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Catturato in Antartide feroce megacalamaro




L'animale, 150 chili, ha occhi grandi come piatti da tavola e artigli come rasoi, ed è molto aggressivo. Gli esperti dicono che è molto più grande e pericoloso dei calamari giganti pescati in precendenza



SYDNEY – Non è la prima volta che si ha notizia della cattura di calamari grossi come squali. Ma quello pescato nel mare di Ross al largo dell’Antartide, pare superare ogni immaginazione, proprio come nelle novelle di Jules Verne. Alcuni pescatori neozelandesi hanno catturato un calamaro gigante di 150 chili, con occhi grandi come piatti da tavola, un corpo lungo due metri e mezzo e 'unghie' taglienti come rasoi sulla punta di tentacoli fino a sei metri. L’esemplare, una femmina di Mesonychoteuthis hamiltoni – è stato preso durante una normale battuta in alto mare, ma i pescatori si sono accorti subito che a pelo d’acqua c’era 'qualcosa di grosso' stava attaccando i pesci.

Solo un altro esemplare della specie e' stato finora catturato, anche se dei 'becchi' o tentacoli di altri sono stati trovati nello stomaco di capodogli, che si cibano di essi. A sua volta, il megacalamaro e' un cacciatore formidabile di grandi creature marine come il pesce dentato della Patagonia, che cresce fino a due metri di lunghezza.

''Finora sappiamo solo che si muove nell'acqua a 2.000 metri di profondità, che è un killer estremamente attivo e aggressivo'', ha detto O'Shea alla radio Nzbc dopo aver esaminato l'animale nel museo di Wellington. E ha spiegato che questa specie è assai più grande e differisce dal calamaro gigante catturato più comunemente, poiché ''ha enormi unghie rotanti che armano i tentacoli. Possono muovere i tentacoli in ogni direzione e sbranare la preda in un istante''.

Questa creatura costituisce fino a tre quarti della dieta dei capodogli, il che suggerisce che ce ne sia un gran numero nelle acque antartiche e subantartiche. ''E' indicativo - ha osservato O'Shea - che sia stato catturato vicino alla superficie del mare gelato, probabilmente in cerca di pesci. Sappiamo ora che dalle profondità del mare può salire in superficie e attaccare la preda''.

Fonte: Il Nuovo.it
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