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Newsletter #19 - Aprile 2006
Banzigo Viaggi - Scubatravel

 
 



FOTO DELLA SETTIMANA


Nome comune: Clown Fisf


©Wakatobi Dive Resort

 



IL MARE IN PENTOLA
A cura di:
Andrea Beccaria

RAVIOLI DI BRANZINO

Ingredienti :
Per 22 ravioli: 160 gr di farina, 1 uovo, un branzino da 450 gr circa
Per il condimento:
1 zucchina e mezza, 2 pomodori, 1 scalogno, olio ev, sale pepe.

Preparazione:
Ravioli: setacciare la farina e metterla a fontana sulla spianatoia, rompere nel mezzo un uovo e con la forchetta romperlo e mescolarlo assieme alla farina, aggiumgendo dell’acqua se l’impasto è troppo secco o duro.
Lavorare la pasta con energia per 15 minuti, quindi farne una cupoletta e metterla a “sudare” per mezz’ora sotto una terrina.
Nel frattempo cuocete per 15 minuti al vapore il branzino. Privarlo delle pelle e delle spine, metterlo nel mixer con un po’ di olio ev, sale e pepe. Otterrete un patè.

Prendere la pasta e con il mattarello emiliano stendere una sfoglia sottile sottile (si deve vedere la venatura della tavola di legno attraverdo la sfoglia).

Ritagliare con l’apposita caccavella da ravioli (quelle da 5 – 6 cm di diametro) 22 dischi che riempiremo con mezzo cucchiaino di patè di branzino. Piegare a metà il raviolo e con la forchettina da dolce premere lungo i bordi del raviolo per chiuderlo bene.
Cuocere in abbondante acqua salata i ravioli (circa tre, quattro minuti da quando riprende il bollore, consiglio comunque di assaggiarne uno)
In una padella antiaderente capace di contenere poi i ravioli, rosolare due scalogni in olio ev, aggiungere le zucchine tagliate a julienne e farle saltare per qualche minuto .A parte far bollire dell’acqua e immergervi per 10 secondi i pomodori quindi spellarli, privarli dei semi e tagliarli a cubetti piccoli possibilmente. Aggiungerli alle zucchine giusto un attimo prima di mettere i ravioli (devono solo scaldarsi praticamente). Quindi far saltare i ravioli nel sugo. Servire


BUON APPETITO!!!!

ULTIM'ORA E CURIOSITA'
a cura di Francesca Fusco

AMBIENTE: VARIAZIONI CLIMATICHE E VACANZE

Le variazioni climatiche iniziano ad incidere sulle stagionalità delle località di vacanza: Maldive tutto l'anno, Caraibi meno sicuri con il ripetersi degli uragani, escursioni nordiche senza passeggiate sul ghiaccio. E i tour operator confermano; per chi desidera trascorrere le vacanze alle temperature 'polari', come quelle della Lapponia, il sogno e' una passeggiata sulla banchisa e un giro in slitta sulla terraferma. ma negli ultimi due anni e' capitato che la nave uscisse per una gita e, dopo aver sondato lo spessore delle banchine, i passeggeri dovessero rimanere a bordo senza poter scendere''. A trarre vantaggio dal clima bizzarro invece e' stata un'altra destinazione da sogno: le Maldive. Da tre, quattro anni c'è un prolungamento della stagione turistica. Prima i monsoni, tra febbraio e l' estate, portavano piogge anche per una settimana intera. Adesso il fenomeno non si presenta piu' con la stessa intensita' e in periodi come questo le Maldive sono piene di turisti, tanto al massimo lo scroscio di pioggia dura un'oretta''. L'area caraibica invece ha sofferto del tempo pazzo piu' di altre zone. Prima la stagione dei cicloni, prevedeva ampi spazi fra un ciclone e l'altro. Negli ultimi due anni c'e' stata invece una recrudescenza degli uragani, con un incremento della forza media, della frequenza e cambi di rotta piu' imprevedibili.

 

Cari amici, con la primavera torna la voglia di mare! Tante le opportunità di viaggiare a prezzi scontati offerte da noi e da alcune compagnie aeree! A maggio e giugno il Mar Rosso e l'Oriente sono fantastici, approfittatene adesso con noi, viaggerete a prezzi scontati Questo è anche il periodo migliore per programmare le vacanze estiva, prima che le strutture migliori registrino il tutto esaurito e i costi dei voli inizino a lievitare.

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NOVITA’ - A cura di Banzigo Viaggi

INDONESIA: WAKATOBI
Tra le novità che abbiamo presentato all’Eudi Show, c’è Wakatobi. J. Cousetau definì queste acque “probabilmente il più bel sito di immersione al mondo”.
Siamo nell’arcipelago incontaminato di Tukang Besi, sito nel cuore dell’Indonesia a Sud Est del Sulawesi. Il reef, dimora di incredibili specie marine, si svela al subacqueo in tutta la sua varietà di colori. Per i sub, l’avventura inizia a pochi passi dal proprio bungalow disposto sulla bianca sabbia corallina, già dalla riva, infatti, è possibile vedere il punto del drop-off dove gli incontri con i pesci leoni, pesci pagliaccio, razze, pesci coccodrillo, tartarughe e diverse specie di cavallucci marini tra cui il pigmeo, sono garantiti. Un posto adatto a tutti, anche per lo snorkeling data la facilità di accesso alla barriera ed incomparabile ad altri per le eccezionali immersioni notturne che consente di fare. Ma è nelle immersioni con la barca che Wakatobi offre il meglio. Chilometri quadrati di barriera corallina incontaminata e in parte ancora inesplorata.
Un remoto paradiso tropicale che Banzigo Viaggi consiglia agli amanti del lusso, del comfort e dell’esclusività, perfettamente adattato all’ambiente per un turismo ecologico responsabile. I bungalow sono tutti finemente arredati ed accessoriati, il personale professionale renderà il soggiorno indimenticabile prestando attenzione e cura nel tentare di soddisfare ogni singola esigenza o vizio che in vacanza ci si concede.

YEMEN: SOCOTRA
Altra grande novità, lo Yemen in particolare Socotra.
Lo Yemen probabilmente il paese meno conosciuto del mondo arabo, è terra dal fascino straordinario.
La bellezza delle coste sul Mar Rosso, sul Golfo Arabico e nelle isole come Socotra è indimenticabile. La ricchezza di vita e la presenza di barriere coralline rendono queste zone ideali per il relax e le immersioni subacquee.
La capitale Sana'a, è un vero museo all'aria aperta. Una delle mete più affascinanti per la subacquea è l'isola di Socotra, nel Golfo di Aden (Mar Arabico) a circo 500 Km a sud est dalla costa yemenita.
La particolarità dell'isola è che solo recentemente è stata aperta al turismo. Si tratta infatti di una "area naturale protetta" regolamentata da un programma di turismo eco compatibile.
L'intero territorio costituisce infatti una rarità dovuta alla particolare fauna e flora terrestre e subacquea uniche al mondo per genere. In Yemen la nostra proposta è un tour guidato con tre notti a Sana'a e una settimana a Socotra per le immersioni. Il periodo adatto è da ottobre a maggio. Facilitazioni anche per minigruppi a partire da 4 persone.

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OFFERTE - A cura di Banzigo Viaggi

 
BIOLOGIA MARINA – Per gentile concessione del sito http://www.cantodelagua.it/ scuola sub a Roma.

LA POSIDONIA OCEANICA.
Quante volte ho sentito dire : "…Ma che brutta immersione, tutta sulle alghe !!" Oppure: "…Li il bagno non me lo faccio è pieno d’alghe che mi fanno schifo !!". Beh, niente di più sbagliato; la Posidonia non è un’alga !!!
E ALLORA COS’E' LA POSIDONIA?
La Posidonia oceanica fa parte delle Fanerogame Marine; le fanerogame marine sono piante un tempo terrestri, divenute in seguito acquatiche. In particolare la posidonia cosi’come anche la sua parente australiana, appartiene all’ordine primitivo delle Helobie , piante superiori monocotiledoni caratterizzate da una differenziazione in radici, fusto (rizomi nel nostro caso) foglie e dalla produzione di fiori e frutti .

La Posidonia Oceanica è endemica del Mediterraneo, vale a dire che non la si trova in nessun altro posto al di fuori del Mare Nostrum e rappresenta senza dubbio il più importante ecosistema marino del Mediterraneo, il suo "polmone verde", fortemente minacciato dalla pesca a strascico di frodo, dagli ancoraggi selvaggi ed ovviamente dall’inquinamento.
Un po’ di biologia e altro…….
Le praterie di posidonia, si estendono su fondali sabbiosi od anche all'interno di spaccature della roccia dove si sia accumulata una sufficiente quantità di sedimento, da appena sotto la superficie fino ai 30-40 metri di profondità. Il limite superiore è determinato dall’azione erosiva esercitata dai marosi e dalle correnti mentre il limite inferiore è in funzione della limpidezza dell’acqua che deve permettere il passaggio della necessaria quantità di luce per consentire i processi di fotosintesi indispensabili per la vita della prateria. Come per molte piante terrestri, la posidonia perde le foglie e le rinnova ogni anno; a differenza delle parenti terrestri però, la crescita delle nuove foglie avviene all’inizio dell’inverno mentre ad estate inoltrata le foglie sono già "vecchie" e ricoperte di epifiti, vale a dire organismi che vivono al di sopra delle foglie. Tra questi organismi, sicuramente il più caratteristico è l’Electra Posidoniae, un briozoo che forma vasti raggruppamenti coloniali dalla forma di merletto e che è facile incontrare sulle foglie di posidonia mature.
Dopo le mareggiate di fine estate inizio autunno, le foglie perdute si accumulano sulle nostre spiagge formando in alcuni casi accumuli anche notevoli . Un derivato delle foglie di posidonia, sono anche quelle pallette di color marroncino che si trovano sulla riva; non sono altro che residui di foglie triturati e centrifugati dall’azione del mare. La fioritura della prateria avviene generalmente in tardo autunno inizio inverno e non tutti gli anni; da questi fiori si svilupperanno poi dei frutti che trasportati dalle onde e dalle correnti daranno vita a nuove praterie anche a notevole distanza. In ogni modo, l’accrescimento delle praterie avviene soprattutto attraverso lo sviluppo dei rizomi che può’ avvenire sia orizzontalmente che in senso verticale; in questo secondo caso, la prateria anno dopo anno può raggiungere spessori importanti, fino a formare dei veri e propri isolotti di posidonia che in seguito all’azione delle correnti possono essere separati da canyon e presentare delle forme di erosione tipiche dell’ambiente fluviale come ad esempio una sorta di marmitte dei giganti.
Man mano che la prateria si accresce intrappola tra le sue radici ed i suoi rizomi una sempre maggiore quantità di sedimento; il complesso di sedimento, radici e rizomi prende il nome di matte che nella parte più profonda della prateria contenente solo rizomi morti costituisce la matte morta. Questa struttura ha un’importanza fondamentale nella dinamica dei processi di sedimentazione dei litorali: le grandi praterie di posidonia rappresentano la componente più importante nella protezione dall’erosione delle nostre coste. Gli effetti della distruzione incontrollata delle praterie da parte della pesca a strascico effettuata sui bassi fondali colonizzati dalla posidonia (attività che per fortuna oggi è vietatissima) comporta conseguenze drammatiche sull’erosione delle nostre spiagge; un esempio evidente è quello che si è verificato sulle coste del Circeo. Ma perché la pesca sul posidoneto pur se dannosa e vietata viene ancora praticata di frodo? I motivi fondamentali sono due: il primo è che durante tutto l’arco dell’anno la quantità di pesce catturato è maggiore che altrove; secondo, per pescare sulla posidonia non servono imbarcazioni d’alto mare e trovandosi le praterie più sotto costa, il consumo di carburante risulta notevolmente ridotto!
Immergiamoci sulla Posidonia.
Ma ora vediamo più nel particolare cosa possiamo incontrare facendo un’immersione sulla Posidonia.
A dispetto dell’opinione dei più, quella che possiamo fare su una prateria di Posidonia è senz’altro un’immersione estremamente interessante ed anche ricca di spunti fotografici.
A differenza del tipico ambiente di scogliera dove si sviluppano un’infinità di microambienti a seconda della maggiore o minore quantità di luce presente, il posidoneto è un ambiente piuttosto omogeneo che possiamo dividere in due aree fondamentali: la parte superiore illuminata in prossimità dell’apice delle foglie e quello in ombra che si crea in prossimità dei rizomi.
Mentre scendiamo sulla prateria, la presenza biologica più evidente sono i pesci; il più comune è la salpa (Sarpa sarpa), una specie ad esclusiva dieta vegetariana che si riunisce in banchi anche di grandi dimensioni . Altri pesci che possiamo incontrare sono i saraghi; questo soprattutto se nelle vicinanze della prateria si trova una parete rocciosa che può’ offrire rifugi adeguati; altri incontri tipici sono quelli con i labridi, tra cui sicuramente va ricordato il tordo che è presente non oltre i 25-30 metri di profondità; e come dimenticare l’onnipresente e simpatico sciarrano ? Un pesce di non facile individuazione a causa del suo perfetto mimetismo è il pesce ago, difficile da distinguere dalle foglie nastriformi della posidonia e di cui segue anche l’oscillazione dovuta al moto ondoso; in definitiva, questo pesce rappresenta la "versione acquatica" dell’insetto stecco che ha la capacità di confondersi con le foglie di cui imita anche i movimenti dovuti al vento. Ma forse anzi, sicuramente, l’incontro più emozionante è quello che si può’ fare con il cavalluccio marino (Hippocampus brevinostris o guttulatus) non facile da individuare mentre è attaccato con la sua coda alle foglie nastriformi della posidonia.
Una volta arrivati sul fondo, per scoprire tutto il microcosmo di cui pullula la prateria, è necessario farsi strada tra le foglie (proibito usare il macete !!); gli animaletti più attivi sono i gamberetti del genere Palaemon, assieme ai parenti dei generi Hippolite, Athanas ed Alpheus (non la discoteca ovviamente!); tutte queste bestioline popolano il sottobosco del posidoneto dove si nutrono dell’abbondante residuo organico presente.
Di dimensioni maggiori è la magnosella o cicala di mare, un crostaceo che vive tra le radici e non si avventura tra i rizomi se non di notte in cerca di cibo: le sue dimensioni non raggiungono i 10 centimetri ed il suo colore è marrone scuro. Nel posidoneto abbondano anche animali sessili, vale a dire fissati al substrato ed incapaci di muoversi; tra questi il bellissimo spirografo che con il suo bellissimo fiore si protende dal tubo calcareo in cerca di piccole prede; incredibile a dirsi ma, è un verme strettamente imparentato con i lombrichi !! Se ci immergiamo di notte, è molto probabile l’incontro con la bella (e urticante) Alicia miriabilis, parente delle attinie e delle anemoni che di notte si mostra in tutto il suo splendore espandendo i suoi lunghi tentacoli a caccia di prede; al contrario, nelle ore diurne questa specie "nottambula" appare come un "bitorzolo" simile ad un cavolfiore di color verde-giallognolo.
Tra i molluschi possiamo trovare sia specie sedentarie che erratiche: la specie sicuramente più appariscente è la Pinna Nobilis, il più grande mollusco bivalve del Mediterraneo che può’ raggiungere anche i settanta centimetri di lunghezza; l’incontro con un esemplare di notevoli dimensioni suscita sempre una forte emozione ed è un ottimo spunto fotografico. Gli esemplari più giovani sono riconoscibili oltre che dalle dimensioni più piccole, dal fatto che le due valve si presentano ricche di escrescenze che hanno il compito di proteggere l’animale dagli attacchi dei predatori ; al contrario, gli esemplari adulti hanno le valve prive di asperità . L’animale offre riparo a due piccoli crostacei : il Pinnotere (un piccolo granchietto) ed il Pontonia pinnophilax (un gamberetto). Il primo ha caratteristiche più sociali ed all’interno di una stessa conchiglia si può’ trovare un folto gruppo di individui; al contrario il Pinnotere ha un carattere più aggressivo e non spartisce con nessun altro individuo della stessa specie il rifugio tra le due valve.
Per concludere………….
La prossima volta che finite su un posidoneto, invece di imprecare sulla guida che ha sbagliato percorso…………. Aprite gli occhi !!

L’ANGOLO DELL’ATTREZZATURA – A cura di Claudio Badessi in arte “Mr Gadget”


MOSCHETTONI 2

Continuiamo questa puntata parlando dei moschettoni con l’apertura tipo portachiavi.
Qualche mese fa ho ordinato ad una azienda americana un reel di scorta (ne ho una della stessa marca che in 6 anni di onorato lavoro sembra nuovo) e tra i vari accessori ho visto che c’era un tipo di moschettone che aveva intorno all’apertura e sulla parte attaccata al pistoncino di apertura (dove si mette il pollice per aprire…) una strana struttura fatta ad ali di farfalla che formava una V convergente proprio sull’apertura.
Quando mi è arrivato il pacco, ho provato subito i moschettoni e mi sono accorto che rispetto a quelli tradizionali, hanno il beneficio grandissimo di poterli “agganciare” senza dover necessariamente aprire con il pollice il pistoncino perché basta appoggiare il moschettone sul supporto di fissaggio (cima, anello, etc) e con una semplice pressione il gioco è fatto. Provato in acqua sulle bombole di fase, l’aggancio delle stesse agli anelli posteriori del GAV è diventato un gioco da mezzo secondo rispetto ai moschettoni tradizionali, contando anche il fatto che è molto più semplice l’apertura, avendo più materiale sul nottolino.
Morale della favola: acquistati 15 moschettoni in ottone e sostituiti sui reel, sulle varie bombole di fase al posto di quelli normali (altri regalati ad amici ed istruttori). Se vi interessa e siete affezionati visitatori di E-bay, c’è un venditore americano che li vende ad un prezzo veramente ottimo e in tre giorni li avete a casa ( E-bay.com cercate “butterfly bolt snap hook”). Chiaramente sia quelli di ottone che di acciaio li trovate nei negozi di subacquea nostrani, ma i prezzi si aggirano sui 6 euro in ottone e 11-12 quelli di acciaio.
A presto

Claby

IL LIBRO CONSIGLIATO

GPatrick O'Brian
FUOCO SOTTO IL MARE
pag. 317, genere NARRATIVA, 2006, € 16,60


Ancora una volta a bordo della Surprise, il comandante Aubrey e il dottor Maturin fanno vela verso il Perù: Stephen, come agente segreto, è incaricato di sobillare i fermenti rivoluzionari che percorrono il Sudamerica, poiché un'insurrezione indipendentista gioverebbe alla Gran Bretagna impegnata militarmente contro gli Stati Uniti.
Il viaggio per Maturin ha anche un interesse naturalistico, perché toccando terre lontane e affascinanti, potrà anche visitare le Ande.
La missione prende però una piega imprevista e, lasciato il Sudamerica, Aubrey insegue tre mercantili statunitensi nei mari tempestosi a sud di Capo Horn, dove dovrà cercare di salvare la sua nave da una fregata americana, ma anche da iceberg e fulmini.

Trova la destinazione per le tue vacanze sul nostro sito!!!

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