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FOTO DELLA
SETTIMANA
Nome
scientifico: Synchiropus splendidus
Nome in Inglese: Mandarin
fish Commento:
Manado 2005
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IL
MARE IN PENTOLA A cura di:
Andrea Beccaria
Carpaccio di
spigola e carciofi
600 gr di filetto di
spigola freschissima 2 carciofi olio
extravergine di oliva succo di limone sale
pepe verde
Mettete il pesce in freezer per 30
minuti avvolto dalla pellicola trasparente in modo
da poterlo poi più facilmente
affettare. Trascorso questo tempo, tagliate la
spigola in fette molto sottili e deponetele sul
piatto di portata. Prendete i carciofi,
togliete le foglie esterne più dure e tagliateli a
fettine quasi trasparenti che metterete sulle
fette di pesce. Condite il tutto con una
salsina ottenuta mescolando 1/2 cucchiaio di succo
di limone con 2 di olio extravergine, sale e pepe
verde. Servite subito.
BUON
APPETITO!!!!
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ULTIM'ORA E CURIOSITA'
a
cura di Andrea
Beccaria
A FAVIGNANA TORNA LA MATTANZA CON I COSTUMI
D'EPOCA
PALERMO - Uno spettacolo cruento
si ''celebrera''' sul mare di Favignana il 5
giugno nel pieno rispetto di usi, costumi dei rais
del '700 e canti propiziatori arabi. La
manifestazione e' organizzata dalla cooperativa
''La Mattanza''.
Sulla costa dell'isola e su
antichi vascelli verranno ''ricostruite'' le scene
di tre secoli fa, con i costumi d'epoca fatti di
iuta, canapa e lino
La tecnica della mattanza
tradizionale dei tonni 'non solo e' sempre piu'
minacciata dalle cosiddette 'tonnare' volanti che
con l'aiuto di radar pescano i banchi prima che
arrivino a Favignana, ma anche dalla stabulazione,
l'allevamento in gabbia dei tonni, le cui carni
inevitabilmente sono meno morbide e ricche delle
qualita' organolettiche dei tonni 'selvaggi' di
Favignana''.
Tra i prossimi progetti della
cooperativa c'e' la realizzazione, entro due anni,
di un museo nello stabilimento della Tonnara
Florio di Favignana ''dove verranno esposte reti,
cavi di acciaio, ancore, boe, modelli di
barcarecci, rimorchiatori, motopescherecci e
ricostruzioni degli abiti dei tonnarioti
conservati nel corso dei secoli''.
Il 5 giugno la partenza del rais
Gioacchino Cataldo, per la posa delle reti, e'
prevista alle 7, la mattanza verra' ''celebrata''
secondo le usanze ''fenicie'', i canti
propiziatori arabi, alle 12 quando i tonni, spinti
dalle correnti saranno catturati nel quadrato
delle reti.
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.Finalmente sta arrivando
l'estate e inizia il fermento per decidere dove
trascorrere le prossime vacanze estive. Le
località più belle stanno velocemente esaurendo
le disponibilità, quindi non pensateci su
troppo! | In ogni caso
agosto è il mese privilegiato per partire, ma non
sottovalutate le tantissime offerte per giugno e
luglio, senza poi dimenticare che uno dei mesi
migliori per partire è anche settembre. Scriveteci adesso per programmare con noi
la vostra
estate! | |
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NOVITA’ ED OFFERTE – A cura di
Banzigo
Viaggi |
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La pellicola nella
fotografia subacquea I puntata
La
sensibilità La sensibilità della una
pellicola è la sua capacità a registrare la luce
in misura maggiore o minore. Quindi maggiore la
sensibilità, minore la luce necessaria per
impressionarla e viceversa. Oltre a ciò, al
crescere della sensibilità aumenta la grana della
pellicola e diminuiscono i contrasti, e questo
incide sul risultato della foto. La sensibiltà
viene normalmente misurata con lo standard A.S.A.
(American Standard Association). Le pellicole
più utilizzate dal fotografo subacqueo sono le
diapositive con una sensibilità comprese tra 50 e
100 ASA. in quanto in questa fascia si ha un buon
compromesso fra sensibilità, grana e contrasto, di
solito si preferisce usare le sensibilità più
basse per la macro e quelle più alte per il campo
lungo.
Perché diapositiva
1) Le stampe da negativo hanno colori
meno fedeli 2) Dalle diapositive si ottengono
stampe di qualità migliore 3) Possono essere
scannerizzate con migliori risultati 4) Le
diapo proiettate hanno brillantezza e profondità
ineguagliabile
Va detto che ogni pellicola
e ogni marca ha caratteristiche di resa cromatica
differenti; fate le vostre prove e trovate la
vostra pellicola
Continua... | |
Le Murene
Famiglia:
Murenidi Ordine: Anguilliformi Classe:
Osteitti
ANIMALI AGGRESSIVI
? Chi scende sott'acqua, non può non avere mai
incontrato una murena. Nei nostri mari è un pesce
tanto conosciuto quanto temuto per il suo
morso. In effetti, non deve essere una bella
esperienza, il morso di una murena: possiede una
grande bocca, dotata di una doppia serie di denti
acuminati, rivolti verso l'interno. Anche
l'aspetto non l'aiuta per niente: corpo
serpentiforme, testa piccola ed aguzza e
soprattutto, fauci che si aprono e chiudono
continuamente. Eppure, non è un animale
aggressivo, a meno ché non sia disturbato, poiché
è un pesce territoriale. La bocca alternativamente
aperta non è una minaccia, ma un bisogno
fisiologico: la respirazione.
COME RICONOSCERLE Sono pesci,
appartenenti alla famiglia degli anguilliformi. La
struttura generale di una murena rimane pressoché
costante in tutte le specie: corpo allungato,
cilindrico nella prima metà, appiattito
lateralmente nella seconda. Possiede una sola
pinna dorsale, che, da dietro la testa, arriva
fino alla coda. Le livree sono varie e vistose ed
interessanti caratteristiche rendono le murene
molto più affascinanti della grigia
anguilla. Nel nostro Mediterraneo è presente
una sola specie: la Murena Helena, di colore
marrone, screziato di giallo. Le specie tropicali
hanno colori più sgargianti: dal verde al marrone,
dal bianco all'azzurro. Alcune specie del
Pacifico (le Rinomurene) presentano un carattere
del tutto peculiare: le narici, estremamente
allungate, terminano con espansioni a forma di
foglia. Altra specie tropicale è la murena
leopardo. Essa possiede un corpo bruno disegnato
da un reticolo bianco, che prosegue fino
all'interno della bocca. Si può trovare nella tana
in coabitazione con altri individui della stessa
specie o addirittura con altri animali. La
murena gigante, invece, è un pesce dal corpo
massiccio ( com'è intuibile dal nome ), anch'esso
di colore bruno, cosparso di macchie più
scure.
LA RESPIRAZIONE Gli organi che
permettono la respirazione sono le branchie, che
comunicano con il faringe. Dall'esterno sono
visibili le aperture circolari, una per lato,
situate oltre le mascelle. L'acqua, entrando
dalla bocca, passa nelle branchie, dove avviene lo
scambio gassoso col sangue, poi, esce dalle
aperture laterali, ricca di anidride
carbonica.
LA RIPRODUZIONE Il periodo
della riproduzione è da giugno a settembre. Lo
sviluppo della murena è indiretto: dall'uovo esce
una larva, di aspetto molto simile all'anguilla.
In seguito, con successive trasformazioni,
l'animale assume le sembianze
caratteristiche.
L'ALIMENTAZIONE La
murena caccia principalmente di notte, alla
ricerca di qualche pesciolino o mollusco. Il suo
pasto preferito è il polpo. Se, durante un suo
giro di caccia, la murena ne incontra uno, non
attacca subito, ma rimane immobile, come se
volesse concedere al polpo la possibilità di
scappare. Ma all'improvviso, si scaglia
violentemente sulla preda, che se ha un po' di
fortuna, riesce a fuggire, barcollante, privato di
un tentacolo.
DOVE CERCARLA E' molto
comune in tutti i mari, non è, quindi un evento
raro vedere una murena. E', di solito, difficile
incontrarla fuori dalla tana, da cui esce
raramente, solo di notte, per nutrirsi. E' più
facile, invece, vedere sbucare la sua testa da una
fessura, stretta e profonda, di uno
scoglio.
CURIOSITA' Non è vero che il
morso della murena è velenoso, lo è invece il
sangue, che contiene una potente tossina. Niente
paura per chi ama mangiare murene: la cottura
neutralizza ogni pericolo di avvelenamento.
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L’ANGOLO
DELL’ATTREZZATURA – A cura di Claudio Badessi in
arte “Mr
Gadget” | Voglia di vlaggi (effetto
eudi1) Bentrovati a tutti. Per prima
cosa vorrei ringraziare tutte le persone che sono
passate a trovarci allo stand dell Eudi dandoci
segni di apprezzamento per questa newsletter e,
lasciatemi dire, ci ha fatto un enorme piacere
anche perché dei feedback "faccia a faccia" si
hanno raramente. Ma ritorniamo a noi ed alla
voglia di viaggi che si é incrementata con tutti i
cataloghi, preventivi, informazioni fornite nei
tre giorni di fiera (anche io ho approfittato
dell`offerta per Mabul !) e nei pochi minuti di
rilassamento ho iniziato a pensare cosa portare
come parti di scorta per la attrezzatura.
Chiaramente, prima di partire, un buon controllo
del funzionamento di tutte le attrezzature é
d'obbligo e, in caso ci siano anche piccoli dubbi,
portate il tutto ad un buon centro di revisione.
Un ulteriore consiglio sul consiglio é di provare
gli erogatori anche in piscina dopo averli presi
dalla revisione, perché anche chi fa le revisioni
é umano ed avere questa certezza a migliaia di km
da casa non é certo una delle esperienze più
entusiasmanti. Ammesso quindi che tutta
l'attrezzatura sia ok, vediamo cosa mettere nel
kit minimo da portare in viaggio. Prima cosa, una
buona scorta di o-ring di tutte le misure può
risolvere molti problemi (vedi articoli
precedenti), la brugola per togliere i tappi per
le uscite di bassa e alta pressione, una piccola
chiave a rullino (la classica chiave inglese) per
lo smontaggio delle fruste. Personalmente la
preferisco alle classiche chiavi fisse che si
trovano nei set multiuso perché essendo molto fine
di spessore, se la frusta é serrata molto, si va
quasi sempre ad intaccare l'attacco della frusta.
Invece la chiave a rollino ha generalmente le
"mascelle" più spesse ed evita il problema. Altro
parte indispensabile é un boccaglio di riserva
adatto al vostro erogatore con relative fascette
di plastica, un cinghiolo per le pinne (se le
usate, io generalmente mi porto quelle da apnea)
ed uno per la maschera. Se siete un gruppo,
dividetevi il compito di portare un set completo
di emergenza (un primo stadio, un secondo stadio
con la sua frusta, una frusta per il gav, un
manometro con frusta), se non ci sono bombole con
attacco din ed il vostro primo stadio é
equipaggiato in tal modo, procuratevi una staffa
di adattamento DIN - INT. Per la parte
"luminarie", una lampadina di scorta per la
lampada principale (se usate quelle tradizionali a
filamento o le Hid sostituibili), le luci chimiche
e/o strobo se prevedete le notturne ed un bel
pacco di pile alcaline oppure quelle ricaricabili.
La continuazione alla prossima newsletter.
A
presto!
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IL LIBRO CONSIGLIATO
Franz
Shatzing Il quinto giorno pag. 1025,
genere NARRATIVA, 2005, € 22,00
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Nella
profondità del mare è cominciata la caccia al più
pericoloso essere vivente mai apparso sulla
terra... Finalmente in arrivo anche in Italia
il thriller degli oceani. 14 gennaio.
Huanacho, costa del Perù. Il povero pescatore Juan
Narciso Ucañan non crede ai suoi occhi: dopo
lunghe settimane di magra, davanti a lui si stende
un enorme banco di pesci. Ma il terrore cancella
ben presto la sua felicità: i pesci prima gli
distruggono la rete, poi rovesciano la sua barca e
infine si compattano impedendogli di tornare in
superficie. E, prima di morire, Ucañan scorge
qualcosa di luminescente che serpeggia verso di
lui... 4 marzo. Al largo di Trondheim,
Norvegia. A brodo della nave oceanografica
Thorvaldson, il biologo Sigur Johanson e la
scienziata Tina Lund guardano sconcertati il
monitor che rimanda le immagini di un robot calato
sul fondo marino: milioni di singolari “vermi”
luminescenti sembrano aver invaso lo zoccolo
continentale. Cosa sono? Da dove vengono? E
soprattutto perché sono così tanti? 12 marzo.
Vancouver Island, Canada. Leon Anwak fa da guida
ai turisti che vogliono osservare le balene nelle
acque della British Columbia. Da qualche tempo,
però, gli enormi mammiferi marini sono scomparsi,
quasi si siano “persi” da qualche parte. Poi,
improvvisamente, riappaiono in gran numero e
attaccano la Barrier Queen, un cargo da
sessantamila tonnellate, affondandola. Ed è
proprio sullo scafo di quella nave colata a picco
che Leon scopre una singolare colonia di esseri
luminescenti… Dall’Europa all’America al Giappone,
scienziati, militari, capi di governo e uomini
comuni vivranno un’avventura senza precedenti e
saranno impegnati in una lotta senza quartiere per
salvare il mondo dalla distruzione.
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