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Portavano il vino
ai Faraoni. Le navi
sono in perfetto stato di conservazione
Due 'Titanic'
fenici
in fondo al Mediterraneo
TEL AVIV
- Duemila e cinquecento anni fa erano salpate
da Tiro, in Libano, e viaggiavano veloci
verso Cartagine o forse verso l'Egitto,
poi una tempesta, il naufragio, il Mediterraneo
che le inghiotte e loro rimangono lì
a centocinquanta metri di profondità,
a cinquanta miglia dalla costa di Israele.
Ora due navi fenice praticamente intatte
torneranno in superficie, finiranno in un
museo israeliano e diventeranno meta di
pellegrinaggio per appassionati, archeologi
e studiosi. Tutto merito di Robert Ballard
che nella vita fa l'esploratore marino e
soprattutto è passato alla storia
per aver scoperto, nel 1985, il relitto
del Titanic.
Dopo anni di studi e ricerche, Ballard,
grazie a un robot sottomarino e grazie alla
stessa tecnica che gli permise di ritrovare
il Titanic, ha individuato le due imbarcazioni
e finalmente oggi può compiacersi
e largheggiare in autocelebrazioni durante
la conferenza stampa dell'annuncio: "D'ora
in poi molti libri di storia dovranno essere
riscritti dopo questo ritrovamento".
Effettivamente, le due navi sono in perfetto
stato di conservazione: una è lunga
diciotto metri ed è la più
grande mai scoperta e risalente all'epoca
preclassica; l'altra è più
piccina, 15 metri, ed era sul fondale a
meno di tre miglia di distanza dall'altra.
Il carico: tutte e due trasportavano vino
forse ai Faraoni; nelle stive - ha spiegato
Ballard - ci sono ancora decine e decine
di anfore e vasi in perfetto stato, merito
delle particolari condizioni in quel tratto
di mare, della pressione e delle poche incrostazioni.
Due anfore in particolare sono da considerare
le più belle e preziose dell'epoca
fenicia.
Probabilmente - come ha indicato l'archeologo
Lawrence Stager che insegna all'università
di Harvard, negli Stati Uniti - le due barche,
che erano stracariche e avevano ciascuna
sei uomini, appartenevano a una flottiglia
commerciale e stavano battendo una rotta
non usuale per l'epoca. Destinazione: il
porto di Cartagine oppure, ed è l'altre
ipotesi, l'Egitto.
L'ultima - e costosissima - impresa di
Ballard è stata finanziata dal governo
israeliano e dall'istituto di archeologia,
dal National Geographic Usa e dall'Ufficio
Federale americano per la ricerca navale.
(24 giugno 1999)
Fonte: Repubblica.it
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