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Roatan e le Bay Islands

Il legno bagnato esalta l’aroma e i profumi del mare proprio come un’antica botte conserva il gusto di un ottimo vino. E’ questo il primo impatto che si ha quando si arriva alle Isole della Bahia, l’olfatto si inebria di aromi esotici del tutto estranei ai sensi di chi è abituato a vivere nell’ambiente cittadino. Il legno in questo posto è ovunque ed oltre ad essere l’elemento principale con il quale si costruiscono utensili e abitazioni, è anche una delle maggiori risorse del territorio. I kayak che lambiscono l’acqua, le case su palafitta chiamate “Cabañe” e gigantesche foreste di mangrovie immerse nelle turchesi acque caraibiche, rendono indimenticabile l’aria di Roatan e delle sue “sorelle minori” Utila, Guanaja e i Cayos Cochinos. Queste isole che si trovano a circa 30 miglia dalla costa Honduregna, costituiscono una tappa fondamentale per chi è alla ricerca di luoghi da scoprire al di fuori del turismo di massa e soprattutto per i subacquei che hanno voglia di vedere qualcosa di unico, di cui forse hanno solo sentito parlare, come lo squalo Balena!
Il suo ricordo, a distanza di tempo, fa rivivere momenti di adrenalina, meraviglia ed eccitazione davvero difficili da dimenticare e la cosa più interessante è che in ogni immersione si ha la certezza di fare nuovi incontri che non lasceranno certo indifferenti. Un elemento determinante delle Bay Islands è la sabbia bianca finissima.A partire dalle interminabili spiagge di palme, fino ai centri abitati che si trovano esclusivamente nei pressi del mare; questo soprattutto perché nell’interno le isole

presentano un aspetto montuoso che non facilita l’insediamento umano. Al suo posto lascia spazio ad una fitta vegetazione color smeraldo, dove innumerevoli specie hanno trovato il loro habitat naturale ideale. Tra le diverse specie di uccelli, che si esibiscono in voli acrobatici e in canti, che fanno venire in mente le giungle presentate spesso nei documentari, quello di maggior interesse, anche per le sue doti di abile pescatore, è sicuramente il pellicano che effettua rapide picchiate sull’acqua quando caccia la sua preda. La vera protagonista di queste terre però è l’iguana, non è difficile incontrarla anche passeggiando sulla spiaggia ma la si può osservare più attentamente alzando la testa e guardando sui vari rami degli alberi, sembra incredibile, ma anche iguane di un metro di lunghezza dormono placidamente nei luoghi più interni dell’ isola.
Tutto ciò che è possibile ammirare sulla terra ferma, lascia solo immaginare il meraviglioso mondo che si nasconde sott’acqua. Le immersioni sono possibili a tutti i livelli e consentono una vasta scelta di tipologie differenti: relitti, pareti, grotte e canyon davvero fantastici.
Le prime isole che si incontrano verso nord sono i Cayos Cochinos, undici isolotti di natura corallina, un piccolo arcipelago raccolto attorno all’isola maggiore Cochino Grande; questa zona è il luogo più remoto e più raramente raggiunto da subacquei e turisti, sia a causa della distanza dalle isole principali, sia per il fatto che sono quasi disabitati e c’è un solo resort piccolissimo e spartano. Da Roatan si effettuano escursioni giornaliere ma il modo migliore per visitarle è quello di partecipare ad una crociera in barca a vela; sono molti gli skipper che noleggiano la propria imbarcazione per questo tipo di itinerario partendo dall’isola di Roatan.
In direzione sud-ovest lasciandosi alla spalle i Cayos Cochinos si arriva all’isola di Utila perfetta anche per un turismo più giovanile e per chi è alla ricerca dello squalo Balena. Qui oltre a due resort di alto livello, possono trovarsi sistemazioni più economiche e molti localini dove poter sorseggiare cocktail esotici la sera. Le modeste dimensioni dell’isola offrono un vantaggio importante per i subacquei, le barche raggiungono facilmente ogni punto d’immersione in breve tempo e possono così fronteggiare le avverse condizioni meteo marine in ogni circostanza. Nonostante Utila sia una piccola isola, custodisce almeno 49 punti di immersione diversi, alcuni di questi custodiscono le più belle immersioni delle Bay Islands.
Per esaltare la resa delle immersioni è indispensabile affidarsi a centri diving che siano all’altezza del posto. Uno di questi è quello del Laguna Beach Resort che offre ogni tipo di attrezzatura oltre alla competenza e cortesia delle sue guide. I pacchetti sub sono comprensivi di tre immersioni giornaliere, di cui la terza può essere sostituita con una notturna dalla barca. Le immersioni notturne sono consentite tutte le sere sia in maniera autonoma dalla riva, sia con la barca e in entrambi i casi non se ne resterà delusi.
La giornata tipo inizia con l’avvistamento dello squalo Balena…, questo avviene a largo del versante nord dell’isola, dove l’enorme pesce, cerca plancton e piccoli pesci con cui sfamarsi. E’ uno squalo assolutamente inoffensivo che vive in queste acque praticamente durante tutto l’arco dell’anno (infatti a Utila c’è anche un centro di ricerca che lo studia) ma soprattutto nel periodo primaverile, è possibile avvistarlo quasi ogni giorno. Il comandante gira con la barca in quella zona fino a quando non vede increspare l’acqua; sono i pesciolini che iniziano a saltare come impazziti mentre con maschera e pinne si attende con pazienza l’ordine per un tuffo nel blu. Se si porta con se una macchina fotografica è meglio ricordarsi di tenerla ben salda, perché quello che avviene pochi istanti dopo potrebbe far scordare di possederne una. In un attimo si passa dalla confusione al silenzio, l’ acqua blu senza alcun riferimento, sotto solo un enorme manto maculato, è lo squalo Balena, il suo sguardo è al tempo stesso dolce e un po’ preoccupato di tanta attenzione. Impiega pochi secondi per inabissarsi nel mare profondo ma sono attimi eterni, nella memoria di ogni subacqueo. Il disagio che si ha immediatamente dopo è quello di non poter vedere altro che sia all’altezza di un simile spettacolo, ma non è così. Le affascinanti pareti di Utila offrono la possibilità di ammirare diversi tipi di formazioni coralline, madrepore, crinoidi e immense spugne a botte il più delle volte abitate; una di queste pareti è Great Wall West dove le formazioni madreporiche e il corallo duro in genere sono molto vivaci e ricche; si possono trovare molte madrepore cervello e aguzzi coralli colonna. La parete è molto movimentata da rientranze piuttosto pronunciate. Uno sguardo nel blu potrà mostrare il passaggio di aquile di mare mentre in parete alcuni branchi di pesci disco appaiono all’improvviso per controllare la situazione.
Un’ immersione un po’ fuori dal comune per le Bay Islands è quella di Black Hill, qui infatti non si tratta di estese pareti che si sviluppano nella parte di reef corallino affacciato sul mare aperto, congiungendosi con il fondale di sabbia qualche decina di metri più sotto. In questo caso ci si accinge ad esplorare una vera e propria secca corallina che si innalza lontano dalla costa da un fondale profondo, senza peraltro riuscire ad affiorare in superficie. Siamo nella zona orientale dell’ isola di Utila a circa tre miglia dalla costa. Si tratta di una collina che poggia sulla sabbia a 40 metri e sale fino a una decina di metri dalla superficie. E’ un’ immersione caratterizzata da grande abbondanza di pesce grazie ad una leggera corrente che non infastidisce durante l’immersione e che trasporta con se nutrienti per gli organismi bentonici e per i pesci. Vi si possono trovare un banco stanziale di carangidi dalla coda gialla e barracuda ma anche ventagli di gorgonie e corallo nero.
La principale isola delle Bay Islands è Roatan che offre sistemazioni di diverso prezzo e qualità a seconda delle esigenze. La striscia di terra su cui si estende è costituita da splendide spiagge caraibiche e pittoreschi villaggi locali oltre che un’ infinità di punti di immersione. Il versante sud ovest dell’ isola è quello maggiormente popolato, dove si trova il centro più importante per gli abitanti del posto ovvero Coxen Hole, situato in prossimità dell’aeroporto, qui è pieno di piccoli empori e alcuni servizi pubblici. E’ questo il posto in cui la maggior parte della popolazione locale viene a fare acquisti e dove i turisti possono acquistare souvenir a prezzi notevolmente minori rispetto al resto dell’isola. E’ anche possibile noleggiare una jeep per visitare Roatan, il prezzo medio per l’intera giornata è di circa 50$; in questo modo si potrà raggiungere facilmente il versante opposto, quello di nord-est, il meno popolato ma che in quanto a natura, satura la vista con panorami mozzafiato. In questa zona si possono trovare sulle spiagge bianche le tipiche grosse conchiglie caraibiche (caracul), quelle da cui si dice di poter ascoltare il rumore del mare, soprattutto nei pressi di Punta Gorda. Inoltre dato che Roatan è una lingua di terra, in alcuni punti panoramici è possibile vedere entrambi i lati esposti rispettivamente a nord e a sud. Le due tappe fondamentali di questo giro sono: la visita all’ Iguana Farm, un allevamento di iguane e la visita ad Oak Ridge Harbour, dove si può ammirare in kayak la foresta delle mangrovie più grande dell’isola.
Nelle zone di West End e West Bay si trovano la maggior parte delle strutture turistiche e numerosi diving center. Le immersioni richiedono solo l’imbarazzo della scelta: per gli amanti dei delfini sorge sulla costa settentrionale dell’isola l’ Anthony’s Key Resort, una struttura nata per i turisti ma che comprende anche un grande centro di studio e addestramento di delfini. Tutti hanno così la possibilità di interagire con questi mammiferi a partire dallo snorkelig in acque basse all’immersione vera e propria; ma non è escluso di incontrarli anche in altri tipo di immersioni. Sulla costa meridionale invece un italiano, Maurilio Mirabella gestore del Waihuka Adventure Diving Center, ha scoperto un inusuale sito di immersione Cara a Cara, dove grandi squali grigi ma anche squali toro e piccoli pinna bianca, gironzolano tra madrepore e gorgonie. L’immersione è statica, sono gli squali che iniziano ad avvicinarsi ai sub, ma non dimostrano alcuna aggressività né danno segni di nervosismo. La guida ha con sé un cestello di esca morta con cui sfamare gli squali che sazi e soddisfatti dopo circa 20 minuti scompaiono nel blu.
Le immersioni simbolo di Roatan, sono caratterizzate dalla presenza di lunghi canyon che solcano la barriera corallina; uno di questi di circa 50 metri, viene percorso in tre direzioni differenti a diverse quote, si tratta dell’immersione di Mary’s Place in cui la roccia presenta delle spaccature risalenti a qualche storico terremoto. Questo sito d’immersione è stato chiuso per ben 5 anni ai subacquei dopo che qualche non curante delle strettoie ne aveva danneggiato l’ecosistema. Sulle pareti del tunnel, crescono meravigliose gorgonie a ventaglio. Sullo stesso genere, un’ immersione fra le più emozionanti è quella di Hole in the Wall, è una discesa fatta più per provare sensazioni che per osservare specie marine. Si tratta di una profonda spaccatura verticale nel reef, un taglio che entra all’interno della struttura corallina per almeno 4 o 5 metri. Il canyon viene percorso a capofitto verso il basso, scendendo verso il blu cupo, ci si trova in un ambiente molto suggestivo, aumentando la profondità le dimensioni del tunnel crescono; talvolta si incontra un gradino e sembra che la spaccatura muoia lì, su quella chiazza di sabbia bianca, ma poi ci si accorge che la parete sprofonda ancora nell’abisso. Lo sguardo spazia fino ad oltre 90 metri nel blu ma l’immersione termina ad una quota chiaramente inferiore.
Gli amanti dei relitti possono trovare a Roatan affascinanti le immersioni sul piccolo bastimento del El Aguila colato a picco agli inizi degli anni novanta e quelle sul Prince Albert affondato nel 1987. Ma è sull’isola di Guanaja che si trova forse il più misterioso di tutti, il Jado Trader, un mercantile confiscato per traffico di droga camuffato dal trasporto di frutta tropicale. Fu affondato a metà degli anni ottanta ed oggi è l’habitat ideale di: cernie giganti che aspettano di essere dolcemente accarezzate, numerosi branchi di pesci vetro e di alcuni squali nutrice che dormono sul fondale di circa 34 metri. La natura di Guanaja è quella più spettacolare, nonostante nel tempo l’ isola sia stata presa di mira più volte da diversi uragani che ne hanno devastato le poche strutture turistiche di cui è provvista. Il mare tuttavia è riuscito a conservare quello che l’uomo non ha potuto; non mancherà di incontrare pesci angelo francesi, barracuda e dentici di dimensioni gigantesche, quasi inverosimili. Le immersioni in queste acque lasciano spazio solo alla più fervida immaginazione.
Francesca Fusco

 
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