa quattro settimane. Nonostante la loro esile conformazione corporea, si cibano non solo di invertebrati, ma anche di piccoli pesci.

Ciao a tutti amici, vi aspetto il prossimo mese.. ora che avete un’idea di com’è fatto, aguzzate la vista e divertitevi a cercare il Pesce ago cavallino nelle distese di poseidonia!!

L’ANGOLO DELL’ATTREZZATURA – A cura di Claudio Badessi in arte
“Mr Gadget”

L’accessorio che non c’è

Per questo nuovo articolo, prendo spunto da un fatto accaduto durante l’ultima crociera fatta alle Maldive (organizzazione Banzigo, naturalmente) dove, dopo un paio di giorni di crociera, una nostra amica ha iniziato ad avere problemi con la frusta del gav. La frusta, anche se correttamente inserita, dava problemi di perdita di aria. Alla fine della immersione, dopo l’immancabile the e fettine di cocco, “camera operatoria” nel salone per cercare di risolvere il problema. Prima occhiata all’ o-ring dentro la frusta ma era in discrete condizioni. Che cosa bisognava controllare adesso? La valvolina presente dentro la frusta che, una volta inserito l’attacco del VIS, permette all’aria di fuoriuscire. Ed ecco qui l’aggancio al titolo dell’articolo: perché qualche ditta produttrice di accessori per la subacquea non mette, ad esempio, nei coltellini multifunzione (anche) quel semplice cilindretto con foro centrale e incavo per lo smontaggio di queste valvoline? All’ultimo EUDI, durante le “vasche” fatte tra gli stands, ho cercato di trovare qualcosa che rispondesse alla mia domanda senza successo… sembra che non interessi…. Tra l’altro, le stesse valvoline sono presenti in quasi tutti i GAV al di sotto del pulsante di mandata dell’aria e dovrebbero essere controllate attentamente durante la revisione del GAV (oltre alla revisione degli erogatori, vi ricordate qualche volta di far controllare anche il GAV??). Personalmente, mi è capitato una volta che il mio jacket, nonostante premessi il pulsante di carico, non mandava più aria all’interno ed era proprio la maledetta valvolina che si era letteralmente “consumata” nella parte superiore e spezzata.
Ritornando alle Maldive (magari..), fortunatamente mi ero già autocostruito una chiave per lo smontaggio di tali valvoline (sapete che sono le stesse utilizzate nei pneumatici della macchina… quando andate da gommista, fatevene regalare qualcuna di vari modelli, vi potranno essere utilissime! ) con la quale ho svitato la valvola incriminata, sostituita e tutto è andato ok ….. Per risolvere il busillis, avevo anche chiesto al mio gommista di fiducia di darmi una chiave che normalmente utilizza per i pneumatici ma, purtroppo, ha l’inconveniente di essere molto corta mentre generalmente le valvoline sono “piazzate” ad almeno un paio di centimetri dentro la frusta.
Ora vi dico come l’ho realizzata io: prendete una vecchia chiave da porta blindata (tipo Cerrutti, per interderci), tagliate la parte con i denti, e, aiutato nelle misure da una valvolina che tenete a portata di mano, fate un foro centrale, con una limetta create il taglio trasversale che permette alla chiave di “agguantare” la valvolina ed il gioco è fatto!
Se desiderate maggiori dettagli, scrivete a Banzigo e sarò felice di mandarvi tutte le informazioni (foto, misure, etc).
A presto

P.S. Il nome Mr. Gadget deriva dall’ ispettore Gadget, dicono che gli assomigli nell’atteggiamento…

IL LIBRO CONSIGLIATO – A Cura di Libreria Nautica Clypper

Edizioni White Star - Autori Vari
Cube Book - pag. 736 - genere Mare 2003, € 15,90

Composta da volumi innovativi, nel taglio e nel formato, questa collana intende proporre un modo originale, quasi tridimensionale, di vivere le immagini. Fotografie d’autore e testi di grandi firme confluiscono in un “cubo” (e da ciò prende il nome la serie) da sfogliare in viaggio o da tenere sulla scrivania, oggetto di design non convenzionale, semplice ed essenziale come dev’essere un’opera moderna. Il primo volume della serie è dedicato al mare, in tutti i suoi colori e le sue manifestazioni: un caleidoscopio di suggestioni, memorie e passioni connesse al rapporto che l’uomo ha, da sempre, con le sconfinate distese oceaniche.
Per tutti i nostri clienti tessera annuale con sconto in convenzione del 10%.
LIBRERIA NAUTICA CLYPPER - Via M. Bragadin, 42 - 00136 Roma - www.librerianautica.it

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