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FOTO
DELLA SETTIMANA
Nome
comune: Alcionario
Altri nomi: corallo molle
Nome Inglese: Soft corals
Genere: endronephthya
Specie: endronephthya sp
Categoria: Alcionari
Commento: fotografato con
Nikon F80 e obbiettivo 17/35
mm. alle Isole Fiji - Taveuni,
ad agosto 2003
Località: Taveuni,
la terza isola delle Figi
per dimensione.
Grazie alla sua leggendaria
ricchezza di flora e fauna,
Taveuni si merita in pieno
la denominazione isola giardino.
Autore: Francesco Abel
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RICETTA
DELLA SETTIMANA
A
cura di:
Andrea Beccaria
Farfalle
saltate con acciughe e broccoli
Ingredienti per 4 persone
350
g di farfalle
600 g di broccoli, lavati
e tagliati a tocchetti
4 cucchiai di olio extravergine
di oliva
aglio
peperoncino sbriciolato
filetti di 8 acciughe a
pezzetti
grana padano grattugiato
sale q.b.
Fate bollire l'acqua, salatela
e aggiungete i broccoli
che farete lessare per 3
minuti. Scolateli aiutandovi
con la schiumarola e poi
buttate la pasta nella stessa
acqua.
Nel frattempo, fate dorare
in una padella l'aglio nell'olio
aggiungendo anche il peperoncino
a piacere, i broccoli e
le acciughe.
Quando la pasta è
al dente, scolatela e fatela
saltare per un attimo a
fuoco vivo, regolando il
sale. Togliete lo spicchio
di aglio e versate poi il
tutto nel piatto di portata
cospargendo con abbondante
grana grattugiato.
BUON APPETITO!!!!
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ULTIM'ORA
E CURIOSITA'
Mangrovie,
le "tate" del
mare
Tate
per tutti, anche per i piccoli
pesci che abitano le barriere
coralline. Secondo uno studio
condotto in Belize e in
Messico, le foreste di mangrovie
svolgono l'importante funzione
di “bambinaie”.
Aiuterebbero i giovani esemplari
dei pesci a proteggersi
dai predatori durante il
periodo in cui sono ancora
piccoli. Le foreste di mangrovie
sono infatti un'importante
tappa provvisoria per i
pesci che dall'habitat di
nascita passano a quello
da adulto, ossia quello
corallino; se non ci fossero
le mangrovie, i pesci migrerebbero
verso le barriere prima
di aver completato la crescita,
rendendosi più vulnerabili
alle prede.
Ai baby-pesci piace il “doppio
tetto”. I ricercatori
dell'università di
Exter, nel Regno Unito,
hanno monitorato più
di 100 mila esemplari, di
64 specie diverse, di diverse
barriere coralline: sia
quelle adiacenti alle foreste
di mangrovie sia quelle
distanti. I risultati hanno
evidenziato una maggiore
abbondanza di esemplari
e di specie proprio dove
barriere coralline e mangrovie
risultavano affiancate.
I risultati della ricerca
sottolineano dunque l'importanza
della conservazione delle
foreste di mangrovie, attualmente
distrutte ad un ritmo più
veloce rispetto alle foreste
pluviali tropicali.
(Notizia aggiornata al 6
febbraio 2004) - Fonte:
FOCUS
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Ciao
Amici,
un anno è passato
insieme, ed eccoci
pronti a proporre
tantissime novità
agli iscritti alla
nostra mailing list.
Dopo le offerte di
viaggio e le foto
della settimana, abbiamo
deciso di unire il
tutto ed arricchirlo
con molte altre informazioni
utili.
E'
nata la news letter
di Banzigo Viaggi!
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In
ogni numero troverete tutte
le novità sul mondo
dei subacquei, con particolare
attenzione ai viaggi ed al
loro contesto. Tutte le informazioni
per organizzare il vostro
viaggio su misura, le nuove
località aggiunte in
catalogo, le offerte ed i
last minute, gli appunti di
viaggio dei nostri amici,
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da tutto il mondo, il nuovissimo
corso fotosub per tutti gli
appassionati, la pagina di
biologia marina, il libro
consigliato da portarsi in
vacanza, le descrizioni delle
immersioni più belle
e tanto altro ancora....
Andrea Beccaria |
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NOVITA’
ED OFFERTE – A
cura di Banzigo
Viaggi |
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CORSO
FOTOSUB – A cura
di Simi Annibale |
Tratto
dal sito Bloob.it, il
primo Portale Turistico
Subacqueo in Italia
Fenomeni Ottici sott'acqua
- Assorbimento selettivo
della luce
Prima di entrare nel vivo
dei problemi inerenti
le riprese subacquee,
è bene conoscere,
se pur in maniera sommaria
alcune leggi di fisica
che regolano il comportamento
della luce sott' acqua.
Si pensa che per poter
effettuare corrette riprese
di fotografia subacquea,
la luce non sia mai sufficiente
e che siano pertanto indispensabili
sorgenti di luce artificiale
come lampeggiatori o illuminatori;
ciò non è
del tutto giusto, in quanto
alle profondità
operative del sommozzatore
sportivo, di luce ce n'è
quasi sempre a sufficienza,
tant'è che la luce
artificiale serve quasi
esclusivamente a ricreare
i veri colori che scompaiono
a causa dell'ASSORBIMENTO
SELETTIVO DELLA LUCE.
E' questo il fenomeno
ottico che nella pratica
ci interessa maggiormente
in quanto , man mano che
aumenta la profondità,!
colori, uno alla volta,
scompaiono selettivamente:
alla profondità
di 40—50 metri, il nostro
scenario sottomarino sarà
illuminato da una luce
soffusa monocromatica
VERDE- AZZURRO -VIOLA
tendente sempre più
a divenire BLU con l'aumentare
della profondità.
Tenterò in poche
righe di chiarire cosa
succede: la luce bianca
è la sintesi dei
colori ROSSO ARANCIO GIALLO
VERDE BLU VIOLETTO, e
ciò è facilmente
dimostrabile facendo passare
un raggio di luce attraverso
un prisma, o più
semplicemente osservando
un arcobaleno.
Ogni colore possiede una
propria lunghezza d'onda
e conseguentemente una
propria frequenza di oscillazione,
una inversamente proporzionale
all'altra. Il ROSSO possiede
la più grande lunghezza
d' onda e la minor frequenza,
il VIOLETTO, che è
l'ultimo colore visibile
dello spettro, la più
corta lunghezza d'onda
e la maggior frequenza.
Dipendono infatti da queste
diverse caratteristiche
i differenti gradi di
assorbimento da parte
dello strato d' acqua
che funge infatti da filtro
cromatico. Ma l'assorbimento
selettivo dei colori non
dipende esclusivamente
dalla profondità,
ma anche dalla distanza
che si frappone fra il
soggetto ed il nostro
occhio: avremo ad esempio
lo stesso assorbimento
con un oggetto posto ad
un metro di distanza dal
nostro obbiettivo e a
tre metri di profondità,
e lo stesso oggetto posto
ad un metro di profondità
e tre metri distante dal
nostro occhio od obbiettivo.
In ambedue i casi lo spessore
della massa d' acqua sarà
la stesso, ma {'immagine
scattata ad un metro di
distanza tra oggetto-
obbiettivo sarà
qualitativamente migliore
rispetto a quella scattata
a tre metri perché,
essendo minore la massa
d' acqua che si interpone
tra oggetto-obbiettivo.saranno
meno evidenti gli effetti
negativi causati dal fenomeno
dell' ATTENUAZIONE, fenomeno
che verrà trattato
in seguito. Anche l' emissione
luminosa dei lampeggiatori
e degli illuminatori,
che peraltro si rende
indispensabile per ricreare
i veri colori del mondo
sommerso, è anch'essa
soggetta al fenomeno dell'ASSORBIMENTO
SELETTIVO DELLA LUCE,
e di ciò bisognerà
tenerne conto.Tutto quanto
sopra esposto non è
totalmente valido per
il nostro occhio: infatti
mentre la pellicola registra,
attraverso I ' obbiettivo,
ciò che resta dei
colori in funzione della
profondità, il
nostro occhio che costituisce
un"unicum" indissolubile
con il cervello, elabora
le immagini secondo le
informazioni che giungono
dalla memoria, e pertanto
potrà costruire
delle immagini (colori)
che non rappresentano
la realtà della
visione sottomarina.
Visita il sito www.Bloob.it,
potrai trovare le schede
descrittive delle migliori
immersioni in Italia ed
in più rubriche
di Biologia Marina, FotoSub
ed Annunci di compra/vendita.
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Era
il 1997 quando per la
prima volta mi sono immersa
con le bombole e da quel
giorno non ne ho più
potuto fare a meno; quello
che la natura riesce ad
offrirci solo a pochi
metri dalla superficie
è difficile da
raccontare e da descrivere.
Sono convinta che la conoscenza
del mondo animale e vegetale
che abita i fondali marini,
rende le nostre immersioni
indimenticabili: la scoperta
che quello che sembra
un essere inanimato gode,
in realtà, di un
proprio metabolismo in
perfetta sintonia con
tutto quello che lo circonda,
riesce a fare di ogni
immersione una nuova avventura:
questa rubrica nasce proprio
con la volontà
di scoprire insieme a
voi gli abitanti dei mari
di tutto il mondo. Chiedo
scusa in anticipo se non
avrò la professionalità
di una biologa, né
l’abilità a scrivere
di una giornalista, ma
vi assicuro che sono una
persona che, studiando
medicina veterinaria,
ha deciso di fare degli
animali la sua professione
e per ciò cercherò
di trasmettervi con questa
rubrica, tutta la mia
passione per un mondo
che anch’ io sto iniziando
a conoscere con voi..
il “mondo sommerso”! Mi
permetto di iniziare,
in questa prima newsletter,
con un pesce a cui sono
particolarmente legata,
un pesce che per la particolare
foggia delle pinne e forse
anche per la dolcezza
del suo sguardo è
chiamato…Pesce angelo.
POMACANTHUS
IMPERATOR
Classe
Osteitti Ordine Perciformi
Famiglia Pomacantidi
Questo pesce è
diffuso in numerosi mari,
dal più vicino
Mar Rosso fino ad arrivare
all’Indo pacifico al Giappone
e alla splendida Nuova
Caledonia. L’ambiente
nel quale preferisce vivere
sono i fondali corallini
e si rinviene dai 3, fino
ai 70 metri sulle pareti
esterne dei reef. Ha un
corpo allungato che può
arrivare fino ad una lunghezza
di 40 cm e un caratteristico
muso schiacciato con la
mascella inferiore che
sopravanza leggermente
la superiore. Ha pinna
anale e dorsale molto
ben sviluppate e quasi
simmetriche che sembrano
formare delle ali. La
colorazione è decisamente
il suo punto forte: le
striature diagonali, alternate
gialle e blu, si estendono
su tutta la lunghezza
del corpo, mentre il muso
è blu con un’area
nera bordata di un
color violaceo che copre
gli occhi e sembra quasi
una benda e la nuca di
un giallo vivo. Come accade
per molti altri pesci,
gli esemplari giovani
hanno una livrea completamente
diversa, che tende al
blu scuro con striature
circolari e concentriche
azzurre verso la zona
posteriore e che perdono
a circa 8-12 cm di lunghezza.
E’ un pesce molto noto
nei mari tropicali vive
per la maggior parte del
tempo da solo, ma nelle
stagioni riproduttive
lo possiamo trovare anche
con una o più femmine
a formare il suo harem.
Si alimenta per lo più
di spugne e di alghe strappandole
attraverso bruschi movimenti
laterali della testa.
Il pesce angelo non è
affatto aggressivo ma
come tutti gli animali
se si sente catturato
o minacciato può
manifestare il suo dissenso
e questo magnifico esemplare
lo fa con la classe che
lo caratterizza.. senza
gesti eclatanti, ma emettendo
un suono cupo simile ad
un grugnito.. chissà
se potessimo capire la
sua lingua…!!!
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L’ANGOLO
DELL’ATTREZZATURA
– A cura di Claudio
Badessi in arte
“Mr Gadget” |
Torce
sub a led
E’
con vero piacere che inizio
la collaborazione con
la news letter di Banzigo
Viaggi, dove, nello spazio
dedicato alle attrezzature,
cercherò di dare
qualche utile consiglio
sull’uso, manutenzione
e, perché no, sulla
costruzione di qualche
accessorio.
Come primo argomento,
vorrei parlare delle torce
subacquee che non utilizzano
le usuali lampadine ad
incandescenza ma sfruttano
la tecnologia LED (diodi
ad emissione di luce).
I LED hanno come caratteristica
di non avere un filamento
come le normali lampadine
ma comunque di emettere
una buona quantità
di luce e, a parità
di quantità di
luce emessa , assorbono
una quantità di
corrente molto ridotta.
Ma facciamo un vero e
proprio paragone tra le
due tecnologie per capire
meglio svantaggi e vantaggi:
come già detto,
i LED hanno un consumo
ridotto, hanno una vita
media lunghissima ma,
d’altro canto, hanno un
costo ancora elevato e
la luce che producono
non è “concentrabile”
nel senso che i LED hanno
una piccola lente che
permette di produrre luce
in una direzione ma il
fascio è generalmente
molto aperto. Con le normali
lampadine ad incandescenza,
questo problema è
risolto con l’utilizzo
di una parabola che, raccogliendo
la luce, la proietta con
un fascio più o
meno concentrato secondo
le caratteristiche costruttive
della parabola stessa
e così facendo
riesce a coprire una maggiore
distanza. Quindi, la luce
che riusciamo a “produrre”
anche accoppiando più
LED sarà molto
intensa nelle vicinanze
della torcia ma andrà
via via scemando aumentando
la lontananza dell’oggetto
da illuminare.
E’ per questo motivo che,
anche in altri ambiti,
i LED sono utilizzati
più che per illuminare
(a parte delle piccole
lampade di emergenza)
per farsi vedere (ad esempio
gli stop della macchine,
semafori, segnalazione
luminose varie).
Le lampadine ad incandescenza
hanno una vita più
corta (a chi non è
capitato di dover cambiare
la lampadina nella torcia
sub), assorbono molto
e quindi, a parità
di pacco batterie, l’autonomia
risulta molto più
breve. Volutamente non
ho citato le lampade HID,
per le quali è
necessario un discorso
più lungo che sarà
trattato a parte.
A mio parere, le torce
costruite con questa tecnologia
trovano la massima utilità
come torcia di rispetto
o di “posizione” durante
le notturne mentre non
hanno molta utilità
durante le immersioni
con la luce diurna.
Tenendo comunque a mente
che la tecnologia elettronica
(in questi campi) corre
molto velocemente, non
escludo che a breve si
possano avere dei LED
più grandi e potenti
che permettano l’utilizzo
di tale tecnologia anche
per la costruzione di
torce più potenti
e performanti.
A presto
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