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FOTO DELLA
SETTIMANA
Nome
scientifico: Rhincodon
typus Nome comune: Squalo
Balena Nome in
Inglese: Whale
Shark Commento: Nosy Be,
Madagascar Novembre
04
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IL
MARE IN PENTOLA A cura di:
Andrea Beccaria
Crostini ai
totanetti
Ingredienti
: Pane in cassetta
integrale Cipolla rossa di
Tropea Totanetti Olio Nero
di seppia Sale
Preparazione: Sbucciate la
cipolla e affettatela ad anelli molto sottili.
Fateli stufare in un po' di olio a fuoco basso
fino a quando risultano trasparenti e teneri.
Mescolate di tanto in tanto e, se ce ne fosse
bisogno, aggiungete un po' di acqua tiepida.
Quando sono diventati cremosi, toglieteli dal
fuoco tenendoli però in caldo. Scaldate una
bistecchiera e, quando ben calda, grigliate per un
minuto per parte i totanetti. Montate ora il
vostro crostino posando sulla fetta di pane
integrale leggermente tostata e tagliata a metà,
la cipolla stufata. Adagiateci sopra i totanetti
che salerete con pochi granelli di sale marino
integrale colorato con qualche goccia di
inchiostro di seppia. Sono bellissimi da vedere e
squisiti.
BUON
APPETITO!!!!
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ULTIM'ORA E CURIOSITA'
a
cura di Francesca
Fusco
UE:
SANZIONI ELEVATE PER CHI INQUINA I MARI EUROPEI
L'Unione europea e' pronta ad adottare nuove
regole e considerare penali le infrazioni piu'
gravi. Secondo gli ultimi dati soltanto nel
Mediterraneo le navi riversano in mare oltre
150.000 tonnellate di petrolio all'anno. Il
Consiglio Ue dei ministri intende adottare due
modifiche all'attuale legislazione europea,
aumentando e uniformando le sanzioni. Inoltre la
Commissione Europea intende presentare nuove
proposte su questo tema nell'arco di cinque anni'.
Le nuove norme considereranno un reato
l'inquinamento marittimo, compreso quello in alto
mare. Comandante, proprietario, operatore o
noleggiatore dell'imbarcazione potranno essere
perseguiti penalmente di fronte a inquinamento
grave e
intenzionale.
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NOVITA’ ED OFFERTE – A cura di
Banzigo
Viaggi |
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LA SCELTA DELLA MIGLIORE
COPPIA TEMPO DIAFRAMMA
Ci siamo lasciati la scorsa
puntata con la LEGGE DELLA RECIPROCITA'
ossia Se vogliamo fare giungere sulla pellicola
sempre la giusta quantità di luce, chiudendo di
uno stop il diaframma (passare cioè da un numero
più basso come f/ 5,6, ad uno più alto f/8)
dobbiamo aumentare il tempo di esposizione di un
valore: da 60 a 30; e viceversa. Questo ci
porta ad una serie di coppie tempo/diaframma
equivalenti al fine dell'esposizione.
Ma allora quale scegliere, e
perchè? Dipende da cosa fotografiamo e in quali
condizioni.
Dobbiamo infatti tener conto dei
seguenti fattori:
Se il nostro soggetto si
muove velocemente per "immobilizzarlo" nella
pellicola dobbiamo scegliere un tempo veloce,
altrimenti la foto risulta mossa. In tal caso
sceglieremo un tempo veloce ed apriremo di
conseguenza il diaframma.
Daltronde in
alcuni casi proprio per dare l'idea della
velocità, si preferisce avere un soggetto che
risulta mosso in foto, per avere un effetto
esteticamente gradevole. In tal caso sceglieremo
un tempo piu' lento e un diaframma piu'
chiuso.
Cosa fondamentale da sapere, tanto
piu' il diaframma è chiuso tanto maggiore è la
profondità di campo dell'obiettivo, ossia la
capacità di tenere a fuoco soggetti piu' vicini
e/o piu' lontani rispetto all'oiettivo rispetto al
soggetto messo a fuoco. Questo vuol dire che
se il nostro soggetto ha molta profondità
dovremo cercare di tenere il diaframma piu' chiuso
possibile per tenere tutto a fuoco (aumentando i
tempi) e viceversa. Salvo naturalmente che il
nostro gusto non voglia ad esempio che lo sfondo
risulti sfocato per dare maggior risalto al
soggetto principale.
Concludendo ci sono ragioni
tecniche (la velocità e la profondita del
soggetto) e ragioni di gusto personale che
influenzano la scelta della coppia ideale (per la
singola foto ovviamente...!).
Il consiglio,
quando sia possibile e ne vale la pena, è di fare
2/3 scatti con coppie diverse e poi vedere il
risultato e scegliere lo scatto
migliore.
Alla
prossima! | |
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BIOLOGIA MARINA – Per gentile
concessione del sito http://www.cantodelagua.it/
scuola sub a Roma. Grazie a Valeria Mamouridis,
autrice dei
testi. |
I
MOLLUSCHI
UN'OCCHIATA
GENERALE Il nome si riferisce ad una
delle caratteristiche più evidenti di questo
gruppo: il corpo molle. Comprende tantissime
specie viventi e molte fossili. E' un gruppo molto
vario, sia per dimensioni che per evoluzione.
Esistono specie microscopiche ed altre di
dimensioni enormi, come il calamaro gigante
Architeuthis, che può superare i 18 metri o il
bivalve Tridacna gigas, che pesa più di 220 Kg.
Tuttavia, le dimensioni più comuni sono
dell'ordine del centimetro. Inoltre, si possono
trovare animali tra i più semplici, come le
conchiglie a zanna, ma anche tra i più evoluti ed
intelligenti invertebrati, come il polpo.
Testimonianze fossili avvalorano l'ipotesi che
i molluschi originarono dal mare. Infatti, la loro
esistenza è rimasta legata all'ambiente acquatico,
anche le chiocciole (le uniche ad aver invaso la
terraferma) hanno bisogno di umidità. I molluschi
si sono adattati ad una grande varietà di habitat:
vivono in mari tropicali o polari, lungo le coste
o nelle profondità oceaniche, anche in acque dolci
e salmastri (bivalvi e gasteropodi). I MOLLUSCHI PIU'
CONOSCIUTI • Classe Polyplacophora
(chitoni) • Classe Gastropoda (es.
nudibranchi) • Classe Scaphopoda (conchiglie a
zanna) • Classe Bivalvia (es. vongole) •
Classe Cephalopoda (es. seppia) COME
SONO FATTI Le forme sono
svariatissime, si può in ogni modo dare una
descrizione del corpo molto schematica,
dividendolo in due porzioni: una costituita da
capo e piede, l'altra dalla massa viscerale.
Il capo comprende bocca ed organi sensoriali.
All'interno della bocca v'è una struttura
esclusiva del mollusco: la radula, organo simile
ad una lingua, tappezzata da file di piccoli
denti, rivolti verso l'interno. La sua funzione
non è solo quella di raschiare particelle di cibo,
ma anche di trasportarle verso il tratto
digerente. Il piede, invece, ha una
muscolatura molto sviluppata, che permette la
locomozione e l'ancoraggio al substrato.
Solitamente il movimento prodotto è strisciante.
Non mancano tuttavia esempi di modifiche del
piede, che permettono soluzioni di movimento molto
diverse: nei calamari e nei polpi, per esempio, il
piede si è modificato in un sifone, che permette
una propulsione a jet; nelle forme pelagiche
(larve), invece, acquista la forma di ali. Il
mantello è un'altra struttura particolare di
questo gruppo. Consta di estroflessioni laterali
della pelle, che proteggono meglio il corpo e
formano una cavità, che solitamente ospita gli
organi respiratori, costituiti dalle branchie.
Nella maggior parte dei molluschi, la superficie
esterna del mantello secerne una
conchiglia. COME SI FORMA LA
PERLA Le ostriche ed altri bivalvi
(soprattutto l'ostrica marina Meleagrina, presente
nell'Asia orientale), possono produrre perle. Ecco
come: la conchiglia dei molluschi è costituita da
tre strati, dei quali il più interno è di
madreperla. Se un granello di sabbia o un ospite
indesiderato entra nella conchiglia di un'ostrica,
il mantello incomincia a secernere madreperla
intorno ad esso, creando la perla. LA
RIPRODUZIONE I molluschi hanno, in
maggioranza, sessi separati, sebbene alcuni siano
ermafroditi. In molte specie, le più primitive,
dall'uovo esce una larva, che ha una simpatica
forma a trottola. Le specie più evolute
(cefalopodi e bivalvi) sgusciano direttamente in
una forma del tutto simile
all'adulto.
(Testo: Dott.ssa
Valeria Mamouridis)
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L’ANGOLO
DELL’ATTREZZATURA – A cura di Claudio Badessi in
arte “Mr
Gadget” |
Voglia di
viaggi Continuiamo con i consigli per i
viaggi, chiaramente solo per la parte
tecnico-subacquea, sulla scelta del
luogo-periodo-durata fate vobis... Lo scorso
numero l'avevamo terminato con i suggerimenti
sulla parte illuminazione e continuiamo con quelle
fotografica. Fate "il carico" delle pellicole
direttamente in Italia, se potete mettetele in una
busttina trasparente evitando di passarle sotto lo
scanner a raggi x. Ritornando brevemente alla
parte "fari„ abbiate l'accortezza di togliere la
lampadina e se possibile gli accumulatori,
specialmente se lo chassis é metallico. Lo scorso
anno abbiamo passato una buona mezz'ora al
controllo di Fiumicino per due fari da 250 w,
cercando di convincere l'agente che non sarebbe
stato possibile dissaldare gli accumulatori per
passarli singolarmente sotto lo scanner.... Per
quanto riguarda la parte medica, oltre a tutte le
medicine del caso, ricordatevi di portare con voi
una buona scorta di Amuchina, utile per
disinfettare i servizi igienici, gli erogatori
presi in affitto e, poche gocce in una mezza
boccetta, vi consentono di utilizzare l'acqua del
rubinetto per lavare i denti con maggiore
sicurezza. Per il momento mi fermo qui,
ciao!
Claby
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Da solo su
un'isola deserta pag. 223,
genere VIAGGI-CROCIERE-REGATE-AVVENTURE,
2005, € 15,00
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L’atollo è
Suwarrow, distante 850 miglia da Tahiti, 500 dalle
Isole Samoa, 1800 da Auckland, venne scoperto nel
1814 da una nave russa, il cui Comandante battezzò
l'atollo corallino con il nome della sua nave.
Tom Neale cercava di fuggire dalla civiltà e
decise di vivere da solo sperimentando la
condizione in cui ci si deve procurare tutto il
necessario: dall’acqua potabile al cibo per
nutrirsi. Un’attività intensa che occupò per
undici anni, il periodo in cui Neale visse a
Suwarrow. Questo libro si riferisce ai primi sei
anni, dal 1952 al 1958, di permanenza di Neale
nell’isola. Ancora oggi l'atollo di Tom Neale
è meta di visite di rari navigatori che nelle loro
soste si prendono cura della casa lasciata da
Neale e delle strutture rimaste ancora
intatte.
(Fonte www.librerianautica.it dove
potrete acquistare i vostri libri
nautici) | | |