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Newsletter #17 - anno 2005
Banzigo Viaggi - Scubatravel

 
 



FOTO DELLA SETTIMANA


Nome scientifico: Rhincodon typus
Nome comune: Squalo Balena

Nome in Inglese: Whale Shark
Commento: Nosy Be, Madagascar Novembre 04

 



IL MARE IN PENTOLA
A cura di:
Andrea Beccaria

Crostini ai totanetti

Ingredienti :
Pane in cassetta integrale
Cipolla rossa di Tropea
Totanetti
Olio
Nero di seppia
Sale

Preparazione:
Sbucciate la cipolla e affettatela ad anelli molto sottili. Fateli stufare in un po' di olio a fuoco basso fino a quando risultano trasparenti e teneri. Mescolate di tanto in tanto e, se ce ne fosse bisogno, aggiungete un po' di acqua tiepida. Quando sono diventati cremosi, toglieteli dal fuoco tenendoli però in caldo. Scaldate una bistecchiera e, quando ben calda, grigliate per un minuto per parte i totanetti. Montate ora il vostro crostino posando sulla fetta di pane integrale leggermente tostata e tagliata a metà, la cipolla stufata. Adagiateci sopra i totanetti che salerete con pochi granelli di sale marino integrale colorato con qualche goccia di inchiostro di seppia. Sono bellissimi da vedere e squisiti.

BUON APPETITO!!!!

ULTIM'ORA E CURIOSITA'
a cura di Francesca Fusco

UE: SANZIONI ELEVATE PER CHI INQUINA I MARI EUROPEI
L'Unione europea e' pronta ad adottare nuove regole e considerare penali le infrazioni piu' gravi. Secondo gli ultimi dati soltanto nel Mediterraneo le navi riversano in mare oltre 150.000 tonnellate di petrolio all'anno. Il Consiglio Ue dei ministri intende adottare due modifiche all'attuale legislazione europea, aumentando e uniformando le sanzioni. Inoltre la Commissione Europea intende presentare nuove proposte su questo tema nell'arco di cinque anni'. Le nuove norme considereranno un reato l'inquinamento marittimo, compreso quello in alto mare. Comandante, proprietario, operatore o noleggiatore dell'imbarcazione potranno essere perseguiti penalmente di fronte a inquinamento grave e intenzionale.

 

Cari amici,
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NOVITA’ ED OFFERTE – A cura di Banzigo Viaggi

 

CORSO FOTOSUB


LA SCELTA DELLA MIGLIORE COPPIA TEMPO DIAFRAMMA

Ci siamo lasciati la scorsa puntata con la LEGGE DELLA RECIPROCITA' ossia
Se vogliamo fare giungere sulla pellicola sempre la giusta quantità di luce, chiudendo di uno stop il diaframma (passare cioè da un numero più basso come f/ 5,6, ad uno più alto f/8) dobbiamo aumentare il tempo di esposizione di un valore: da 60 a 30; e viceversa.
Questo ci porta ad una serie di coppie tempo/diaframma equivalenti al fine dell'esposizione.

Ma allora quale scegliere, e perchè? Dipende da cosa fotografiamo e in quali condizioni.

Dobbiamo infatti tener conto dei seguenti fattori:

Se il nostro soggetto si muove velocemente per "immobilizzarlo" nella pellicola dobbiamo scegliere un tempo veloce, altrimenti la foto risulta mossa. In tal caso sceglieremo un tempo veloce ed apriremo di conseguenza il diaframma.

Daltronde in alcuni casi proprio per dare l'idea della velocità, si preferisce avere un soggetto che risulta mosso in foto, per avere un effetto esteticamente gradevole. In tal caso sceglieremo un tempo piu' lento e un diaframma piu' chiuso.

Cosa fondamentale da sapere, tanto piu' il diaframma è chiuso tanto maggiore è la profondità di campo dell'obiettivo, ossia la capacità di tenere a fuoco soggetti piu' vicini e/o piu' lontani rispetto all'oiettivo rispetto al soggetto messo a fuoco. Questo vuol dire che
se il nostro soggetto ha molta profondità dovremo cercare di tenere il diaframma piu' chiuso possibile per tenere tutto a fuoco (aumentando i tempi) e viceversa.
Salvo naturalmente che il nostro gusto non voglia ad esempio che lo sfondo risulti sfocato per dare maggior risalto al soggetto principale.

Concludendo ci sono ragioni tecniche (la velocità e la profondita del soggetto) e ragioni di gusto personale che influenzano la scelta della coppia ideale (per la singola foto ovviamente...!).

Il consiglio, quando sia possibile e ne vale la pena, è di fare 2/3 scatti con coppie diverse e poi vedere il risultato e scegliere lo scatto migliore.

Alla prossima!

BIOLOGIA MARINA – Per gentile concessione del sito http://www.cantodelagua.it/ scuola sub a Roma. Grazie a Valeria Mamouridis, autrice dei testi.


I MOLLUSCHI

UN'OCCHIATA GENERALE
Il nome si riferisce ad una delle caratteristiche più evidenti di questo gruppo: il corpo molle. Comprende tantissime specie viventi e molte fossili. E' un gruppo molto vario, sia per dimensioni che per evoluzione. Esistono specie microscopiche ed altre di dimensioni enormi, come il calamaro gigante Architeuthis, che può superare i 18 metri o il bivalve Tridacna gigas, che pesa più di 220 Kg. Tuttavia, le dimensioni più comuni sono dell'ordine del centimetro. Inoltre, si possono trovare animali tra i più semplici, come le conchiglie a zanna, ma anche tra i più evoluti ed intelligenti invertebrati, come il polpo.
Testimonianze fossili avvalorano l'ipotesi che i molluschi originarono dal mare. Infatti, la loro esistenza è rimasta legata all'ambiente acquatico, anche le chiocciole (le uniche ad aver invaso la terraferma) hanno bisogno di umidità. I molluschi si sono adattati ad una grande varietà di habitat: vivono in mari tropicali o polari, lungo le coste o nelle profondità oceaniche, anche in acque dolci e salmastri (bivalvi e gasteropodi).
I MOLLUSCHI PIU' CONOSCIUTI
• Classe Polyplacophora (chitoni)
• Classe Gastropoda (es. nudibranchi)
• Classe Scaphopoda (conchiglie a zanna)
• Classe Bivalvia (es. vongole)
• Classe Cephalopoda (es. seppia)
COME SONO FATTI
Le forme sono svariatissime, si può in ogni modo dare una descrizione del corpo molto schematica, dividendolo in due porzioni: una costituita da capo e piede, l'altra dalla massa viscerale.
Il capo comprende bocca ed organi sensoriali. All'interno della bocca v'è una struttura esclusiva del mollusco: la radula, organo simile ad una lingua, tappezzata da file di piccoli denti, rivolti verso l'interno. La sua funzione non è solo quella di raschiare particelle di cibo, ma anche di trasportarle verso il tratto digerente.
Il piede, invece, ha una muscolatura molto sviluppata, che permette la locomozione e l'ancoraggio al substrato. Solitamente il movimento prodotto è strisciante. Non mancano tuttavia esempi di modifiche del piede, che permettono soluzioni di movimento molto diverse: nei calamari e nei polpi, per esempio, il piede si è modificato in un sifone, che permette una propulsione a jet; nelle forme pelagiche (larve), invece, acquista la forma di ali.
Il mantello è un'altra struttura particolare di questo gruppo. Consta di estroflessioni laterali della pelle, che proteggono meglio il corpo e formano una cavità, che solitamente ospita gli organi respiratori, costituiti dalle branchie. Nella maggior parte dei molluschi, la superficie esterna del mantello secerne una conchiglia.
COME SI FORMA LA PERLA
Le ostriche ed altri bivalvi (soprattutto l'ostrica marina Meleagrina, presente nell'Asia orientale), possono produrre perle. Ecco come: la conchiglia dei molluschi è costituita da tre strati, dei quali il più interno è di madreperla. Se un granello di sabbia o un ospite indesiderato entra nella conchiglia di un'ostrica, il mantello incomincia a secernere madreperla intorno ad esso, creando la perla.
LA RIPRODUZIONE
I molluschi hanno, in maggioranza, sessi separati, sebbene alcuni siano ermafroditi. In molte specie, le più primitive, dall'uovo esce una larva, che ha una simpatica forma a trottola. Le specie più evolute (cefalopodi e bivalvi) sgusciano direttamente in una forma del tutto simile all'adulto.

(Testo: Dott.ssa Valeria Mamouridis)

L’ANGOLO DELL’ATTREZZATURA – A cura di Claudio Badessi in arte “Mr Gadget”


Voglia di viaggi
Continuiamo con i consigli per i viaggi, chiaramente solo per la parte tecnico-subacquea, sulla scelta del luogo-periodo-durata fate vobis...
Lo scorso numero l'avevamo terminato con i suggerimenti sulla parte illuminazione e continuiamo con quelle fotografica. Fate "il carico" delle pellicole direttamente in Italia, se potete mettetele in una busttina trasparente evitando di passarle sotto lo scanner a raggi x. Ritornando brevemente alla parte "fari„ abbiate l'accortezza di togliere la lampadina e se possibile gli accumulatori, specialmente se lo chassis é metallico. Lo scorso anno abbiamo passato una buona mezz'ora al controllo di Fiumicino per due fari da 250 w, cercando di convincere l'agente che non sarebbe stato possibile dissaldare gli accumulatori per passarli singolarmente sotto lo scanner....
Per quanto riguarda la parte medica, oltre a tutte le medicine del caso, ricordatevi di portare con voi una buona scorta di Amuchina, utile per disinfettare i servizi igienici, gli erogatori presi in affitto e, poche gocce in una mezza boccetta, vi consentono di utilizzare l'acqua del rubinetto per lavare i denti con maggiore sicurezza.
Per il momento mi fermo qui, ciao!

Claby

Da solo su un'isola deserta
pag. 223,
genere VIAGGI-CROCIERE-REGATE-AVVENTURE,
2005,
€ 15,00




L’atollo è Suwarrow, distante 850 miglia da Tahiti, 500 dalle Isole Samoa, 1800 da Auckland, venne scoperto nel 1814 da una nave russa, il cui Comandante battezzò l'atollo corallino con il nome della sua nave.
Tom Neale cercava di fuggire dalla civiltà e decise di vivere da solo sperimentando la condizione in cui ci si deve procurare tutto il necessario: dall’acqua potabile al cibo per nutrirsi.
Un’attività intensa che occupò per undici anni, il periodo in cui Neale visse a Suwarrow. Questo libro si riferisce ai primi sei anni, dal 1952 al 1958, di permanenza di Neale nell’isola.
Ancora oggi l'atollo di Tom Neale è meta di visite di rari navigatori che nelle loro soste si prendono cura della casa lasciata da Neale e delle strutture rimaste ancora intatte.

(Fonte www.librerianautica.it dove potrete acquistare i vostri libri nautici)

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