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FOTO DELLA
SETTIMANA
Nome comune:
Clown Fisf
©Wakatobi Dive
Resort
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IL
MARE IN PENTOLA A cura di:
Andrea Beccaria
RAVIOLI DI
BRANZINO
Ingredienti
: Per 22 ravioli: 160 gr di farina, 1
uovo, un branzino da 450 gr circa Per il
condimento: 1 zucchina e mezza, 2 pomodori, 1
scalogno, olio ev, sale pepe.
Preparazione: Ravioli: setacciare la
farina e metterla a fontana sulla spianatoia,
rompere nel mezzo un uovo e con la forchetta
romperlo e mescolarlo assieme alla farina,
aggiumgendo dell’acqua se l’impasto è troppo secco
o duro. Lavorare la pasta con energia per 15
minuti, quindi farne una cupoletta e metterla a
“sudare” per mezz’ora sotto una terrina. Nel
frattempo cuocete per 15 minuti al vapore il
branzino. Privarlo delle pelle e delle spine,
metterlo nel mixer con un po’ di olio ev, sale e
pepe. Otterrete un patè.
Prendere la pasta e con il
mattarello emiliano stendere una sfoglia sottile
sottile (si deve vedere la venatura della tavola
di legno attraverdo la sfoglia).
Ritagliare con l’apposita
caccavella da ravioli (quelle da 5 – 6 cm di
diametro) 22 dischi che riempiremo con mezzo
cucchiaino di patè di branzino. Piegare a metà il
raviolo e con la forchettina da dolce premere
lungo i bordi del raviolo per chiuderlo
bene. Cuocere in abbondante acqua salata i
ravioli (circa tre, quattro minuti da quando
riprende il bollore, consiglio comunque di
assaggiarne uno) In una padella antiaderente
capace di contenere poi i ravioli, rosolare due
scalogni in olio ev, aggiungere le zucchine
tagliate a julienne e farle saltare per qualche
minuto .A parte far bollire dell’acqua e
immergervi per 10 secondi i pomodori quindi
spellarli, privarli dei semi e tagliarli a cubetti
piccoli possibilmente. Aggiungerli alle zucchine
giusto un attimo prima di mettere i ravioli
(devono solo scaldarsi praticamente). Quindi far
saltare i ravioli nel sugo. Servire
BUON
APPETITO!!!!
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ULTIM'ORA E CURIOSITA'
a
cura di Francesca
Fusco
AMBIENTE:
VARIAZIONI CLIMATICHE E VACANZE
Le
variazioni climatiche iniziano ad incidere sulle
stagionalità delle località di vacanza: Maldive
tutto l'anno, Caraibi meno sicuri con il ripetersi
degli uragani, escursioni nordiche senza
passeggiate sul ghiaccio. E i tour operator
confermano; per chi desidera trascorrere le
vacanze alle temperature 'polari', come quelle
della Lapponia, il sogno e' una passeggiata sulla
banchisa e un giro in slitta sulla terraferma. ma
negli ultimi due anni e' capitato che la nave
uscisse per una gita e, dopo aver sondato lo
spessore delle banchine, i passeggeri dovessero
rimanere a bordo senza poter scendere''. A trarre
vantaggio dal clima bizzarro invece e' stata
un'altra destinazione da sogno: le Maldive. Da
tre, quattro anni c'è un prolungamento della
stagione turistica. Prima i monsoni, tra febbraio
e l' estate, portavano piogge anche per una
settimana intera. Adesso il fenomeno non si
presenta piu' con la stessa intensita' e in
periodi come questo le Maldive sono piene di
turisti, tanto al massimo lo scroscio di pioggia
dura un'oretta''. L'area caraibica invece ha
sofferto del tempo pazzo piu' di altre zone. Prima
la stagione dei cicloni, prevedeva ampi spazi fra
un ciclone e l'altro. Negli ultimi due anni c'e'
stata invece una recrudescenza degli uragani, con
un incremento della forza media, della frequenza e
cambi di rotta piu' imprevedibili.
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Cari amici, con la primavera
torna la voglia di mare! Tante le opportunità di
viaggiare a prezzi scontati offerte da noi e da
alcune compagnie aeree! A maggio e giugno il Mar
Rosso e l'Oriente sono fantastici,
approfittatene adesso con noi, viaggerete a
prezzi scontati Questo è anche il periodo
migliore per programmare le vacanze estiva,
prima che le strutture migliori registrino il
tutto esaurito e i costi dei voli inizino a
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NOVITA’ - A cura di Banzigo
Viaggi |
INDONESIA:
WAKATOBI Tra le novità che abbiamo presentato
all’Eudi Show, c’è Wakatobi. J. Cousetau definì
queste acque “probabilmente il più bel sito di
immersione al mondo”. Siamo nell’arcipelago
incontaminato di Tukang Besi, sito nel cuore
dell’Indonesia a Sud Est del Sulawesi. Il reef,
dimora di incredibili specie marine, si svela al
subacqueo in tutta la sua varietà di colori. Per i
sub, l’avventura inizia a pochi passi dal proprio
bungalow disposto sulla bianca sabbia corallina,
già dalla riva, infatti, è possibile vedere il
punto del drop-off dove gli incontri con i pesci leoni,
pesci pagliaccio, razze, pesci coccodrillo,
tartarughe e diverse specie di cavallucci marini
tra cui il pigmeo, sono garantiti. Un posto adatto
a tutti, anche per lo snorkeling data la facilità
di accesso alla barriera ed incomparabile ad altri
per le eccezionali immersioni notturne che
consente di fare. Ma è nelle immersioni con la
barca che Wakatobi offre il meglio. Chilometri
quadrati di barriera corallina incontaminata e in
parte ancora inesplorata. Un remoto paradiso
tropicale che Banzigo Viaggi consiglia agli amanti
del lusso, del comfort e dell’esclusività,
perfettamente adattato all’ambiente per un turismo
ecologico responsabile. I bungalow sono tutti
finemente arredati ed accessoriati, il personale
professionale renderà il soggiorno indimenticabile
prestando attenzione e cura nel tentare di
soddisfare ogni singola esigenza o vizio che in
vacanza ci si concede.
YEMEN: SOCOTRA
Altra grande novità, lo
Yemen in particolare Socotra.
Lo
Yemen probabilmente il paese meno conosciuto del
mondo arabo, è terra dal fascino
straordinario. La bellezza delle coste sul Mar
Rosso, sul Golfo Arabico e nelle isole come
Socotra è indimenticabile. La ricchezza di vita e
la presenza di barriere coralline rendono queste
zone ideali per il relax e le immersioni
subacquee.
La capitale Sana'a, è un vero museo all'aria
aperta. Una delle mete più affascinanti per la
subacquea è l'isola di Socotra, nel Golfo di Aden
(Mar Arabico) a circo 500 Km a sud est dalla costa
yemenita. La particolarità dell'isola è che
solo recentemente è stata aperta al turismo. Si
tratta infatti di una "area naturale protetta"
regolamentata da un programma di turismo eco
compatibile. L'intero territorio costituisce
infatti una rarità dovuta alla particolare fauna e
flora terrestre e subacquea uniche al mondo per
genere. In Yemen la nostra proposta è un tour
guidato con tre notti a Sana'a e una settimana a
Socotra per le immersioni. Il periodo adatto è da
ottobre a maggio. Facilitazioni anche per
minigruppi a partire da 4
persone.
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OFFERTE - A
cura di Banzigo Viaggi
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LA
POSIDONIA OCEANICA. Quante volte ho
sentito dire : "…Ma che brutta immersione, tutta
sulle alghe !!" Oppure: "…Li il bagno non me lo
faccio è pieno d’alghe che mi fanno schifo !!".
Beh, niente di più sbagliato; la Posidonia non è
un’alga !!! E ALLORA COS’E' LA POSIDONIA? La
Posidonia oceanica fa parte delle Fanerogame
Marine; le fanerogame marine sono piante un tempo
terrestri, divenute in seguito acquatiche. In
particolare la posidonia cosi’come anche la sua
parente australiana, appartiene all’ordine
primitivo delle Helobie , piante superiori
monocotiledoni caratterizzate da una
differenziazione in radici, fusto (rizomi nel
nostro caso) foglie e dalla produzione di fiori e
frutti .
La Posidonia Oceanica è endemica
del Mediterraneo, vale a dire che non la si trova
in nessun altro posto al di fuori del Mare Nostrum
e rappresenta senza dubbio il più importante
ecosistema marino del Mediterraneo, il suo
"polmone verde", fortemente minacciato dalla pesca
a strascico di frodo, dagli ancoraggi selvaggi ed
ovviamente dall’inquinamento. Un po’ di
biologia e altro……. Le praterie di posidonia,
si estendono su fondali sabbiosi od anche
all'interno di spaccature della roccia dove si sia
accumulata una sufficiente quantità di sedimento,
da appena sotto la superficie fino ai 30-40 metri
di profondità. Il limite superiore è determinato
dall’azione erosiva esercitata dai marosi e dalle
correnti mentre il limite inferiore è in funzione
della limpidezza dell’acqua che deve permettere il
passaggio della necessaria quantità di luce per
consentire i processi di fotosintesi
indispensabili per la vita della prateria. Come
per molte piante terrestri, la posidonia perde le
foglie e le rinnova ogni anno; a differenza delle
parenti terrestri però, la crescita delle nuove
foglie avviene all’inizio dell’inverno mentre ad
estate inoltrata le foglie sono già "vecchie" e
ricoperte di epifiti, vale a dire organismi che
vivono al di sopra delle foglie. Tra questi
organismi, sicuramente il più caratteristico è
l’Electra Posidoniae, un briozoo che forma vasti
raggruppamenti coloniali dalla forma di merletto e
che è facile incontrare sulle foglie di posidonia
mature. Dopo le mareggiate di fine estate
inizio autunno, le foglie perdute si accumulano
sulle nostre spiagge formando in alcuni casi
accumuli anche notevoli . Un derivato delle foglie
di posidonia, sono anche quelle pallette di color
marroncino che si trovano sulla riva; non sono
altro che residui di foglie triturati e
centrifugati dall’azione del mare. La fioritura
della prateria avviene generalmente in tardo
autunno inizio inverno e non tutti gli anni; da
questi fiori si svilupperanno poi dei frutti che
trasportati dalle onde e dalle correnti daranno
vita a nuove praterie anche a notevole distanza.
In ogni modo, l’accrescimento delle praterie
avviene soprattutto attraverso lo sviluppo dei
rizomi che può’ avvenire sia orizzontalmente che
in senso verticale; in questo secondo caso, la
prateria anno dopo anno può raggiungere spessori
importanti, fino a formare dei veri e propri
isolotti di posidonia che in seguito all’azione
delle correnti possono essere separati da canyon e
presentare delle forme di erosione tipiche
dell’ambiente fluviale come ad esempio una sorta
di marmitte dei giganti. Man mano che la
prateria si accresce intrappola tra le sue radici
ed i suoi rizomi una sempre maggiore quantità di
sedimento; il complesso di sedimento, radici e
rizomi prende il nome di matte che nella parte più
profonda della prateria contenente solo rizomi
morti costituisce la matte morta. Questa struttura
ha un’importanza fondamentale nella dinamica dei
processi di sedimentazione dei litorali: le grandi
praterie di posidonia rappresentano la componente
più importante nella protezione dall’erosione
delle nostre coste. Gli effetti della distruzione
incontrollata delle praterie da parte della pesca
a strascico effettuata sui bassi fondali
colonizzati dalla posidonia (attività che per
fortuna oggi è vietatissima) comporta conseguenze
drammatiche sull’erosione delle nostre spiagge; un
esempio evidente è quello che si è verificato
sulle coste del Circeo. Ma perché la pesca sul
posidoneto pur se dannosa e vietata viene ancora
praticata di frodo? I motivi fondamentali sono
due: il primo è che durante tutto l’arco dell’anno
la quantità di pesce catturato è maggiore che
altrove; secondo, per pescare sulla posidonia non
servono imbarcazioni d’alto mare e trovandosi le
praterie più sotto costa, il consumo di carburante
risulta notevolmente ridotto! Immergiamoci
sulla Posidonia. Ma ora vediamo più nel
particolare cosa possiamo incontrare facendo
un’immersione sulla Posidonia. A dispetto
dell’opinione dei più, quella che possiamo fare su
una prateria di Posidonia è senz’altro
un’immersione estremamente interessante ed anche
ricca di spunti fotografici. A differenza del
tipico ambiente di scogliera dove si sviluppano
un’infinità di microambienti a seconda della
maggiore o minore quantità di luce presente, il
posidoneto è un ambiente piuttosto omogeneo che
possiamo dividere in due aree fondamentali: la
parte superiore illuminata in prossimità
dell’apice delle foglie e quello in ombra che si
crea in prossimità dei rizomi. Mentre scendiamo
sulla prateria, la presenza biologica più evidente
sono i pesci; il più comune è la salpa (Sarpa
sarpa), una specie ad esclusiva dieta vegetariana
che si riunisce in banchi anche di grandi
dimensioni . Altri pesci che possiamo incontrare
sono i saraghi; questo soprattutto se nelle
vicinanze della prateria si trova una parete
rocciosa che può’ offrire rifugi adeguati; altri
incontri tipici sono quelli con i labridi, tra cui
sicuramente va ricordato il tordo che è presente
non oltre i 25-30 metri di profondità; e come
dimenticare l’onnipresente e simpatico sciarrano ?
Un pesce di non facile individuazione a causa del
suo perfetto mimetismo è il pesce ago, difficile
da distinguere dalle foglie nastriformi della
posidonia e di cui segue anche l’oscillazione
dovuta al moto ondoso; in definitiva, questo pesce
rappresenta la "versione acquatica" dell’insetto
stecco che ha la capacità di confondersi con le
foglie di cui imita anche i movimenti dovuti al
vento. Ma forse anzi, sicuramente, l’incontro più
emozionante è quello che si può’ fare con il
cavalluccio marino (Hippocampus brevinostris o
guttulatus) non facile da individuare mentre è
attaccato con la sua coda alle foglie nastriformi
della posidonia. Una volta arrivati sul fondo,
per scoprire tutto il microcosmo di cui pullula la
prateria, è necessario farsi strada tra le foglie
(proibito usare il macete !!); gli animaletti più
attivi sono i gamberetti del genere Palaemon,
assieme ai parenti dei generi Hippolite, Athanas
ed Alpheus (non la discoteca ovviamente!); tutte
queste bestioline popolano il sottobosco del
posidoneto dove si nutrono dell’abbondante residuo
organico presente. Di dimensioni maggiori è la
magnosella o cicala di mare, un crostaceo che vive
tra le radici e non si avventura tra i rizomi se
non di notte in cerca di cibo: le sue dimensioni
non raggiungono i 10 centimetri ed il suo colore è
marrone scuro. Nel posidoneto abbondano anche
animali sessili, vale a dire fissati al substrato
ed incapaci di muoversi; tra questi il bellissimo
spirografo che con il suo bellissimo fiore si
protende dal tubo calcareo in cerca di piccole
prede; incredibile a dirsi ma, è un verme
strettamente imparentato con i lombrichi !! Se ci
immergiamo di notte, è molto probabile l’incontro
con la bella (e urticante) Alicia miriabilis,
parente delle attinie e delle anemoni che di notte
si mostra in tutto il suo splendore espandendo i
suoi lunghi tentacoli a caccia di prede; al
contrario, nelle ore diurne questa specie
"nottambula" appare come un "bitorzolo" simile ad
un cavolfiore di color verde-giallognolo. Tra i
molluschi possiamo trovare sia specie sedentarie
che erratiche: la specie sicuramente più
appariscente è la Pinna Nobilis, il più grande
mollusco bivalve del Mediterraneo che può’
raggiungere anche i settanta centimetri di
lunghezza; l’incontro con un esemplare di notevoli
dimensioni suscita sempre una forte emozione ed è
un ottimo spunto fotografico. Gli esemplari più
giovani sono riconoscibili oltre che dalle
dimensioni più piccole, dal fatto che le due valve
si presentano ricche di escrescenze che hanno il
compito di proteggere l’animale dagli attacchi dei
predatori ; al contrario, gli esemplari adulti
hanno le valve prive di asperità . L’animale offre
riparo a due piccoli crostacei : il Pinnotere (un
piccolo granchietto) ed il Pontonia pinnophilax
(un gamberetto). Il primo ha caratteristiche più
sociali ed all’interno di una stessa conchiglia si
può’ trovare un folto gruppo di individui; al
contrario il Pinnotere ha un carattere più
aggressivo e non spartisce con nessun altro
individuo della stessa specie il rifugio tra le
due valve. Per concludere…………. La prossima
volta che finite su un posidoneto, invece di
imprecare sulla guida che ha sbagliato
percorso…………. Aprite gli occhi
!! | |
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L’ANGOLO
DELL’ATTREZZATURA – A cura di Claudio Badessi in
arte “Mr
Gadget” |
MOSCHETTONI 2
Continuiamo questa puntata
parlando dei moschettoni con l’apertura tipo
portachiavi. Qualche mese fa ho ordinato ad
una azienda americana un reel di scorta (ne ho una
della stessa marca che in 6 anni di onorato lavoro
sembra nuovo) e tra i vari accessori ho visto che
c’era un tipo di moschettone che aveva intorno
all’apertura e sulla parte attaccata al pistoncino
di apertura (dove si mette il pollice per aprire…)
una strana struttura fatta ad ali di farfalla che
formava una V convergente proprio
sull’apertura. Quando mi è arrivato il pacco,
ho provato subito i moschettoni e mi sono accorto
che rispetto a quelli tradizionali, hanno il
beneficio grandissimo di poterli “agganciare”
senza dover necessariamente aprire con il pollice
il pistoncino perché basta appoggiare il
moschettone sul supporto di fissaggio (cima,
anello, etc) e con una semplice pressione il gioco
è fatto. Provato in acqua sulle bombole di fase,
l’aggancio delle stesse agli anelli posteriori del
GAV è diventato un gioco da mezzo secondo rispetto
ai moschettoni tradizionali, contando anche il
fatto che è molto più semplice l’apertura, avendo
più materiale sul nottolino. Morale della
favola: acquistati 15 moschettoni in ottone e
sostituiti sui reel, sulle varie bombole di fase
al posto di quelli normali (altri regalati ad
amici ed istruttori). Se vi interessa e siete
affezionati visitatori di E-bay, c’è un venditore
americano che li vende ad un prezzo veramente
ottimo e in tre giorni li avete a casa ( E-bay.com
cercate “butterfly bolt snap hook”). Chiaramente
sia quelli di ottone che di acciaio li trovate nei
negozi di subacquea nostrani, ma i prezzi si
aggirano sui 6 euro in ottone e 11-12 quelli di
acciaio. A presto
Claby
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IL LIBRO CONSIGLIATO
GPatrick O'Brian
FUOCO SOTTO IL MARE pag. 317, genere
NARRATIVA, 2006, € 16,60
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Ancora una
volta a bordo della Surprise, il comandante Aubrey
e il dottor Maturin fanno vela verso il Perù:
Stephen, come agente segreto, è incaricato di
sobillare i fermenti rivoluzionari che percorrono
il Sudamerica, poiché un'insurrezione
indipendentista gioverebbe alla Gran Bretagna
impegnata militarmente contro gli Stati Uniti.
Il viaggio per Maturin ha anche un interesse
naturalistico, perché toccando terre lontane e
affascinanti, potrà anche visitare le Ande. La
missione prende però una piega imprevista e,
lasciato il Sudamerica, Aubrey insegue tre
mercantili statunitensi nei mari tempestosi a sud
di Capo Horn, dove dovrà cercare di salvare la sua
nave da una fregata americana, ma anche da iceberg
e fulmini.
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