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FOTO
DELLA SETTIMANA
Nome
comune: Stella Marina
Nome Inglese: Sea star, Starfish
Genere: Choriaster
Specie: Stelle marine
Categoria: Echinodermi
Commento: fotografato con
Nikon F100 e obbiettivo 16
mm. Fish Eye a Nosy Be - Madagascar
a settembre 2003
Località: Nosy Be è
situata tra l'imbocco del
canale del Mozambico e le
Isole Comore, di fronte all'
Isola madre Madagascar. Laghi
vulcanici abitati da coccodrilli
sacri, cascate d' acqua cristallina,
inebriata dal profumo di vaniglia
e jlang-jlang, avvolta da
vegetazione endemica che,
come gli animali che la popolano,
solo qui ha potuto crescere
indisturbata, rimanendo unica
ed irripetibile, si presenta
con il sorriso tipico dei
suoi abitanti, ultimi nati
di una razza famosa per avvenenza
e simpatia.
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RICETTA
DELLA SETTIMANA
A
cura di:
Andrea Beccaria
Terrine
di pesce al Pomodoro
Ingredienti
per 4 persone:
1,5 kg tra pescatrice, rombo,
scorfani e triglie
500 g di calamaretti e seppioline
500 g di cipolle
500 g di pomodori maturi
freschi
una manciata di prezzemolo
tritato
un pizzico di origano
100 g di olio d'oliva
1 bicchiere di vino bianco
secco
sale e pepe
Pulite
i molluschi e tutto il pesce
tagliando a fette
la pescatrice, il rombo
e lo scorfano. Affettate
fine-
mente le cipolle, pelate
e sminuzzate i pomodori.
In
un tegame di terracotta
(o di ghisa smaltata) mettete
un filo d'olio sul fondo,
quindi meta' delle cipolle
e dei pomodori, salate e
pepate leggermente e distri-
buite i pezzi di pesce e
i molluschi in modo da forma-
re un primo strato. Cospargete
con le rimanenti cipol-
le e i pomodori e su questi
ponete il pesce rimasto,
tornando a salare e a pepare
in giusta misura. Cospar-
gete di prezzemolo tritato
e di origano, irrorate con
il vino bianco e con l'olio
rimasto e ponete sul fuoco
per la cottura che dovra'
avvenire a fuoco bassissimo
e a tegame coperto, senza
mai rigirare il composto.
Quando il liquido si sara'
ben ristretto potrete servire
nello stesso tegame di cottura
accompagnando con fette
di pane abbrustolito.
BUON APPETITO!!!!
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ULTIM'ORA
E CURIOSITA'
Salviamo
le foreste marine
Pesci
tropicali, spugne e coralli
tra qualche decennio potrebbero
diventare qualcosa di cui
si trova traccia solo sui
libri di scuola: alcune
attività umane come
la pesca e l'industria con
il conseguente inquinamento
delle acque, stanno infatti
minacciando seriamente le
barriere coralline, soprattutto
quelle che si trovano nell'Oceano
Atlantico. Queste ultime
secondo stime recenti subiscono
un degrado dell'80% in più
rispetto agli ultimi 30
anni.
Errori di valutazione. Tradizionalemente
i coralli dell'Atlantico
presenti in una varietà
di specie minore rispetto
a quelle del Pacifico, sono
considerati dagli scienziati
meno importanti. Ma uno
studio condotto da un gruppo
internazionale di ricercatori
marini, pubblicato su Nature,
è destinato a rivoluzionare
questa credenza.
Le analisi del DNA fatte
su alcuni coralli presenti
solo nell'Atlantico hanno
dimostrato che un terzo
delle specie atlantiche
non è legato a quelle
del Pacifico, come si pensava
in passato. Circa 34 milioni
di anni fa le due famiglie
si sarebbero divise. Questa
scoperta potrebbe cambiare
radicalmente la classificazione
morfologica dei coralli
e con essa anche l'attuale
sistema di conservazione
e protezione. I coralli
dell'Atlantico avrebbero
infatti una maggiore biodiversità
rispetto a quanto ritenuto
finora.
La temperatura della barriera.
Dall'Australia arriva anche
un ulteriore allarme: i
cambiamenti climatici porteranno
a “breve”, nel
giro di un secolo, al collasso
definitivo della Grande
Barriera corallina che si
trova sulla costa orientale
e che già nel 2050
sarà andata distrutta
per il 95%. Per la ricostituzione
dei 2000 chilometri di barriera
australiana, dove attualmente
abitano 1500 specie di pesci,
ci vorranno dai 200 ai 500
anni.
Non c'è pace negli
abissi. Mentre anche i coralli
che abitano gli abissi più
profondi sono minacciati
dalla pesca con reti “a
strascico” che rovina
i fondali marini spesso
popolati da coralli che
hanno più di 2000
anni, contro questa pratica
aggressiva si sono schierati
scienziati marini di tutto
il mondo.
(Notizia
aggiornata al 27 febbraio
2004)
Fonte: FOCUS
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Un
caloroso saluto a
tutti i nostri lettori
che seguono con interesse
la nostra News Letter.
Colgo l'occasione
per ringraziare tutti
coloro che sono passati
a trovarci al nostro
Stand, durante l'EUDI
Show di Genova, e
rinnovo sin da ora
l'invito a rincontrarci
ancora nell'edizione
del prossimo anno.
Questa esperienza,
per noi la prima,
ci ha regalato momenti
di grande soddisfazione,
soprattutto nell'incontrare
faccia a faccia i
tanti clienti entusiasti
del nostro lavoro.
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Vi
ringraziamo ancora e speriamo
di non deludervi mai! Rimanete
in rete sono tante ancora
le novità in arrivo...
Andrea Beccaria |
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NOVITA’ ED OFFERTE – A cura di Banzigo Viaggi |
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CORSO
FOTOSUB – A cura
di Simi Annibale |
Tratto
dal sito Bloob.it, il
primo Portale Turistico
Subacqueo in Italia
La
Rifrazione
La superficie dell' acqua,
quando viene colpita da
un raggio luminoso , si
comporta quasi come uno
specchio: lascia passare
una certa quantità
di luce,ed un' altra parte
la
riflette, in misura proporzionale
all'angolo di incidenza
con la superficie dell'
acqua. In pratica avremo
la minor riflessione quando
il sole sarà sul
punto più alto
dell' orizzonte e, conseguentemente,
la maggiore quando sarà
basso : questo fenomeno
è facilmente intuibile
osservando la superficie
del mare od altra superficie
liquida illuminata da
una qualsiasi sorgente
luminosa. Tanto per dare
dei numeri, si pensi che
con il sole a circa 50
gradi sull' orizzonte
la riflessione arriva
al 30%. Il fenomeno della
riflessione si verifica
anche sotto la superficie
del mare( o della piscina),tant'è
che una sorgente luminosa
che incide la superficie
dell'acqua(vista da sotto),
con un angolo superiore
a 48.5°, viene riflessa
verso il fondo con lo
stesso angolo di provenienza;
se l'angolo è inferiore,
fuoriesce dall'acqua e
subisce il fenomeno della
RIFRAZIONE.
Visita il sito www.Bloob.it
, potrai trovare le schede
descrittive delle migliori
immersioni in Italia ed
in più rubriche
di Biologia Marina, FotoSub
ed Annunci di compra/vendita.
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A
chi di voi è mai
capitato di incontrare,
in una delle numerose
immersioni nel Mediterraneo,
il Pesce ago cavallino?
Sono sicura che si contano
sulle dita di… due
mani!! Non per la rarità
di questo esemplare nei
nostri mari, ma per la
sua eccezionale capacità
di mimetizzazione, la
quale fa sì che
il suo avvistamento sia
opera di un occhio particolarmente
allenato o di un novello
della subacquea, per la
famosa legge della fortuna
del principiante. Io appartengo
a quest’ultima categoria
e il destino mi ha voluto
far incontrare tale simpatico
e curioso pesce, quando
ancora non distinguevo
una gorgonia da un crinoide.
Nascosto tra comuni cespugli
di poseidonia, in una
immersione in cui avevo
perso la speranza di incontrare
una qualsiasi testimonianza
di vita, spuntava con
il suo caratteristico
muso a trombetta il pesce
ago cavallino, quasi a
spiarmi tra un nastro
verde ed un altro, immobile,
condizionato dalla leggera
risacca a movimenti di
andirivieni.
Non avrei mai immaginato
che un essere così
piccolo mi avrebbe provocato
tanta emozione!
SYNGNATHUS
TYPHLE Pesce ago cavallino
Classe
Osteitti
Ordine Singnatiformi
Famiglia Singnatidi
Il
Pesce ago cavallino, cugino
stretto del più
famoso Cavalluccio marino,
è ben distribuito
sia in Mediterraneo che
in mari più lontani
come l’Atlantico
orientale e il Mar nero
fino ad arrivare a Gibilterra.
E’ presente su fondali
di poseidonia ma anche
sabbiosi, da quote modeste
fino a toccare i 20-30
metri di profondità.
E’ caratterizzato
da un lungo corpo che
tende a diventare più
sottile verso la coda
(da qui il nome Pesce
ago) e può raggiungere
i 35-40 cm di lunghezza.
Il muso è costituito
da una mascella inferiore
ben sviluppata e la bocca
ha una forma più
squadrata rispetto a quella
a trombetta, tipica del
Cavalluccio marino. Mentre
le pinne anali, pettorali
e caudali sono poco sviluppate,
la dorsale si estende
da metà del corpo
fino ad interessare 7-8
anelli. Il colore, data
la sua capacità
di mimetizzazione, può
variare dal grigio-verde
fino al bruno, con cenni
di ocra, ed è tempestato
da macchioline bianche
e nerastre. I maschi sono
facilmente distinguibili
perché, nel periodo
che va da Marzo a Luglio,
possiedono la caratteristica
borsa incubatrice, ripiena
di uova e di embrioni,
i quali vengono qui conservati
per un periodo di incubazione
di circa quattro settimane.
Nonostante la loro esile
conformazione corporea,
si
cibano non solo di invertebrati,
ma anche di piccoli pesci.
Ciao
a tutti amici, vi aspetto
il prossimo mese.. ora
che avete un’idea
di com’è
fatto, aguzzate la vista
e divertitevi a cercare
il Pesce ago cavallino
nelle distese di poseidonia!!
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L’ANGOLO
DELL’ATTREZZATURA
– A cura di Claudio
Badessi in arte
“Mr Gadget” |
L’accessorio
che non c’è
Per
questo nuovo articolo,
prendo spunto da un fatto
accaduto durante l’ultima
crociera fatta alle Maldive
(organizzazione Banzigo,
naturalmente) dove, dopo
un paio di giorni di crociera,
una nostra amica ha iniziato
ad avere problemi con
la frusta del gav. La
frusta, anche se correttamente
inserita, dava problemi
di perdita di aria. Alla
fine della immersione,
dopo l’immancabile
the e fettine di cocco,
“camera operatoria”
nel salone per cercare
di risolvere il problema.
Prima occhiata all’
o-ring dentro la frusta
ma era in discrete condizioni.
Che cosa bisognava controllare
adesso? La valvolina presente
dentro la frusta che,
una volta inserito l’attacco
del VIS, permette all’aria
di fuoriuscire. Ed ecco
qui l’aggancio al
titolo dell’articolo:
perché qualche
ditta produttrice di accessori
per la subacquea non mette,
ad esempio, nei coltellini
multifunzione (anche)
quel semplice cilindretto
con foro centrale e incavo
per lo smontaggio di queste
valvoline? All’ultimo
EUDI, durante le “vasche”
fatte tra gli stands,
ho cercato di trovare
qualcosa che rispondesse
alla mia domanda senza
successo… sembra
che non interessi….
Tra l’altro, le
stesse valvoline sono
presenti in quasi tutti
i GAV al di sotto del
pulsante di mandata dell’aria
e dovrebbero essere controllate
attentamente durante la
revisione del GAV (oltre
alla revisione degli erogatori,
vi ricordate qualche volta
di far controllare anche
il GAV??). Personalmente,
mi è capitato una
volta che il mio jacket,
nonostante premessi il
pulsante di carico, non
mandava più aria
all’interno ed era
proprio la maledetta valvolina
che si era letteralmente
“consumata”
nella parte superiore
e spezzata.
Ritornando alle Maldive
(magari..), fortunatamente
mi ero già autocostruito
una chiave per lo smontaggio
di tali valvoline (sapete
che sono le stesse utilizzate
nei pneumatici della macchina…
quando andate da gommista,
fatevene regalare qualcuna
di vari modelli, vi potranno
essere utilissime! ) con
la quale ho svitato la
valvola incriminata, sostituita
e tutto è andato
ok ….. Per risolvere
il busillis, avevo anche
chiesto al mio gommista
di fiducia di darmi una
chiave che normalmente
utilizza per i pneumatici
ma, purtroppo, ha l’inconveniente
di essere molto corta
mentre generalmente le
valvoline sono “piazzate”
ad almeno un paio di centimetri
dentro la frusta.
Ora vi dico come l’ho
realizzata io: prendete
una vecchia chiave da
porta blindata (tipo Cerrutti,
per interderci), tagliate
la parte con i denti,
e, aiutato nelle misure
da una valvolina che tenete
a portata di mano, fate
un foro centrale, con
una limetta create il
taglio trasversale che
permette alla chiave di
“agguantare”
la valvolina ed il gioco
è fatto!
Se desiderate maggiori
dettagli, scrivete a Banzigo
e sarò felice di
mandarvi tutte le informazioni
(foto, misure, etc).
A
presto
P.S.
Il nome Mr. Gadget deriva
dall’ ispettore
Gadget, dicono che gli
assomigli nell’atteggiamento…
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IL
LIBRO CONSIGLIATO
– A Cura di Libreria
Nautica Clypper
Edizioni
White Star - Autori
Vari
Cube Book - pag.
736 - genere Mare
2003, € 15,90
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Composta
da volumi innovativi,
nel taglio e nel formato,
questa collana intende
proporre un modo originale,
quasi tridimensionale,
di vivere le immagini.
Fotografie d’autore
e testi di grandi firme
confluiscono in un “cubo”
(e da ciò prende
il nome la serie) da sfogliare
in viaggio o da tenere
sulla scrivania, oggetto
di design non convenzionale,
semplice ed essenziale
come dev’essere
un’opera moderna.
Il primo volume della
serie è dedicato
al mare, in tutti i suoi
colori e le sue manifestazioni:
un caleidoscopio di suggestioni,
memorie e passioni connesse
al rapporto che l’uomo
ha, da sempre, con le
sconfinate distese oceaniche.
Per tutti i nostri clienti
tessera annuale con sconto
in convenzione del 10%.
LIBRERIA NAUTICA CLYPPER
- Via M. Bragadin, 42
- 00136 Roma - www.librerianautica.it
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