|
risposta mi veniva offerta immediatamente.
Una nuova barca effettuava crociere
su rotte tutte da scoprire e dove
la maggior parte delle immersioni
avvenivano in esplorazione su reef
poco conosciuti.
Cos’altro aspettare? Passaporto
in regola, borsa sub, un ultimo controllo
a tutta l’attrezzatura ed eccomi
in aeroporto in attesa del volo per
Manado, “sosta obbligata per
giungere a destino”. Il viaggio
è lungo ma ne vale davvero
la pena; dal grande Boeing della pista
di Fiumicino si passa al piccolo bi-elica
dell’aeroporto di Sorong una
piccola striscia d’asfalto ai
margini della foresta. Aspetto il
prezioso bagaglio con un pò
di ansia, e finalmente lo vedo arrivare,
trasferimento in porto ed ecco l’Ondina,
un bellissimo Motor Sailing in legno
costruito in stile indonesiano; tutti
a bordo, si salpa!
L’eccitazione del momento fa
svanire la stanchezza del viaggio,
mitigata dalla notte di riposo a Manado;
il primo soffio di vento che sfiora
la faccia è il segnale che
una nuova avventura sta per iniziare.
Mi sento come quei marinai che tanti
hanno fa solcavano questi mari in
cerca di avventure e tesori da conquistare,
ed anch’io avrò un tesoro
da portare via: emozioni, ricordi
e dozzine di fotografie da scattare
sopra e sotto questo angolo di paradiso.
Iran Jaya è la punta estrema
della più grande isola al mondo,
Papua Nuova Guinea, politicamente
divisa in due: la indipendente Papua
Nuova Guinea (PNG) la metà
più a est, e la provincia dove
l'Indonesia finisce la sua estensione
orientale, chiamata Papua e precedentemente
conosciuta proprio con il nome di
Irian Jaya.
Vento a dritta e rotta verso Kri,
una delle centinaia di piccole isole
che si trovano a nord-ovest di Sorong.
Ricard, la guida sub, inizia a spiegare
come si svolgerà la giornata;
al di là delle solite raccomandazioni
e spiegazioni, la cosa che più
mi affascina sono le descrizioni delle
immersioni e delle escursioni a terra.
Le prime immersioni, compreso l’immancabile
chek-dive, vengono svolte a Gam e
Bomba, due piccole isole vicino alla
più grande Waigeo, a circa
tre ore di navigazione da Sorong.
Maschera e pinne al seguito ed il
gommone sfreccia veloce verso il primo
punto d’immersione, Sardine
Reef si trova proprio sul costone
di Gam, dopo tanto parlare è
arrivato finalmente il momento di
trovare risposte alle mie domande.
Non resta che allacciare il GAV, controllare
l’aria e via in acqua, giusto
il tempo di compensare la pressione
nelle orecchie e dare un’OK
di rito alla guida e mi trovo a sorvolare
un giardino di corallo, con uno scenario
che ha dell’irreale! Gorgonie
di oltre tre metri di altezza e alcionari
dai mille colori, completamente protesi
a prendere nutrimento dalla corrente,
sempre costante per tutta l’immersione.
La visibilità è buona,
nonostante la grande quantità
di plancton, ma questa può
variare tantissimo in base all’andamento
delle correnti, come successivamente
spiega Ricard. La quantità
di pesce è eccezionale, sembra
di essere completamente circondati,
banchi di centinaia di barracuda sfilano
compatti, grossi carangidi e squali
pinna bianca, pattugliano costantemente
il reef, mentre sotto le distese di
corallo duro è facile incontrare
pacifici Wobegong che riposano indisturbati
sulla candida sabbia. I veri padroni
di casa sono però i Platax,
che accompagnano tutta l’immersione.
La lancetta del manometro si sposta
sulla zona rossa, è il momento
per riguadagnare la superficie. Un
solo pensiero mi accompagna per tutta
la sosta di sicurezza: se questo è
il check-dive cos’altro aspettarsi?
Quali altre meraviglie nasconde questo
paradiso?
L’Ondina fa rotta verso la piccola
isola di Bomba ed eccomi ancora pronto
sul gommone per immergermi a “Mike’Point”.
Lo scenario non è molto differente
dall’immersione precedente,
riesco quindi a superare lo sbalordimento
iniziale per dedicarmi alla ricerca
di tutti i piccoli abitanti che possono
trovare rifugio sul reef. Non posso
credere ai miei occhi, un cavalluccio
marino pigmeo mi appare davanti, faccio
non poca fatica per non perderlo di
vista, è poco più grande
di una moneta e così ben mimetizzato
che sembra uno dei piccoli rametti
della stessa gorgonia dov’è
nascosto, meraviglioso! Tornato a
bordo, con i compagni di viaggio,
non si fa altro che parlare dei bellissimi
incontri appena fatti, ma una crociera
con l’Ondina non è soltanto
un’avventura sottomarina, bensì
un viaggio al centro dell’Indonesia,
per scoprirne il mare, la terra, la
gente e loro tradizioni. Mai durante
una crociera subacquea avevo avuto
la possibilità di poter vedere
così da vicino cosa accadesse
sulle isole, poiché normalmente
venivano viste come un comodo ridosso
per l’ormeggio; mai come in
Indonesia ho sentito così vivo
il contatto con la gente locale e
la natura dove essi vivono. Ritrovarsi
tutti a cena come vecchi amici ed
ascoltare i racconti dei pescatori
che emozionati ci spiegavano come
utilizzavano un vecchio compressore
ad aria, lasciato dai giapponesi durante
la seconda guerra mondiale, per pescare
senza dover risalire in superficie.
Oppure scalare la montagna di Waigeo,
con le guide del villaggio che, gentili
così come tutti gli abitanti
dell’isola, ci hanno accompagnato
attraverso la folta foresta per cercare
L’Uccello del Paradiso ed ammirare
i Tucani.
La vista della baia sottostante dall’alto
della cima, è un’altra
emozione da togliere il fiato, vicino
a due isolette che sembrano smeraldi
incastonati in un mare color cobalto,
l’Ondina è all’ancora
che aspetta solo noi per condurci
in altri luoghi per nuove emozioni.
Melissas’s Garden - Forse una
delle immersioni più belle
di tutta la crociera ed una delle
preferite dal comandante Ricard. Situata
nei pressi dell’Isola di Gam,
a ovest di Waigeo. Si ormeggia nella
pass tra due isole che formano un
piccolo arcipelago. Nuotando placidamente
sul plateau a pochi metri dalla superficie
si può ammirare in tutta la
sua grandiosità la ricchezza
di questo mare. Distese di coralli
duri fanno da casa a Wobegong e gattucci,
ed un costante movimento di pesciolini
di barriera, cercando di sfuggire
ai loro predatori, danno vita ad un
balletto coloratissimo. Di notte poi
sa offrire il meglio di se quando
la miriade di crinoidi escono dai
loro rifugi e in balia della leggera
corrente si nutrono del plancton che
trasporta.
The Passage - Un fiume di acqua marina
che scorre tra due piccole isole completamente
ricoperte da mangrovie, che estendono
le loro radici fino all’inizio
della parete. Allo scenario già
suggestivo dell’immersione,
si aggiunge una grande quantità
di piccoli alcionari che ricopre il
fondo e le gorgonie che tappezzano
completamente le pareti, sembrano
scorrere al nostro fianco, mentre
la corrente ci trasporta alla fine
del canale. Fermandosi nelle piccole
insenature è curioso osservare
come i pesci arcieri si guadagnano
il pranzo, colpendo con frecce d’acqua
gli insetti che sorvolano la superficie.
Un vera chicca per tutti i foto/video
sub.
Waterlogged - Probabilmente la più
bella immersione notturna di tutte
le Raja Ampat. Spostandosi a nord,
oltre l’Isola di Batang, ormeggiati
in una bellissima laguna, ci si immerge
scendendo lungo una parete costellata
di gorgonie, spugne e alcionari, e
dove migliaia di microrganismi trovano
riparo al loro interno e nelle numerose
grotticelle che si aprono sulla parete.
“Gost pipe fish”, pesci
foglia, cavallucci marini pigmei oltre
a granchi e gamberetti, nascosti tra
i coralli aspettano solo di essere
notati; un occhio attento è
però necessario per scoprire
questo meraviglioso micro mondo sommerso.
Palau Wai – Relitto del P47
Thunderbid - Per gli amanti dei relitti,
Iran Java sa offrire due immersioni
molto interessanti. Durante la II°
Guerra Mondiale due P47 Thunderbird,
a causa della mancanza di carburante,
in un sorvolo a bassa quota hanno
ammarato a poca distanza tra loro.
Sono perfettamente conservati grazie
al lieve impatto con il mare. A causa
della differente profondità
non è possibile ammirarli in
una sola immersione. Il primo si trova
a circa 25 metri e il secondo a 35.
Quasi completamente ricoperti da alcionari
e spugne, sanno regalare numerose
emozioni.
Queste sono solo alcune delle immersioni
che hanno già un nome, ma tante
ancora aspettano di essere scoperte.
L’itinerario svolto non è
sicuramente un viaggio adatto a tutti,
ma a coloro che cercano emozioni vere,
in luoghi incontaminati. Immergersi
su coralli dove nessuno è mai
passato prima, è qualcosa che
in pochi possono dire di aver fatto.
La barca effettua questo tipo di crociera
per tre mesi all’anno, mentre
per il restante periodo svolge crociere
in itinerari meno selvaggi, ma altrettanto
affascinanti. Dall’Isola di
Bira all'Isola di Selayar passando
per l'Isola di Bonerate, il Parco
Nazionale di Takabonerate e di Komodo-Rinca
ad ammirare i Draghi di Komodo, oppure
da Maumere a Kendari, visitando Alor,
l'Isola di Gunung Api, Lucipara e
Penyu, Isole di Banda, Gorong e Misool.
|